Nel Medioevo credevano che la Terra fosse piatta? No, è una bugia inventata nel 1828

C'è una bugia che ci hanno raccontato a scuola e che quasi tutti credono ancora vera: nel Medioevo la gente pensava che la Terra fosse piatta, e poi è arrivato Cristoforo Colombo a dimostrare il contrario. È una storia perfetta. Peccato che sia completamente inventata.

Chi ha inventato questa bugia

Il colpevole ha un nome e un cognome: Washington Irving, scrittore americano, autore di "La leggenda di Sleepy Hollow". Nel 1828, Irving pubblicò una biografia romanzata di Cristoforo Colombo in cui inventò di sana pianta una scena drammatica: Colombo davanti a una commissione di teologi ignoranti che lo deridevano perché convinto che la Terra fosse rotonda.

La scena non è mai avvenuta. Ma il libro vendette milioni di copie e per oltre un secolo rimase la biografia di Colombo più letta al mondo. La bugia si radicò così profondamente nella cultura popolare che ancora oggi, nel 2026, la maggior parte delle persone è convinta che nel Medioevo si credesse alla Terra piatta.

La realtà è esattamente opposta. Ogni singolo studioso medievale di cui abbiamo traccia sapeva perfettamente che la Terra era sferica. Tommaso d'Aquino lo dava per scontato nei suoi scritti. Dante, nella Divina Commedia, descrive la Terra come una sfera con precisione geometrica. Ruggero Bacone, nel XIII secolo, calcolò persino le dimensioni approssimative del globo.

L’uomo che misurò la Terra con un bastone

Ma la cosa più sorprendente è che la sfericità della Terra non fu scoperta nel Medioevo. Era nota da molto, molto prima. Circa 2.200 anni fa, un uomo di nome Eratostene di Cirene non solo sapeva che la Terra era rotonda, ma ne calcolò la circonferenza con una precisione che lascia ancora oggi a bocca aperta.

Eratostene era il direttore della Biblioteca di Alessandria, la più grande del mondo antico. Un giorno lesse un dettaglio curioso in un papiro: a Siene (l'attuale Assuan, nel sud dell'Egitto), a mezzogiorno del solstizio d'estate, il sole illuminava perfettamente il fondo di un pozzo. I raggi cadevano verticali, senza ombra.

Ad Alessandria, dove viveva, lo stesso giorno alla stessa ora, un bastone piantato nel terreno proiettava un'ombra. Se la Terra fosse piatta, il sole avrebbe illuminato entrambi i luoghi nello stesso modo. L'ombra ad Alessandria poteva significare solo una cosa: la superficie terrestre era curva.

Il calcolo geniale

Eratostene misurò l'angolo dell'ombra ad Alessandria: circa 7,2 gradi, cioè un cinquantesimo di un cerchio completo (360°). Poi fece un ragionamento elegante: se la differenza angolare tra le due città corrispondeva a un cinquantesimo della circonferenza totale, bastava moltiplicare la distanza tra Siene e Alessandria per 50.

La distanza tra le due città era di circa 5.000 stadi. Il risultato: una circonferenza terrestre di 250.000 stadi, pari a circa 39.375 chilometri.

La circonferenza reale della Terra è di 40.075 chilometri. Eratostene sbagliò di meno del 2%, usando un bastone, un pozzo e la geometria. Oltre duemila anni prima dei satelliti.

Un dettaglio che nessuno racconta

Come fece Eratostene a conoscere la distanza esatta tra Alessandria e Siene? Qui la storia diventa ancora più affascinante. Secondo le fonti antiche, si affidò ai "bematisti", professionisti il cui unico lavoro era camminare e contare i passi. Erano i GPS dell'antichità, addestrati a mantenere un passo costante per centinaia di chilometri. I bematisti di Alessandro Magno avevano già mappato le distanze dall'Egitto all'India con una precisione sorprendente.

C'è un altro dettaglio che rende il calcolo ancora più impressionante. Eratostene assunse che Siene fosse esattamente sul Tropico del Cancro e che si trovasse sullo stesso meridiano di Alessandria. Nessuna delle due cose è perfettamente vera: Siene è leggermente più a est e leggermente più a nord del Tropico. Ma questi due errori si compensarono a vicenda, rendendo il risultato finale straordinariamente preciso per pura coincidenza.

Perché il mito della Terra piatta medievale resiste

Se tutti gli studiosi sapevano che la Terra era rotonda, perché il mito è così duro a morire? Lo storico Jeffrey Burton Russell, dell'Università della California, ha dedicato un intero libro alla questione. La sua conclusione: il mito fu alimentato nel XIX secolo da chi voleva dipingere la Chiesa cattolica come nemica della scienza.

Era un'arma retorica perfetta: il Medioevo oscuro e ignorante contro la modernità illuminata. Ma è falsa quanto la Terra piatta stessa. Le uniche persone che oggi credono davvero che la Terra sia piatta non sono medievali. Sono contemporanei con una connessione Internet.

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