Da dove deriva la parola "panico"? In pochi sanno rispondere

Ti sei mai chiesto da dove derivi la parola "Panico"? C'entra la mitologia greca.

In un’epoca in cui la salute mentale ha sempre più rilevanza, è normale sentir parlare con frequenza di “attacchi di panico”. Ma in quanti sanno da dove deriva la parola “panico”, sinonimo di “paura”? In pochi conoscono la sua origine, che si deve alla figura di Pan, della mitologia greca. Il dio Pan era un satiro, metà uomo e metà capra che viveva nei boschi. La content creator toscana @yourdalmon3 ha spiegato: “Quando veniva disturbato nei suoi sonnellini, emetteva un urlo spaventoso che incuteva paura e angoscia in chi sentiva, appunto una sensazione di panico”.

La content creator ha spiegato da dove deriva il termine "Panico"
La content creator ha spiegato da dove deriva il termine "Panico"

Pan era dio dei pascoli e dei boschi, era associato alla fertilità e alla vitalità ma anche alla paura. Era l’insegnamento degli antichi Greci circa i luoghi selvaggi, che nascondono sempre qualcosa di imprevedibile e incontrollabile. Pan, per l’appunto, poteva comparire da un momento all’altro nei luoghi naturali incontaminati, emettendo un urlo terribile, capace di far fuggire anche i guerrieri più valorosi e coraggiosi. Il termine greco è panikón, letteralmente “proprio di Pan”, che indicava il terrore improvviso attributo al dio. Con il passare dei secoli, il riferimento mitologico si è attenuato, ma il significato è rimasto lo stesso: il panico si differenzia dalla paura perché è intenso e irrazionale, legato al dio dei Boschi.

Altri termini italiani derivanti dalla mitologia greca

Panico è tra i più interessanti e utilizzati, ma ce sono tanti altri. Uno che usiamo relativamente spesso è “odissea”, per indicare un percorso pieno di difficoltà e imprevisti; indirettamente un’opera immortale della letteratura classica, l'Odissea, che narra del difficile rientro di Ulisse a Itaca. Anche “cadere tra le braccia di Morfeo”, metodo poetico per indicare il termine “dormire” deriva dal dio dei Sogni, che appariva nelle visioni oniriche degli esseri umani. Non possono mancare altri riferimenti come: Narcisismo (il giovane che si innamorò del suo riflesso in acqua), Amazzoni (le donne guerriere della mitologia greca); così come Titanico, una citazione ai Titani, divinità primordiali, oggi usato in italiano forbito per indicare qualcosa di molto grande.

Anche mentore è di origine greca, derivante dal personaggio Mentore a cui Ulisse affida suo figlio Telemaco, affidandogli la sua crescita, simile a un padre, seppur non biologico. ‘Labirinto’ è un omaggio al labirinto di Cnosso in cui era rinchiuso il Minotauro. Dal mito di Icaro deriva “volo di Icaro”, una metafora per raccontare di chi si vola troppo in alto e cade rovinosamente, spinto dall’illusione di poter toccare il Sole, un traguardo non umano. Insomma, la mitologia greca continua a vivere nell’italiano quotidiano a svariati secoli di distanza, soprattutto in alcune metafore e modi di dire.

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