Nico Costanza, noto content creator italiano su Instagram, ha parlato di una sua disavventura nel deserto dell'Australia. Ecco perché ha quasi rischiato la vita e com'è riuscito a salvarsi, in maniera del tutto casuale. Sicuramente il suo contenuto fornisce una lezione importante per chi intende fare viaggi del genere.
Nico racconta nel suo video di come lavorasse come tour guide nel cuore rosso dell'Australia. Quel giorno stava rientrando alla base dopo aver lasciato un gruppo di turisti. Davanti a lui c'erano tre ore e mezza di strada isolata da percorrere: dal monolito di Uluru fino al Kings Canyon. Era nel Northern Territory, una terra vasta e soprattutto pericolosa. Mentre guidava il suo furgoncino, un boato sordo l'ha colto di sorpresa. Una ruota del suo mezzo è esplosa all'improvviso.
Il veicolo ha iniziato a sbandare violentemente e Nico racconta di aver sentito il cuore salirgli in gola. Intorno a lui c'era solo sabbia, praticamente. In quegli istanti, ha pensato agli scenari peggiori. Per fortuna, l'italiano è riuscito a mantenere il controllo del mezzo e ha accostato nella polvere rossa, evitando il ribaltamento del furgoncino. Ma il sollievo è durato poco: il veicolo è rimasto bloccato nella sabbia. In tutto ciò, Nico sapeva bene dov'era: l'ospedale più vicino distava cinque ore di guida. Insomma, nel deserto, un imprevisto meccanico del genere può trasformarsi in una trappola mortale. La disidratazione e il calore estremo avrebbero potuto essergli fatali. Ma come ha fatto a sopravvivere?
La lezione del deserto dell'Australia: tra pericolo e umanità inaspettata
Fortunatamente, la sua azienda gli ha fornito dotazioni di sicurezza avanzate prima del viaggio. Aveva con sé un telefono satellitare e un sistema di emergenza. Senza questi strumenti, chiamare soccorsi sarebbe stato impossibile. Intanto il problema è che il furgone era troppo basso a causa della sabbia e Nico non riusciva a estrarre lo pneumatico nuovo. Racconta come si sia sentito solo e perso, con una bottiglietta d'acqua e niente cibo, oltre che la prospettiva di ore d'attesa.

Mentre cercava una soluzione, tempo cinque minuti, e Nico è riuscito a farsi notare con l'autostop. Una famiglia di sconosciuti ha accostato senza esitare e l'ha accolto a bordo del proprio mezzo. Lo hanno accompagnato al centro di assistenza stradale più vicino. Anche in quel caso, è servita un'ora di viaggio. Questo dato fa capire quanto siano immense le proporzioni del territorio australiano. Il pericolo è passato, ma lo spavento resta impresso nella memoria.
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"Volevo raccontarvi una storia tragica, ma non posso", ha dichiarato Nico ai suoi follower. Le sue parole non sono un vanto, ma un ringraziamento alla famiglia che l'ha soccorso: il deserto australiano è stato clemente questa volta. L'esperienza - conclude infine - gli ha lasciato due insegnamenti fondamentali. Il primo riguarda la preparazione tecnica: nell'outback bisogna essere pronti a ogni evenienza. I cammelli selvatici attraversano spesso la strada all'improvviso, le temperature possono variare drasticamente in poche ore e portare sempre scorte in più di acqua è la regola numero uno. La tecnologia satellitare è un salvavita. Il secondo insegnamento è più profondo e tocca il lato umano: èsistono ancora persone pronte ad aiutare chi è in difficoltà. La storia di Nico Costanza è diventata virale per un motivo preciso: molti viaggiatori sottovalutano la potenza dell'Australia selvaggia, ma il creator ha vissuto sulla propria pelle quanto sia sottile il confine tra avventura e tragedia.
