Solo 13 nazioni in tutto il mondo respirano aria "sicura" e in Europa ce ne sono solo 3

L'essere umano può fare a meno di molte cose ma alcune sono letteralmente indispensabili. L'aria che respiriamo condiziona pesantemente la nostra salute. Se è pulita, il rischio di malattie polmonari si abbassa drasticamente. Eppure, in tutto il mondo (143 nazioni riconosciute dall'Onu) meno del 10% dei paesi (13) è al sicuro. IQAir ogni anno pubblica il report sulla qualità dell'aria in tutto il mondo. Va 'meglio' se analizziamo solo le principali città (9.466) del mondo, dove la percentuale sale al 14%. L'altra cattiva notizia è che la situazione nel 2025 è peggiorata rispetto al 2024. La linea guida è quella dell'OMS, di 5 µg/m³. A detta degli studiosi, la colpa è dei numerosi incendi boschivi, delle abbondanti tempeste di sabbia, di eventi meteo estremi e dell'accresciuto uso di combustibili fossili.

I peggiori in assoluto? Pakistan, Bangladesh, Tagikistan, Ciad e Repubblica Democratica del Congo. Dei 14 paesi che a livello mondiale sono riusciti a mantenere la media annua di PM2,5 entro il limite OMS di 5 µg/m³, appena tre sono europei, tutti molto piccoli: Andorra, Estonia e Islanda. In Europa nessun altro ce l'ha fatta, tuttavia in linea di massima i paesi del Nord hanno un'aria più pulita rispetto a quelli del Sud. La situazione più grave resta quella dei Balcani: gran parte della zona est-europea ha problemi moderati o gravi di inquinamento dell'aria. Se in alcuni paesi europei la qualità dell'aria è peggiorata nel 2025, tuttavia, la colpa è anche di altri continenti: l'anno scorso gli incendi boschivi in Nord America e una maggiore quantità di tempeste di sabbia del Sahara hanno contribuito in negativo.

Solo 13 paesi su 143 hanno aria "pulita"

Un esempio virtuoso europeo è Malta: tra 2024 e 2025 ha ottenuto una riduzione del 23% di agenti inquinanti nell'aria, principalmente grazie a grossi investimenti in rinnovabili (e riduzione delle centrali a olio combustile) e politiche per ridurre il traffico veicolare. E l'Italia? Siamo in una posizione intermedia in Europa: non abbiamo l'aria pulita dell'Estonia o dell'Islanda ma facciamo molto meglio dei Balcanici. Come molti già sanno, il grande problema della qualità dell'aria italiana è da ricercare nella Pianura Padana. Oltre alla particolare conformazione orografica del territorio, a 'trattenere' sostanze inquinanti nell'aria ci pensano il traffico veicolare, gli allevamenti e l'agricoltura intensivi, i fumi delle industrie e l'uso frequente di riscaldamento domestico. La buona notizia è che almeno i livelli di PM2,5 (uno dei tanti fattori di inquinamento) sono in lenta ma continua diminuzione.

Vik, città dell'Islanda: la nazione ha un'aria molto pulita ma la sua posizione geografica e la scarsa densità abitativa certamente aiutano.
Vik, città dell'Islanda: la nazione ha un'aria molto pulita ma la sua posizione geografica e la scarsa densità abitativa certamente aiutano.

L'elettrificazione graduale dei trasporti, il rinnovo del parco caldaie e norme sempre più stringenti su emissioni stanno portando i propri frutti anche in Italia. L'OMS continua a raccomandare ai governi europei e mondiali norme più stringenti per ridurre l'inquinamento in generale. È altrettanto vero che il Nord Europa ha un 'gioco' più facile rispetto a noi: i venti soffiano più frequentemente e la densità di popolazione è decisamente più bassa. Gli stessi paesi, però, hanno il merito di aver investito in energie rinnovabili prima di noi e oggi hanno vantaggi su più fronti. Oltre ai tre paesi europei citati in precedenza, completano la breve lista di virtuosi: Australia, Barbados, Bermuda, Grenada, Nuova Caledonia, Panama, Polinesia Francese, Porto Rico, Riunione e Isole Vergini Statunitensi. Esatto: Estonia e Andorra a parte, sono tutte isole, gran parte delle quali di minuscole dimensioni o, nel caso dell'Australia, con una densità di popolazione estremamente bassa.

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