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Nella città egizia di Ossirinco, gli archeologi hanno portato alla luce una scoperta senza precedenti: un frammento di papiro contenente versi dell'Iliade di Omero, nascosto tra le bende di una mummia risalente a circa 1.600 anni fa. Il ritrovamento, avvenuto all'interno della Tomba 65 del Settore 22, rappresenta la prima evidenza conosciuta di un testo letterario greco deliberatamente incorporato nel processo di mummificazione egizia.
Un ritrovamento senza precedenti nella necropoli di Ossirinco
La Missione Archeologica di Ossirinco, guidata da Maite Mascort ed Esther Pons, ha individuato la tomba contenente diverse mummie, alcune decorate con foglia d'oro o motivi geometrici, elementi tipici delle sepolture di epoca greco-romana. Ma una di queste mummie custodiva un segreto straordinario: sotto le bende che ne avvolgevano l'addome era stato inserito un frammento di papiro con un passaggio dell'opera omerica.
"Il fatto che in questo caso il testo, in greco, si riferisca a un'opera letteraria è davvero innovativo", hanno dichiarato Mascort e Pons. "Stiamo attualmente studiando e proponendo diverse ipotesi per comprendere il significato di questa scelta."
Il catalogo delle navi: il passaggio ritrovato
Il brano identificato proviene da una delle sezioni più celebri del poema epico: il cosiddetto catalogo delle navi, contenuto nel Libro II dell'Iliade. In questo passaggio, il narratore invoca le Muse affinché nominino i condottieri delle forze greche partite alla volta di Troia: "Poiché voi siete dee e siete presenti ovunque, così che vedete ogni cosa".
Il resto del brano elenca meticolosamente i guerrieri e le loro flotte. Tra questi:
- Guneo, giunto con "ventidue navi da Cifo"
- Tlepolemo, "figlio di Eracle, uomo valoroso e di grande statura", che condusse nove navi da Rodi
Il testo omerico, composto oltre 2.700 anni fa, ha attraversato i secoli in innumerevoli copie, ma mai prima d'ora era stato rinvenuto in un contesto funerario di questo tipo.
La storia archeologica di Ossirinco
Le rovine di Ossirinco, situate circa 160 chilometri a sud del Cairo, furono documentate per la prima volta da Vivant Denon, studioso francese al seguito di Napoleone durante la campagna d'Egitto del 1798. Un secolo dopo, gli archeologi britannici che scavarono il sito fecero una scoperta straordinaria nella discarica cittadina: decine di migliaia di papiri antichi.
Il tesoro includeva una straordinaria varietà di documenti:
- Testi letterari e opere filosofiche
- Registri governativi e documenti religiosi
- Contratti di locazione, testamenti e oroscopi
- Corrispondenza privata e documenti amministrativi
Questo patrimonio è stato paragonato alla "scoperta della Biblioteca di Alessandria in una discarica", tanto è stata fondamentale per la comprensione del mondo greco-romano.
Un uso inedito del papiro nella mummificazione
Gli archeologi avevano già rinvenuto papiri all'interno di mummie di epoca romana, ma in quasi tutti i casi si trattava di testi magici o rituali. "Crediamo che fossero elementi legati alla protezione dell'individuo", spiegano Mascort e Pons. "Generalmente questi papiri sono piegati, legati e sigillati."
La scoperta attuale ribalta questa consuetudine. Ignasi-Xavier Adiego, filologo dell'Università di Barcellona che ha studiato il frammento, ha sottolineato la portata del ritrovamento: "Dalla fine del XIX secolo è stato scoperto un numero enorme di papiri a Ossirinco. Ma la vera novità è trovare un papiro letterario in un contesto funerario."
L’influenza greca nell’Egitto antico
Nell'antichità, la cultura egizia fu profondamente influenzata dalle tradizioni greche e romane. Quando l'Egitto passò sotto il dominio di Alessandro Magno nel 332 a.C., il greco divenne la lingua principale dei documenti ufficiali. Successivamente, nel 30 a.C., l'Egitto divenne provincia romana dopo che l'imperatore Ottaviano sconfisse Marco Antonio e Cleopatra.
Leah Mascia, papirologa che ha analizzato il frammento, ha precisato: "La scoperta di una copia dell'Iliade in una città egizia come Ossirinco non è certamente insolita. Nel periodo greco-romano, testi come l'Iliade circolavano in tutto l'Egitto; venivano utilizzati nell'istruzione, e copie erano possedute persino da privati cittadini."
Altre scoperte dalla Tomba 65
Oltre al frammento omerico, la Tomba 65 ha restituito altri reperti di grande interesse, tra cui mummie dotate di lingue d'oro e di rame. Nell'antichità, le lingue d'oro venivano talvolta inserite nel processo di mummificazione affinché il defunto potesse parlare con il dio Osiride nell'aldilà. Altri esempi di questa pratica sono stati rinvenuti in diverse località egiziane.
Hisham El-Leithy, segretario generale ad interim del Consiglio Supremo delle Antichità egiziano, ha dichiarato che questa scoperta fornisce nuove prospettive sull'evoluzione delle pratiche funerarie nella città durante le epoche greca e romana. Come avviene in altri contesti archeologici che stanno riscrivendo la storia antica, ogni nuovo ritrovamento apre prospettive inedite sul passato.
A causa del cattivo stato di conservazione del papiro, i ricercatori lo hanno studiato con tecniche non invasive in laboratorio. "Molti altri papiri sono ancora in fase di restauro", ha concluso Mascort. "Non possiamo escludere che possa apparire qualche altro testo letterario." La ricerca continua e potrebbe riservare ulteriori sorprese agli studiosi del mondo antico.

