Terremoto a San Giovanni Rotondo: scossa di magnitudo 2.2, è la 21esima nel Foggiano

Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita nel Foggiano nel primo pomeriggio di domenica 10 maggio. Il sisma, di magnitudo locale 2.2, è stato registrato alle 14.54 con epicentro a circa tre chilometri a est di San Giovanni Rotondo e a una decina di chilometri da San Marco in Lamis. La sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma ha localizzato l’evento a una profondità di 19 chilometri, con coordinate geografiche 41.7162 di latitudine e 15.7572 di longitudine.

L’intensità ridotta ha fatto sì che il movimento tellurico non venisse percepito dalla popolazione dell’area garganica. Non risultano segnalazioni da parte dei residenti né danni a persone o cose. La rilevazione è arrivata esclusivamente attraverso gli strumenti di monitoraggio dell’Ingv, che ha poi diffuso i dati ufficiali nel pomeriggio.

La ventunesima scossa dall’inizio dell’anno

Il dato più significativo riguarda il quadro complessivo dell’attività sismica nella provincia di Foggia. Con l’evento registrato a San Giovanni Rotondo, salgono infatti a 21 le scosse di magnitudo pari o superiore a 2 avvenute nel Foggiano nei primi 130 giorni dell’anno. Una frequenza che conferma il territorio della Capitanata come una delle zone a maggiore attenzione dal punto di vista sismico in Puglia.

Tra gli episodi più rilevanti del periodo restano quelli con epicentro a Lucera, ad Apricena (registrato il 21 gennaio) e il sisma del 9 marzo a est di Vico del Gargano. Il primo e il terzo, in particolare, hanno raggiunto una magnitudo di 3.2, valori superiori rispetto a quelli avvertiti nelle giornate successive ma comunque nell’ambito di una sismicità di bassa intensità.

Il Gargano area sotto osservazione costante

L’area garganica è storicamente classificata come a rischio sismico medio-alto. La conformazione geologica del promontorio, con le sue faglie attive, produce con regolarità microsismi che vengono intercettati dalle reti di sorveglianza. Gli esperti dell’Ingv ricordano che eventi di magnitudo compresa tra 2 e 3 rientrano nella normale dinamica geologica del territorio e raramente vengono percepiti dalla popolazione, soprattutto quando la profondità dell’ipocentro supera i 15 chilometri, come nel caso della scossa di domenica.

San Giovanni Rotondo, in particolare, si trova in un’area del Gargano interessata da una sequenza sismica di lungo periodo. Le rilevazioni costanti permettono di mappare con precisione le faglie attive e di seguire l’evoluzione dei movimenti del sottosuolo, fornendo dati utili sia alla ricerca scientifica sia alla pianificazione delle misure di prevenzione.

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Il monitoraggio in tempo reale

Tutti gli eventi sismici di magnitudo superiore a 2 vengono pubblicati in tempo reale sul portale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che gestisce una rete capillare di stazioni di rilevamento distribuite su tutto il territorio nazionale. Il bollettino quotidiano consente alle amministrazioni locali e alla Protezione civile di avere un quadro aggiornato della situazione sismica e di intervenire tempestivamente in caso di eventi più significativi.

Per il Foggiano, la frequenza delle scosse registrate dall’inizio dell’anno non rappresenta secondo gli esperti un’anomalia, ma conferma piuttosto la natura del territorio. La media di un evento ogni sei giorni circa è in linea con i dati storici dell’area, che ha vissuto in passato anche terremoti di intensità ben maggiore. Il più devastante della storia recente del Gargano resta quello del 1627, quando un sisma di magnitudo stimata superiore a 6.5 colpì la zona provocando ingenti danni e numerose vittime.

Le raccomandazioni per la popolazione

Pur trattandosi di una scossa di lieve entità, gli enti preposti ricordano sempre l’importanza di conoscere le norme di comportamento da adottare in caso di terremoto. La Protezione civile invita i cittadini delle aree a rischio a verificare la sicurezza delle proprie abitazioni, a individuare i punti più sicuri all’interno di casa e a tenere a portata di mano un kit di emergenza con beni essenziali. Sul fronte meteorologico, intanto, l’attenzione resta alta in altre regioni italiane: per la giornata di lunedì è stata diramata un’allerta per venti di burrasca su cinque regioni.

Nel caso specifico della scossa di domenica, non si è reso necessario alcun intervento da parte dei vigili del fuoco né delle forze dell’ordine. I sopralluoghi di routine eseguiti nelle ore successive al sisma non hanno evidenziato criticità in nessuna delle zone interessate dall’epicentro. La vita nei comuni di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis è proseguita regolarmente, senza che la maggior parte degli abitanti si rendesse conto del movimento registrato dagli strumenti.