Esperto di finanza spiega quali sono i 5 movimenti bancari che insospettiscono il Fisco

Amerigo Censullo è un esperto di finanza molto attivo su TikTok, dove fornisce consigli ai propri follower. In uno dei video più visti sul suo profilo, elenca i 5 movimenti bancari che insospettiscono il Fisco. A suo dire, deve prestare attenzione anche chi è in regola e non è mai stato coinvolto in processi a sfondo fiscale o tributario. "Anche se sei un contribuente onesto, certi movimenti possono attivare i controlli dell'Agenzia delle Entrate", precisa a inizio video. Dopodiché procede a elencare i 5 movimenti che più spesso entrano nel mirino del Fisco. Il primo riguarda prelievi o versamenti in contanti elevati, specie se ripetuti nel tempo. Questi, secondo Censullo, attivano la segnalazione alla UIF, l'autorità che molti di noi chiamano Antiriciclaggio.

L'esperto di finanza ha spiegato che alcuni movimenti insospettiscono il Fisco - forumagricolturasociale.it
L'esperto di finanza ha spiegato che alcuni movimenti insospettiscono il Fisco - forumagricolturasociale.it

Il secondo rischio riguarda il possesso di conti "immobili", ovvero quelli con sole entrate e nessuna uscita. "Il profilo può sembrare anomalo", puntualizza l'esperto. Si rischia anche con bonifici frequenti da o per l'estero. I trasferimenti tra coniugi, se troppo regolari o consistenti, possono a loro volta insospettire il Fisco. Anche bonifici ripetuti a beneficio della stessa persona saranno attenzionati, perché potrebbero sembrare pagamenti di lavoro in nero. A fine video, l'esperto precisa che tutti questi movimenti sulla carta sono legittimi ma al contempo devono essere "chiari e giustificabili". Ecco perché, a suo avviso, specie per i bonifici, è fondamentale usare causali dettagliate. Non solo: "Evita movimenti ripetitivi e se ricevi soldi spiega da chi e perché". Nei commenti, un utente scrive che la CEDU avrebbe diffidato l'Italia proprio per i controlli del Fisco sui contribuenti. È davvero così?

I movimenti che insospettiscono il Fisco e il 'richiamo' della CEDU

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, peraltro in una sentenza recentissima (8 gennaio 2026), ha giudicato la normativa italiana sull'accesso ai dati bancari per finalità fiscali non conforme all'articolo 8 del CEDU. La sentenza Ferrieri e Bonassisa, infatti, parla di "discrezionalità non sufficientemente delimitata" dei poteri del Fisco. A loro dire, infatti, mancano garanzie circa il rispetto della privacy dei contribuenti. Ovviamente la Corte non contesta i controlli contro l'evasione di per sé, ma il fatto che Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza possano accedere ai conti correnti degli italiani con pochi vincoli e senza le adeguate garanzie procedurali.

L'invito è quello di adottare misure generali per riformare la disciplina dei controlli fiscali, nel rispetto dell'articolo 46 CEDU. Presto o tardi, lo Stato italiano dovrà introdurre criteri più chiari per attivare i controlli fiscali e aggiungere obblighi di motivazione. La Corte, infatti, sostiene che i controlli fiscali attuali in Italia, visto l'accesso 'facile' ai dati dei contribuenti, violano il diritto alla privacy, perché non offrono sufficiente protezione contro gli abusi. La lotta all'evasione resta di vitale importanza in un paese come l'Italia dove migliaia di persone non pagano le tasse, ma i controlli devono essere svolti con maggiore tutele e garanzie per i contribuenti. L'Italia, ad ogni modo, ha assicurato che si "conformerà" alla sentenza CEDU. I controlli - stiamone certi - non spariranno.

Lascia un commento