Sebbene molti associno l'emoji 🔰 alla Guardia di Finanza perché i colori sono gli stessi, la verità è che il significato riguarda letteralmente tutt'altro. Come le altre emoji, è nata in Giappone e non ha nessuna attinenza con la gloriosa forza di polizia economico finanziaria italiana.
Probabilmente anche tu hai un amico o conoscente che di recente è entrato in Guardia di Finanza e ha pubblicato un post Instagram per festeggiare il traguardo. Molti giovani neo-finanzieri usano questa emoji 🔰 perché i colori sono gli stessi della divisa e delle automobili delle Fiamme Gialle: giallo e verde. Se vorrai fare bella figura, però, leggi quest'articolo e capirai che c'è similitudine di colore ma non di certo di significato. Ne ha parlato il content creator italiano ramen__otaku e, come intuibile, questo è un simbolo popolarissimo in Giappone, anche nel mondo offline.

Come spiega il creator, è "un simbolo giapponese nato nel 1972" che deve essere obbligatoriamente esposto sia sul retro che sul fronte di un veicolo neopatentato per 12 mesi. Insomma, la versione giapponese della nostra "P" gigante stampata sul foglio A4. In Giappone c'è maggiore severità ma anche tutela nei confronti dei neopatentati. Lo scopo è lo stesso della P: segnalare agli altri automobilisti che al volante c'è una persona sostanzialmente inesperta. A regolare il funzionamento dello "scudo" verde e giallo è il Codice Stradale Giapponese, all'articolo 71. Si chiama SHOSHINSHA o (meno comune) WAKABE.
Il simbolo verde e giallo giapponese
Come spiega l'autore del video, in Giappone esistono contrassegni analoghi al shoshinsha per indicare i guidatori anziani. Dal fotogramma del video, si vede che quello per i guidatori anziani ha sia le componenti gialla e verde scuro ma anche altre due: una arancione e l'altra verde pisello. Questo simbolo si chiama Koreisha ed è usato anche per i non utenti e i disabili. Non è finita qui: il simbolo non riguarda soltanto il Codice della Strada, ma anche altri contesti. Come spiega ramen__otaku, infatti, viene consegnato anche alle neomamme per indicare il loro livello di esperienza al personale sanitario. Stesso discorso per i dipendenti aziendali appena assunti e, dunque, principianti.
Chiudiamo con tre emoji a cui abbiamo attribuito un significato in Italiano ma che in Giapponese hanno una differenza (piccola o grande) a livello semantico.
🙅♀️ (braccia a X): la usiamo spesso per comunicare delusione, talvolta perfino con torno scherzoso. In Giappone, però, il significato è più netto: vuol dire "no", "vietato" o "sbagliato". La dimostrazione è che il suo opposto sia 🙆♀️ (braccia a O = maru), che in Giappone significa "sì" o "corretto", significati che praticamente nessun italiano attribuisce a questo glifo.
🙏 (mani giunte): noi italiani la usano quasi sempre come simbolo di preghiera. Al contrario, in Giappone è il gesto quotidiano per dire "per favore" o "mi dispiace", totalmente privo di connotazioni religiose.
🌸 (fiore di ciliegio): usata da noi italiani come simbolo di primavera, rinascita o genericamente bellezza. In Giappone è un richiamo alla filosofia mono no aware: la caducità della vita e il lutto. Non proprio concetti felici o attribuibili alla bellezza.
