Fare amicizia da adulti sembra impossibile: ecco perché da piccoli era più facile

Perché fare amicizia da adulti sembra così difficile, mentre da piccoli era molto più facile? Uno psicologo sui socia ha svelato tutto.

Fare amicizia da adulti è veramente molto difficile, come fosse un esercizio sempre più complicato della vita quotidiana. Anche se si incontrano persone interessanti, si parla a lungo e ci si trova in sintonia, appare molto complicato legarsi davvero. I contatti restano alla superficie e le relazioni sembrano non consolidarsi mai. Cresce la sensazione di solitudine e, molto spesso, siamo anche accompagnati dall'idea che ci sia qualcosa che non va in noi, ma non è così. Uno psicologo sui social ha rivelato perché questa cosa accade svelando anche il motivo per il quale quando eravamo più piccoli (o più giovani) era molto più semplice.

Perché fare amicizia da adulti è più difficile rispetto a quando eravamo piccoli

A parlarne sui social e in particolare su Instagram è lo psicologo conosciuto come @drfantechi. Durante la fase dell'infanzia le amicizie nascevano senza troppi sforzi. La scuola, ad esempio, offriva tantissimi elementi per creare connessioni umane. C'era ripetizione e interazione pianificata. Ogni giorno si incontravano le stesse persone, si condividevano spazi e tempi senza neanche doverli organizzare. Il legame, insomma, si costruiva in modo del tutto naturale. La vita adulta, invece, elimina tutte queste condizioni. Ci si incontra molto più sporadicamente e in modo decisamente più frammentario nel tempo ed è tutto troppo poco affinché il nostro cervello possa registrare familiarità e sicurezza. La ricerca scientifica è infatti molto chiara in merito a questo punto.

L'amicizia non nasce da una conversazione intensa o da un momento che ci appare molto profondo. Sono tanti micro-incontri che, ripetuti nel tempo, fanno in modo che cresca il legame. Lo studio di Jeffrey A. Hall, pubblicato nel 2019 sul Journal of Social and Personal Relationships, rivela che servono, in media, decine di ore condivise prima che una persona venga percepito come vero e proprio amico.

amicizia da adulti
Due amiche insieme-Forumagricolturasociale.it

Il cervello necessita di un'esposizione ripetuta per classificare qualcuno come affidabile e vicino a noi. Un altro elemento fondamentale è la vulnerabilità, che trasforma un semplice conoscente in un amico. Da adulti si tende a restare molto di più su un piano leggero e al contempo controllato. Si parla di lavoro e impegni, ma mai di cose che ci espongono troppo. Ci si aspetta che sia l'altro a fare il primo passo, ma questo crea una situazione di stallo in cui entrambe le figure restano in superficie. In questo modo, il legame non decolla mai.

Inoltre, le amicizie adulte richiedono quello che da bambini nasceva in modo del tutto automatico. C'era iniziativa, presenza e costanza anche quando tutto sembrava scomodo. Non a caso, funzionano decisamente meglio i contesti che ricreano le condizioni dell'infanzia, come corsi regolari, sport di squadra e lavori nei quali si incontrano le stesse persone ogni giorno. La ripetizione crea familiarità, che a sua volta genera fiducia. La solitudine che molte persone sperimentano, dunque, non è un problema persona, ma di progettazione. Come spiega Robin Dunbar nel suo libro intitolato Friends del 2021, la vita adulta non è strutturata per favorire la connessione. Per questo, andrebbe costruita in modo intenzionale creando appositamente spazi, rituali e continuità.

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