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Sei a cena fuori con amici, stessa tavola, stesse condizioni, stessa aria. Eppure tu ti ritrovi con sei punture sulle caviglie e la persona seduta accanto a te non ne ha neanche una. Non è sfortuna. Non è suggestione. È chimica.
Il tuo sangue non c’entra (quasi) nulla
Il mito più diffuso è che le zanzare preferiscano il sangue dolce o un gruppo sanguigno specifico. La realtà è più complessa. Uno studio giapponese pubblicato sul Journal of Medical Entomology ha effettivamente trovato che le persone con gruppo sanguigno 0 vengono punte circa il doppio rispetto a quelle con gruppo A. Ma questo è solo uno dei fattori, e nemmeno il più importante.
Il vero attrattore è l'odore del tuo corpo. O meglio, l'odore che producono i batteri che vivono sulla tua pelle.
I batteri che ti tradiscono
Nel 2011, un gruppo di ricercatori dell'Università di Wageningen, in Olanda, fece una scoperta che cambiò il modo di studiare le zanzare. Dimostrarono che le persone con una maggiore diversità di batteri cutanei venivano punte molto meno rispetto a chi ne aveva poche specie ma in grande quantità.
In pratica, se sulla tua pelle vivono molti tipi diversi di batteri, le zanzare si confondono. Se invece hai poche specie dominanti, in particolare Staphylococcus epidermidis, il tuo odore diventa un faro per le zanzare. È come se il tuo corpo emettesse un segnale GPS che dice "sono qui, venite a mangiarmi".
Il ricercatore principale, Niels Verhulst, ha spiegato che questo è il motivo per cui le caviglie e i piedi sono le zone più colpite: è lì che si concentra la maggiore densità batterica.
L’anidride carbonica: il primo segnale
Prima ancora di percepirti con l'olfatto, la zanzara ti localizza attraverso l'anidride carbonica che emetti respirando. Le zanzare hanno recettori specializzati che rilevano la CO2 fino a 50 metri di distanza. Le persone che ne producono di più, come chi ha una corporatura grande, chi fa attività fisica o le donne in gravidanza, vengono individuate prima.
Uno studio pubblicato su The Lancet ha confermato che le donne incinte vengono punte circa il doppio rispetto alle non incinte. Il motivo è duplice: producono più CO2 e hanno una temperatura corporea leggermente più alta, un altro fattore che attrae le zanzare.
La birra peggiora le cose
C'è un dato che farà riflettere chi ama cenare all'aperto d'estate. Uno studio francese del 2002 ha dimostrato che bere anche una sola birra da 33cl aumenta significativamente l'attrazione delle zanzare. I ricercatori ipotizzano che l'alcol modifichi la composizione del sudore e aumenti la temperatura cutanea, creando una combinazione irresistibile.
Un dettaglio curioso: durante la Seconda Guerra Mondiale, l'esercito americano scoprì che i soldati che bevevano birra nelle basi del Pacifico venivano punti più spesso di quelli che non bevevano. Fu uno dei primi indizi del legame alcol-zanzare.
Perché i repellenti funzionano (e quali davvero)
I repellenti a base di DEET funzionano non perché uccidono le zanzare, ma perché confondono i loro recettori olfattivi. La zanzara ti percepisce ma non riesce a localizzarti con precisione. È come se qualcuno ti mettesse un paio di occhiali sfocati.
Un'alternativa naturale con efficacia dimostrata è l'olio di eucalipto citriodora, raccomandato anche dai CDC americani. In test controllati, ha mostrato un'efficacia paragonabile al DEET per le prime 2-3 ore.
La prossima volta che le zanzare scelgono te e ignorano chi ti sta accanto, sappi che non è colpa tua. È colpa dei tuoi batteri.
