Per semplificare, moltissimi di noi chiamano "marmellata" tutti quei prodotti simili nella sostanza ma diversi nella forma. Prendendo spunto da un video diventato virale sui social, vi spieghiamo le differenze terminologiche e come usare correttamente i vari sinonimi.
La content creator @ma.losaiche ha pubblicato un video che è andato rapidamente virale su TikTok. Inquadrando dei vasetti di vetro con etichetta in carta all'interno di un supermercato, ha commentato: "Ma tu ci hai mai fatto caso che sulle marmellate non c'è scritto che è una marmellata?", spiegando che sull'etichetta c'è soltanto una foto o un disegno di un tipo di frutta. "Se giri e leggi l'etichetta, scopri che è una confettura perché è di frutta. Infatti fragole, pesche e albicocche sono confetture, mentre gli agrumi, come ad esempio l'arancia o il limone, sono marmellate". C'è anche una terza variante: le composte; come facilmente intuibile, parliamo dei prodotti composti da più frutti, come ad esempio arancia e limone.
Ricapitolando: la marmellata per legge deve avere un minimo di 20% di frutta e può essere fatta solo di agrumi (limone, arancia, pompelmo, cedro o bergamotto). La confettura può essere di qualsiasi frutto, agrumi esclusi, e deve contenere almeno il 35% di frutta in pezzi (se in etichetta c'è la dicitura "extra", la percentuale sale al 45%). La composta, invece, è quella sulla carta più sana, perché ha pochissimo zucchero aggiunto e contiene più pezzi di frutta vera e propria (dal 65 all'80%). Insomma, d'ora in avanti se usi il termine "marmellata", sappi che tecnicamente potresti usarlo solo per indicare quelle fatte con agrumi! Nei prossimi due paragrafi spieghiamo altri termini alimentari che, forse, usi in maniera impropria.
Marmellata e non solo: altri alimenti che non sono quel che pensi
Partiamo da uno snack che piace al 95% della popolazione italiana: le Pringles. Non sono patatine. Leggi l'etichetta e non troverai questo termine. Al massimo troverai qualcosa tipo "snack salato a base di patate". Da etichetta, contengono il 42% di patate disidratate: il resto è mais, riso, amidi vari e grano. Discorso simile per le 'patatine' del McDonald's:contengono destrosio (zucchero), amido di mais, pirofosfato acido di sodio e altri additivi ma non sono (solo) fettine di patate tagliate. La Nutella non è propriamente una crema al cioccolato: in etichetta c'è scritto "pasta di nocciole e cacao". Per poter usare il termine "crema", dovrebbe avere una percentuale minima di cacao superiore a quella delle nocciole.

Un prodotto che in Italia ha riscosso un moderato successo negli ultimi 15 anni sono i surimi, che qualcuno definisce "wurstel di granchio". Non c'è traccia di granchio nei surimi. La denominazione inglese è molto più vicina alla realtà: "imitation crab", ovvero un'imitazione del granchio. In realtà sono preparati con un impasto di pesce bianco, solitamente pollock dell'Alaska, aromatizzato e colorato per imitare i colori del granchio. In Italia, leggendo l'etichetta, ci accorgiamo che le formule più comuni sono "preparato di surimi" o "bastoncini di pesce": nessuno può usare il termine "granchio". Altro alimento chiamato impropriamente è il miele di agave, che non è miele ma sciroppo. Per la normativa europea, un prodotto alimentare può chiamarsi "miele" solo se prodotto dalle api.
