La palestra è inutile se fai questo ogni giorno: annulli tutti i benefici

La scienza ha spiegato che c'è un'abitudine quotidiana che annulla tutti i benefici della palestra, se fatta spesso.

Allenarsi con costanza non basta se si trascorre il resto giornata seduti su una sedia. La scienza lo dice con chiarezza: un'ora di palestra intensa non compensa dieci ore di sedentarietà. Il risultato è un vero e proprio paradosso che riguarda sempre più persone. Molte restano convinte di essere al riparo dai rischi solo perché fanno attività fisica, ma questo non è sufficiente.

Il gesto quotidiano che annulla i sacrifici in palestra: perché non si dovrebbe vivere una vita sedentaria

Gli esperti (Marc T. Hamilton con Deborah G. Hamilton e Theodore W. Zderic) parlano di Active Couch Potato, ossia "pantofolaio attivo". Si tratta di chi raggiunge almeno le 150-300 ore di attività fisiche consigliate, ma trascorre il resto del tempo tra scrivania, auto e divano. Una vera e propria contraddizione che crea profondi effetti sull'organismo. Possono essere praticamente invisibili nel breve periodo, ma al contempo agiscono sul nostro corpo. Il primo campanello d'allarme riguarda prevalentemente il metabolismo. Restare seduti oltre otto ore al giorno riduce la sensibilità all'insulina. Un medico, a proposito di attività fisica, ha spiegato perché fare la doccia subito dopo una sessione d'allentamento può essere un errore.

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Sedentarietà-Forumagricolturasociale.it

Le cellule diventano meno efficienti nel loro lavoro di assorbire glucosio e di conseguenza i livelli di zucchero nel sangue tendono a salire più facilmente. Questo avviene soprattutto dopo i pasti. Un allenamento intenso, sicuramente, migliora la risposta insulinica, ma lo fa per un tempo limitato. Se nelle ore successive prevale l'inattività, il beneficio si attenua fino a scomparire. C'è un meccanismo meno noto, ma comunque decisivo. Si tratta della lipoproteina lipasi, un enzima essenziale per smaltire i grassi nel sangue. Questo tipo di molecola si attiva con la contrazione muscolare, anche se lieve. Nel momento in cui il corpo resta fermo troppo a lungo, la sua produzione tende a crollare. Conseguentemente trigliceridi e colesterolo LDL tendono a ristagnare nel flusso del sangue. La sessione in palestra può stimolare l'enzima in modo temporaneo, ma il lungo periodo sedentario successivo ne annulla, almeno in parte, l'effetto.

Questo, quindi, favorisce un accumulo di adipe viscerale, aumentando anche il rischio cardiovascolare. Inoltre, il muscolo scheletrico è considerato un vero e proprio organo endocrino. Durante il movimento rilascia miokine, ossia sostanze con proprietà antinfiammatorie che proteggono sia arterie che tessuti. Il corpo umano non è progettato per il cosiddetto letargo metabolico. Alternare, quindi, picchi di sforzo e lunghe fasi di sedentarietà manda segnali eccessivamente contrastanti all'organismo. Dunque, continuità e frequenza del movimento contano allo stesso modo, se non di più, rispetto all'intensità del singolo allenamento.

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