La content creator Arkesia ha fornito una spiegazione circa l'etimologia della parola "primavera". La sua spiegazione è molto interessante e mischia linguistica e tradizioni antiche.
La primavera è iniziata da poche ore, anche se il clima su gran parte d'Italia ci fa sentire ancora in inverno. A partire dal weekend le giornate si allungheranno ulteriormente grazie al cambio d'ora e grazie al continuo e inesorabile spostamento della Terra che favorirà una maggiore esposizione al sole. Ma perché la "primavera" si chiama così in italiano? Lo ha spiegato la tiktoker @arkesiamusicaemito: "Primus significa prima e qui c'eravamo arrivati tutti. La parola ver è quella che contiene in sé tutto il significato. Risale a un gruppo di radici arcaiche indieuropee, forse a loro volta derivanti da una radice comune, che indicava concetti come: brillare, il fuoco, insomma un tempo favorevole per la vita".

E non solo: "La radice ves è anche alla base del nome della dea Madre Vesta, la dea che secondo Ovidio non aveva raffigurazioni all'interno del proprio tempio se non il fuoco che era lei stessa. Questo fuoco eterno, che secondo Plutarco era stato istituito addirittura da Numa Pompilio ardeva ininterrottamente nel tempio di Vesta, che era un tempietto rotondo ad est del Foro Romano. Questo sacro fuoco veniva rinnovato ogni primo marzo cioè all'inizio di ogni anno del calendario romano e veniva tenuto acceso dalla leggendaria casta sacerdotale delle sacre vergini vestali, che rimanevano in carica per trent'anni. Queste donne erano libere, rispettate e onorate più di qualsiasi altra donna all'epoca ma venivano severamente punite se infrangevano il voto di castità".
I collegamenti con l'era pagana romana
"Questa infrazione era detta incestus - prosegue l'autrice del video - l'altra infrazione grave avveniva se lasciavano spegnere il fuoco sacro". Ovidio faceva notare che le caratteristiche stesse della dea, cioè del fuoco di inalterabilità ed intoccabilità, dovevano essere proprie anche delle sacerdotesse che lo custodivano e che diventavano parte integrante di esso. "Tutto questo ricorda molto la storia del fuoco perenne di Santa Brigida. Alle vestali venivano dati in custodia i tesori più sacri della città, gli oggetti ritenuti fondamentali per la sopravvivenza di Roma. Erano le uniche che potevano preparare la mola salsa, la focaccia di farro che accompagnava i sacrifici agli dei, da cui deriva il termine immolare e soprattutto avevano il compito sacro di non far mai spegnere il fuoco".
"Se questo accadeva - aggiunge - era un presagio tremendo". I riti pagani vennero definitivamente messi da parte alla fine dell'IV secolo d.C., durante il regno dell'imperatore Teodosio. Quest'ultimo ordinò anche la chiusura del tempio sopracitato e lo scioglimento del collegio delle vestali. "Il fuoco di vesta che per lungo lungo tempo aveva rappresentato il cuore vivo di Roma fu spento. Non conosciamo il giorno esatto dello spegnimento del fuoco di vesta ma la comunità neopagana celebra il 24 di febbraio come giorno pagano della memoria dato che il 24 febbraio 391 Teodosio emise il primo dei suoi tanti editti atti a cancellare i culti non cristiani", che portarono - tra le altre cose - anche allo spegnimento del fuoco di Vesta. Se è vero che a istituirlo fu Numa Pompilio, allora ardeva da più di 1000 anni.
L'origine etimologica di "primavera"
"Vera è la stagione calda, ardente e luminosa come il fuoco domestico di Vesta e come la radice sanscrita
vas che dà il nome ai vasu, gli spiriti degli elementi che si accompagnano a Visnù e a Indra. Quindi primavera
significa i primi giorni del tempo luminoso che è l'estate. Infatti in spagnolo si chiama verano e in portoghese veron. Curiosità: in sardo la piena primavera è detta verano", conclude l'autrice del video.
