Guardando i porti delle principali città da quello di Genova a quello di Rotterdam, si vedono sempre tante navi da crociera o giganteschi portacontainer. Ma cos'hanno in comunque queste due tipologie così differenti di imbarcazioni. Ebbene, i colori sopra la linea di galleggiamento sono bellissimi: fumaioli gialli, scafi blu navy o loghi aziendali bianchi e brillanti. Ma guardando più in basso, proprio dove lo scafo accarezza le onde, si nota quasi sempre una striscia di rosso con una tonalità che ricorda il mattone o la ruggine. Non importa se la nave è un moderno transatlantico o un vecchio peschereccio. Quel colore è lì sempre. Perché?
Molti passeggeri pensano sia una semplice scelta di design, altri credono che serva ai soccorritori per individuare una nave ribaltata in mare aperto. La realtà, però, è diversa. Quel rosso racconta una storia di biologia marina e una battaglia silenziosa che l'uomo combatte contro l'oceano stesso. Infatti, quando si naviga, il pericolo più insidioso è il biofouling. Si tratta di un fenomeno naturale per cui microrganismi, alghe, cozze e cirripedi decidono di 'assediare la nave'.
Può sembrare un problema minore, ma non lo è. Secondo l'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), una carena incrostata aumenta la resistenza idrodinamica. Questo significa che il motore deve sforzare di più per mantenere la rotta. Il risultato? Un aumento del consumo di carburante che può sfiorare il 40%. Per fermare questa invasione, servono vernici speciali chiamate antivegetative. Storicamente, l'ingrediente segreto per esse era il rame. Questo metallo, mescolato alla pittura, rilasciava sostanze tossiche per i parassiti del mare. Poiché il biossido di rame ha naturalmente un pigmento rossastro, il colore della pancia delle navi è diventato, per necessità chimica, rosso.

Dalla tradizione del rame all'ecologia del futuro: perché la pancia delle navi è rossa
Oggi la tecnologia ha fatto enormi progressi. Eppure, la tradizione nautica continua. Il rosso è diventato un simbolo visivo. Indica protezione, sicurezza e continuità con il passato (come quello della Marina Reale Britannica). Tuttavia, c'è un problema in questa vernice scarlatta. Per tanti e tanti anni è stato fatto largo utilizzo di sostanze come il tributilstagno (TBT) che è miracolosa contro le alghe, ma devastante per l'ecosistema marino. Studi scientifici hanno dimostrato che questo elemento causava malformazioni nelle ostriche e addirittura cambiamenti di sesso nei molluschi.
Dal 2008 le leggi internazionali hanno vietato i biocidi più pericolosi. Oggi molti ricercatori stanno sviluppando vernici al silicone che rendono lo scafo liscio e fanno in modo che gli organismi scivolino via semplicemente con il movimento della nave, senza compromettere la loro 'salute'. Insomma, la superficie rossa della pancia della nave non è solo vernice, ma lo scudo che permette all'imbarcazione di muoversi ogni giorno. Senza quel colore, i costi del carburante - e di conseguenza quelli delle merci che acquistiamo - aumenterebbero in maniera esponenziale.
