Conosci qualcuno che ti prende in giro in maniera sottile? Uno psicologo italiano ha suggerito tre frasi d'oro per rispondere (in maniera diretta o leggermente indiretta) a chi fa ironia sgradita.
È normale, nei contesti lavorativi e non, incontrare presto o tardi quella persona con la battuta pronta. Il problema si pone quando non c’è abbastanza confidenza: in molti provano disagio a ricevere prese in giro o battutine da (semi)sconosciuti. O, magari, da persone che conoscono bene ma per cui non provano grande simpatia e con cui vorrebbero limitare al massimo le interazioni in generale.
Come rispondere a chi usa ironia sottile e tagliente sgradita? Uno psicologo italiano, il dottor Massimo Giusti (@lapsicologiapositiva su TikTok) ha fornito alcuni consigli utili. “Cerchiamo di capire che quando io faccio una battuta su di te, mi sto assumendo una responsabilità, ovvero la responsabilità che il mio umorismo possa non essere gradito e percepito come tale”.
“Sarà successo anche a te – prosegue – di aver fatto una battuta a qualcuno che non l’ha gradita. Questo è del tutto normale. Quello che va fermato è quando una persona fa una battuta che non gradisci e, se glielo fai notare, ti risponde che sei troppo sensibile, trasformando la tua reazione ad una sua mancanza di rispetto in una colpa tua”.
Le 3 frasi d'oro per ribattere a chi ti prende in giro, malgrado il tuo fastidio
Ecco che lo psicologo suggerisce tre frasi per ribattere. “La prima è un po’ forte ma efficace. Potresti dire: ‘Ti sei accorto che fai delle battute su di me che a me non fanno ridere? Smetti’”. Messaggio forte, ribadiamo, ma che sicuramente verrà capito dal destinatario.
Una versione molto simile, un po’ più ‘leggera’ è: “Guarda, io non gradisco il tuo senso dell’umorismo su di me. A me non fa ridere. Puoi smettere per favore?”. C’è anche un terzo modo per uscire da questo momento imbarazzante, diverso dai due precedenti, molto diretti e senza filtri. Lo psicologo suggerisce di riportare la discussione su un altro livello. La frase è: “Mi sono accorto che tu mi dici delle cose facendo delle battute, che tra l’altro a me non fanno ridere, e mi sto chiedendo se c’è qualcosa che vorresti dirmi. Potresti avere un modo di parlare più chiaro e trasparente, per favore, così capisco anche io?”.

Con chi insiste e, malgrado “l’avvertimento”, prosegue con le battutine, magari facendo un uso sapiente della retorica, bisogna essere ancora più diretti: “Io non capisco per quale motivo, se ti chiedo di smettere di fare qualcosa che mi dà fastidio, tu ti debba sentire autorizzato a continuare", è la terza frase d'oro. D’altronde, come spiega Giusti, ognuno ha la sua sensibilità e nessuno dovrebbe giudicarla. Se una persona ha superato la famosa linea rossa e ha notato che l’altro si è offeso, dovrebbe semplicemente chiedere scusa. Almeno tra persone adulte, quando ciò accade, lì finisce l'imbarazzo e si cambia registro.
