Ciclone Sicilia, quali sono state le conseguenze per la vita marina? Risponde il biologo

I cicloni mediterranei sono rari ma, quando si formano, arrecano danni enormi a territori che non sono abituati a eventi meteo così estremi. Certo, grazie alle previsioni meteo moderne si può prevedere e agire di conseguenza, evitando vittime, ma i danni ci sono stati e sono stati gravissimi. Tra il 18 e il 22 gennaio 2025, il ciclone 'Harry' ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna con piogge torrenziali, venti che hanno raggiunto anche i 130 km/h, mareggiate e onde alte fino a 10 metri. Le conseguenze sono stati danni ingenti in alcune località costiere siciliane, calabresi e sarde. Nel giro di poche ore si sono verificate frane, dissesti, chiusure di tratte ferroviarie e, chiaramente, marittime. Da una prima stima, emerge che i danni più ingenti li ha registrati la Sicilia: gli enti locali parlano di una cifra tra i 750 milioni e il miliardo di euro.

I danni causati dal ciclone Harry includono 'vittime' tra la fauna marina - forumagricolturasociale.it
I danni causati dal ciclone Harry includono 'vittime' tra la fauna marina - forumagricolturasociale.it

Se consideriamo anche Calabria e Sardegna, il danno complessivo potrebbe essere stato di 2 miliardi di euro. Come da prassi in questi casi, è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale, al fine di accelerare le ricostruzioni e l'erogazione di aiuti economici. Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato lo stanziamento dei primi 100 milioni di euro ma l'impressione è che ce ne vorrà una cifra dieci volte più alta. Quasi tutti noi abbiamo visto le strade allagate, gli alberi divelti, le frane e interi villaggi a picco sul mare distrutti. Ma cosa ne è stato della vita marina durante il ciclone Harry? La risposta arriva da un biologo marino italiano.

Cosa è successo alla vita marina durante il ciclone Harry

Il content creator italiano @lollomarittimo ha spiegato: "Partiamo dalle basi. Anche se molto forti, le onde di superficie trasferiscono l'energia fino ad una certa profondità, dove il moto orbitale è smorzato. I pesci possono sentire il peggioramento delle condizioni meteo. Come? Attraverso le vibrazioni o i cambiamenti di pressione, che vanno a colpire la linea laterale del pesce. Perciò, molte specie di pesce e non, si spostano più in profondità, dove il moto ondoso si attenua e le correnti saranno più uniformi. Quelli che vivono più vicini alla costa, possono rifugiarsi in buche, tra i massi o in strutture dure".

E ancora: "La spigola che viene sbalzata fuori dall'acqua è un evento molto raro che potrebbe succedere solo ad animali mezzi spiaggiati o in fin di vita. Può anche capitare che larve, pesci di piccole dimensioni e di pochi giorni di vita finiscano fuori dall'acqua, creando un grave danno per la popolazione locale di quella determinata specie". I danni possono esserci comunque: "Questi cicloni possono sradicare praterie intere di posidonia, ma anche spostare i sedimenti, andando ad alterare gli habitat bentonici". E infine: "Il moto ondoso violento può spostare banchi di plancton, causano una diminuzione locale di cibo. L'immissione di inquinanti o sostanze organiche in mare può causare anche la moria di grosse quantità di pesci, specialmente in corrispondenza di scarichi fognari non a norma".

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