Le 5 frasi che pronuncia chi vuole sentirsi intelligente, ma che non lo è davvero

Quasi tutti noi vogliamo impressionare il prossimo, che sia una persona da cui siamo attratti o un datore di lavoro da cui pretendiamo un trattamento migliore. Dato che passiamo un'infinità di tempo online, ci capita spesso di leggere frasi a effetto pubblicate da abili comunicatori, che poi ripetiamo nella vita reale. Raramente lo facciamo con intenzioni losche, ma solo per dimostrare di essere arguti. Tuttavia ci sono modi diversi per farlo. Iniziamo con: "Non è così che ragiona la scienza". Wow, frase forte. Ma quanti, tra coloro, che la pronunciano sanno come davvero funziona la scienza? Quanti hanno letto per interno i paper scientifici che parlano di un determinato tema? Certo, è una frase forte per chiudere una discussione, ma, per usare un altro aggettivo, è anche... vuota.

Leggere frasi a effetto sui social e ripeterle a pappagallo non farà di te un intellettuale.
Leggere frasi a effetto sui social e ripeterle a pappagallo non farà di te un intellettuale.

La seconda frase 'arguta' è: "Si tratta di semplice buon senso". Peccato che il "buon senso" non sia sempre oggettivo ma spesso soggettivo. Quello che per alcuni è giusto, per altri è sbagliato. Anche questa frase, come la precedente, è efficace per chiudere una discussione scomoda ma è altrettanto vuota, se analizzata per qualche secondo. La terza frase che molti ripetono a pappagallo è: "Vivi la tua vita al massimo". Quanti, tra coloro che la ripetono, vivono davvero al massimo? Spesso hanno visto un post da svariate migliaia di 'Mi piace' su Instagram con questa caption, credendola efficace. Ma qual è la "vita migliore" in assoluto? Per alcuni è viaggiare, per altri è mangiare, per altri è prendersi cura di sé, per altri ancora è conoscere tante donne. Di nuovo: parole a effetto ma vuote.

Le frasi che dici per suonare intelligente ma che sono vuote

Un'altra frase, molto americana e molto presente sui social è: "Trust the process", ovvero "Fidati del processo", di ciò che ti accade. Sono parole che hanno successo perché danno l'illusione del controllo in una vita che, purtroppo, è letteralmente incontrollabile in senso ampio. Certo, puoi mettere la sveglia e, dopo che sei sveglio, decidere cosa mangiare a colazione. Ma poi quel pranzo che avevi prenotato in netto anticipo salta perché il tuo amico si sente poco bene. Il "processo" non esiste davvero, purtroppo, o quantomeno non è qualcosa di lineare e prevedibile.

La quinta e ultima frase che ripete chi vuole sentirsi intelligente è: "La felicità è una scelta". Eh, no: alcune persone, in determinati periodi, la felicità proprio non la riescono a trovare. La salute mentale è un tema complesso: chi soffre di depressione o di ansia ha un blocco che non va via nemmeno con tutta la buona volontà del mondo. Micheal Woodwar, psicologo, ha trovato una via di mezzo: "La felicità è una scelta? Sì, ma essere infelici non è un fallimento". La felicità, scientificamente parlando, dipende da numerosi fattori: la salute mentale e fisica, le relazioni sociali e in generale il modo in cui prosegue la nostra vita. È normale che in certi giorni si provi più soddisfazione e in altri il morale sia sotto i tacchi. La felicità non è una scelta, almeno non lo è 365 giorni l'anno.

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