Il content creator @barnesmilano ha svelato una sorta di mistero: perché uno dei luoghi simbolo di Milano si chiama Porta Venezia? In passato, il nome era diverso e non comprendeva il nome dell'Antica Repubblica Marinara.
Perché uno dei luoghi più conosciuti e trafficati di Milano ha il nome di un'altra città? È un omaggio a Venezia, o meglio: un auspicio. Il content creator che gestisce la pagina @barnesmilano (agenzia immobiliare) ha risposto così: "Chiaramente è un omaggio ala città di Venezia, ma anche una dichiarazione politica e la fotografia di Milano in un preciso momento storico". In passato, il nome di quest'angolo della città era diverso: "Per secoli qui non c'era Porta Venezia, c'era Porta Orientale, praticamente il varco con cui si entrava a Milano da est, lungo quello che oggi è Corso Buenos Aires".

All'epoca, spiega il tiktoker, da Porta Orientale passavano merci, soldati e viaggiatori, alcuni molto famosi come ad esempio Renzo dei Promessi Sposi. "Nel 1500, sotto il dominio spagnolo, Milano si prepara alla guerra e nascono i bastioni terrapieni, pensati per l'artiglieria e per difendere la città. Con gli Asburgo, Milano cambia ruolo, diventa il Centro nevralgico dell'impero. Pare che Milano da sola contribuisse per un terzo alle finanze dell'impero, pur avendo solo 1/8 della popolazione sotto gli austriaci". A quell'epoca anche la Porta cambia faccia: "Gli Asburgo vogliono ordine e rappresentanza. Nascono così i caselli neoclassici, bellissimi,
decorativi, ma non solo". Caselli, non castelli: abbiamo scritto bene.
Porta Venezia, da sempre un luogo importantissimo per Milano
"Questo è un posto dove si paga dazio e si controlla l'ingresso in città, è il punto dove termina la città e inizia lo stato con il suo timbro e il suo conto. Il colpo di teatro arriva nel Risorgimento. Nel 1860 Porta Orientale viene nominata Porta Venezia, non perché Venezia sia vicina, ma proprio perché Venezia è lontana.
ancora sotto gli austriaci, dopo la guerra di indipendenza incompiuta del 1859, Milano le dedica a una porta,
come si dedica una speranza, guardando oltre il presente, verso ciò che manca all'Italia. Nello stesso spirito, questa piazza su cui affacciano i caselli fu successivamente intitolata a Guglielmo Oberdan, un irredentista italiano che fu impiccato per l'appunto dagli austriaci", conclude l'agente immobiliare.
Chiudiamo con un esempio analogo: Porta Garibaldi. In origine si chiamava Porta Comasina, proprio perché era l'accesso sulla strada che portava da Milano a Como e viceversa. Oggi, com'è noto, esiste il quartiere Comasina, mentre la porta indicava solo la direzione viaria. Nel 1860, Garibaldi entrò trionfalmente in città proprio da Como e, per questo, la porta viene ribattezzata in suo onore. Fondamentalmente quello che un tempo era un varco, diventa un monumento politico‑patriottico. Come accaduto per Porta Venezia, c'è un passaggio da un toponimo funzionale e uno ideologico, legato all'identità nazionale dell'Italia che stava nascendo.
