È sicuramente capitato anche a te. Eri a un evento e, improvvisamente, da una delle due casse è arrivato un fischio molto rumoroso, quasi insopportabile, per colpa di un microfono nelle vicinanze. Ecco la spiegazione a livello scientifico di cosa accade.
Comizi elettorali, feste di compleanno, presentazioni di libri ed eventi simili. Spesso, anzi quasi sempre, qualcuno monta un microfono e una (o più) cassa, per permettere a tutti i presenti di ascoltare i relatori. Talvolta, però, nel bel mezzo di un discorso dalle casse fuoriesce un suono estremamente fastidio, un fischio di pochi secondi che fa cambiare espressione facciale ai presenti, alcuni dei quali - i più sensibili - porteranno le mani alle orecchie.
Insomma, abbiamo capito di cosa stiamo parlando. Perché succede ancora nel 2026? La content creator Serena Aprano, studentessa di ingegneria informatica, ha spiegato su TikTok: "Anche un microfono può finire in un loop infinito, che è il risultato del suono fastidio di cui stiamo parlando. Questo suono prende il nome di feedback loop, oppue effetto Larsen. Succede quando l'impianto audio si autoamplifica. Il microfono, com'è noto, capta il suono e lo trasmette all'amplificatore, un componente che aumenta l'ampiezza del segnale audio. Il segnale amplificato, poi, alimenta degli altoparlanti, ovvero le comuni casse da cui sentiamo il suono".
Cosa succede quando dalla cassa esce il fischio fastidioso del microfono
L'autrice del video prosegue: "Il fischio fastidioso, dunque, si verifica quando l'impianto si autoamplifica, ovvero il microfono non capta il suono della mia voce ma capta quello che esce fuori dalla cassa. In sostanza, l'amplificatore amplifica lo stesso suono che ha appena riprodotto. Il suono che esce rientra nel microfono e viene riamplificato, riprodotto in un loop infinito. Più il microfono è vicino all'altoparlante e più è probabile avere il feedback acustico. Quando il microfono è posizionato proprio davanti alle casse, il feedback acustico avviene sicuramente".

Chiudiamo con una curiosità: l'effetto Larsen viene studiato già dagli Anni '30 e prende il nome dal fisico danese Søren Larsen. A volte, come detto, si verifica sotto forma di fischio fastidio ma talvolta può manifestarsi anche come frequenze impercettibili per l'orecchio umano, che tuttavia fanno tremare e vibrare le pareti. Jimi Hendrix riuscì perfino a controllarlo creativamente muovendo la chitarra a tempo con gli amplificatori. Di norma, si verifica più spesso in ambienti caldi: all'aumentare del calore aumenta anche la velocità del suono. Insomma, se dovesse succedere di nuovo mentre sei ad un evento, ora sai che è il rumore che fuoriesce dalle casse che si 'autoriproduce' in un loop potenzialmente infinito.
