Cuffie con filo, boom del 31% nel 2026: Zendaya e la Gen Z riportano di moda il cavo

I dati di mercato del primo trimestre 2026 raccontano una piccola rivoluzione silenziosa: secondo l'istituto di ricerca Circana, le vendite delle cuffie con filo hanno registrato un balzo in avanti del 20% sui ricavi, riportando in auge un accessorio che fino a poco tempo fa sembrava destinato al cassetto della nostalgia. Il vecchio cavo torna prepotentemente nelle tasche dei consumatori, ma chi vuole cavalcare la moda rischia di scontrarsi con un ostacolo tecnico tutt'altro che banale.

Il sorpasso silenzioso del cavo sul wireless

La quota di mercato degli auricolari cablati è cresciuta progressivamente: dal 12% del 2023 al 15% del 2024, fino al 22% registrato nel 2025. Nel primo trimestre del 2026 il dato ha toccato il 31%, lasciando al Bluetooth il 69% restante. Una controtendenza che si inserisce in un movimento più ampio di riscoperta degli oggetti fisici, lo stesso che sta riportando in auge vinili, DVD e fotocamere istantanee. Il fenomeno ha radici pratiche evidenti: le batterie al litio degli auricolari senza fili dopo un paio d'anni di ricariche smettono di funzionare, trasformando dispositivi costosi in rifiuti elettronici difficilmente riparabili.

Generazione Z e l’effetto Zendaya sulle abitudini d’ascolto

A trainare il ritorno del cavo è soprattutto la Generazione Z, complice anche l'effetto traino di volti molto seguiti dai più giovani. Zendaya è stata fotografata più volte in città con i lunghi cavi bianchi alle orecchie, e lo stesso vale per la modella Lily-Rose Depp e per Addison Rae. L'attrice Zoe Kravitz ha riassunto il sentimento collettivo durante un podcast con un secco "il Bluetooth non funziona", riferendosi ai cronici problemi di abbinamento e alla latenza dei dispositivi senza fili. Ridurre tutto a una moda estetica sarebbe però superficiale: i ragazzi stanno riscoprendo l'affidabilità di un oggetto che semplicemente funziona, senza ansia da batteria scarica.

Il problema del jack scomparso

Qui arriva la doccia fredda per chi pensa di rispolverare i vecchi auricolari. Per risparmiare spazio interno e spingere le vendite dei propri modelli wireless, quasi tutti i produttori di smartphone hanno eliminato il classico foro da 3,5 millimetri. Acquistare cuffie tradizionali oggi significa spesso scontrarsi con un telefono che non ha proprio dove infilarle.

  • Apple iPhone 15 e successivi: jack assente, solo porta USB-C
  • Samsung Galaxy S23 e S24: jack assente, solo porta USB-C
  • Google Pixel 7 e 8: jack assente, solo porta USB-C
  • Asus Zenfone 10: una delle poche eccezioni, mantiene jack 3,5mm e USB-C

Adattatori USB-C: non sono tutti uguali

Per aggirare l'assenza del foro serve un piccolo cavetto di raccordo, l'adattatore, da inserire nella presa di ricarica del telefono. Sembra una banalità, ma il mercato è pieno di trappole. La musica memorizzata nel telefono è in formato digitale, mentre le orecchie ascoltano onde sonore analogiche: serve quindi un convertitore audio, tecnicamente chiamato DAC.

Cosa preferisci per ascoltare musica?
Cuffie con filo
Cuffie Bluetooth
Dipende dalla situazione

Gli adattatori economici da pochi euro sono passivi, cioè privi del convertitore integrato, e si appoggiano ai circuiti base del telefono restituendo un suono spesso debole, metallico o disturbato da fruscii. Per un ascolto pulito serve un adattatore attivo con DAC integrato, che costa tra i 15 e i 20 euro ma preserva la ricchezza sonora delle cuffie.

Perché il cavo suona meglio del wireless

Vale davvero la pena di tutto questo fastidio? Per chi ama la musica di qualità la risposta è sì. Il segnale Bluetooth, per viaggiare nell'aria, deve essere compresso e impacchettato, e qualcosa inevitabilmente si perde lungo il percorso. Il cavo fisico funziona invece come un canale diretto: il suono arriva fluido, senza ritardi né interruzioni, restituendo ogni respiro del cantante e ogni dettaglio strumentale. Anche chi guarda video o gioca col telefono ne beneficia, perché il filo elimina il fastidioso ritardo tra labiale e audio tipico di molte connessioni senza fili.

Cinque modelli da riscoprire sotto i 50 euro

Per tornare al cavo non servono investimenti importanti. Il mercato offre alcuni modelli particolarmente validi a prezzi accessibili:

  • Apple EarPods USB-C: pronti all'uso senza adattatore, sotto i 20 euro
  • Sony MDR-EX110AP: gommini morbidi e bassi corposi, sotto i 15 euro
  • Koss Porta Pro: design aperto anni Ottanta e suono caldo, sotto i 45 euro
  • Sennheiser CX 80S: microfono eccellente per le videochiamate, sotto i 30 euro
  • JBL Tune 310C USB-C: connettore moderno e cavo piatto anti-nodo, sotto i 25 euro

Non serve scegliere una fazione. Gli auricolari wireless restano comodissimi per la palestra o quando si hanno le mani occupate, ma tenere un buon paio di cuffie cablate nel cruscotto dell'auto o nello zaino del lavoro può rivelarsi un'ancora di salvezza nei momenti in cui la batteria abbandona proprio sul più bello.