A Venezia sta succedendo qualcosa di mai registrato prima: ci sono più cefali che pantegane. Un ecologo marino, nostro connazionale, ha spiegato perché questo fenomeno è anomalo e quali sono le possibili conseguenze.
Il content creator @diegologiamarina ha ripreso una notizia rilanciata da molti quotidiani online nelle ultime ore: la massiccia presenza di cefali tra i canali di Venezia. "Da inizio gennaio, nei canali veneziani, si stanno ammassando una quantià industriale di cefali, uno sopra l'altro addirittura". Cosa stanno organizzando? Nulla di clamoroso: stanno, semplicemente, cercando di sopravvivere alle temperature polari che si sono verificate sul Nord-Est Italia in queste ultime settimane. Il fenomeno, a suo dire, si ripete ogni anno, in dimensioni ridotte rispetto a quest'anno, tra i più freddi dell'ultimo decennio.

"I cefali si ammassano nei canali più interni di Venezia, sfruttando il fatto che gli spazi sono più ristretti. Qui l'acqua è molto più calma, meno profonda e anche leggermente più calda, grazie al calore delle case e agli scarichi urbani", aggiunge l'esperto. "Qui trovano una sorta di area relax, dove possono nutrirsi di detriti organici presenti proprio nei canali". Tuttavia, oltre al freddo polare, la sopravvivenza dei cefali è minacciata da qualcos'altro: i cormorani. Questi pennuti cercano di stare lontani dai canali centralissimi di Venezia per via dell'eccessiva presenza umana, mentre svolazzano nelle zone più 'periferiche' in cerca di cibo. E la tecnica che usano per assicurarsi un pasto abbondante è clamorosamente intelligente.
I cefali a Venezia, che devono combattere con freddo e cormorani
"Questi animali - spiega l'etologo - sono talmente furbi che spingono i banchi di cefali con le ali verso la riva, al fine di raggrupparli in un posto dove è più facile catturarli". A quel punto, inizia il banchetto e ogni cormorano ne 'pappa' diversi nel giro di poche ore. I cefali che sopravvivono, poi, lentamente tornano verso la laguna. Qualcuno, legittimamente, si potrà chiedere come facciano i cefali a nuotare sia nell'acqua dolce dei canali di Venezia che in quella salata della Laguna. Moltissime specie non ci riuscirebbero e avrebbero gravi problemi respiratori.
I cefali sono diversi: "Questi pesci hanno un superpotere. Scientificamente si chiamano eurialini, ovvero capaci di tollerare ampie variazioni di salinità", conclude Diego. Ma sono commestibili? In linea di massima sì, hanno una carne bianca, soda e dal sapore delicato. Da alcune specie si ottiene la famosa bottarga di muggine, una delizia che arricchisce piatti di pasta 'poveri'. Quelli che nuotano nei canali veneziani, tuttavia, non andrebbero mangiati, proprio perché vivono in acque sporcate in mille modi diversi. Inoltre la pesca nei canali è di norma vietata oppure pesantemente regolamentata, per cui è da evitare in ogni caso. Lasciamo che siano gli ottimi cormorani a cibarsene: meglio acquistare i cefali che nuotano in acque più puliti o di allevamento.
