Sul fondo dell'oceano esistono laghi veri, con rive e onde

A migliaia di metri sotto la superficie dell'oceano, nel buio più totale, esistono dei laghi. Non è un modo di dire. Hanno una superficie, delle rive, delle onde lente e persino delle spiagge. E chi ci entra, muore.

Cosa sono le brine pools

Si chiamano brine pools (pozze di salamoia) e sono tra gli ambienti più estremi del pianeta. Si formano quando depositi di sale sepolti sotto il fondale marino si dissolvono e filtrano verso l'alto, raccogliendosi in depressioni naturali. L'acqua che ne risulta è da tre a otto volte più salata del normale oceano: così densa e pesante che non si mescola con l'acqua circostante, ma si deposita sul fondo come olio in una padella. Il risultato è surreale: un lago all'interno dell'oceano, con una superficie netta che separa l'acqua "normale" dalla salamoia sottostante. I veicoli sottomarini telecomandati (ROV) hanno filmato queste superfici, che appaiono come specchi scuri e immobili, con vere e proprie rive e piccole onde che si infrangono sulle sponde.

La “vasca idromassaggio della disperazione”

La brine pool più famosa si trova nel Golfo del Messico ed è stata soprannominata dai ricercatori "Jacuzzi of Despair". È un bacino circolare di acqua ultra-salata, caldissima e completamente priva di ossigeno. Attorno alle sue rive, i sommergibili hanno filmato carcasse perfettamente conservate di pesci, granchi e anfipodi: creature che si sono avvicinate troppo, sono state stordite dalla salinità estrema e sono morte quasi istantaneamente. L'assenza di ossigeno impedisce la decomposizione, trasformando il lago in una sorta di cimitero naturale.

Nel 2022, una spedizione dell'Università di Miami ha scoperto un nuovo complesso di brine pools nel Golfo di Aqaba, nel Mar Rosso, a circa 1.800 metri di profondità. I risultati, pubblicati su Communications Earth & Environment (Nature), descrivono un ambiente letale per la quasi totalità degli organismi.

Ma ai bordi, la vita esplode

Il paradosso delle brine pools è che i loro margini sono tra i luoghi più ricchi di vita degli abissi. Batteri chemiosintetici, che ricavano energia dall'ossidazione di metano e zolfo, formano tappeti microbici densissimi lungo le rive. Cozze giganti vivono in simbiosi con questi batteri. Vermi tubolari, anfipodi e persino squali sono stati osservati a cacciare lungo i bordi. Alcuni gamberetti specializzati stazionano proprio sulla superficie della salamoia, usando il confine tra i due ambienti come trappola per le prede che vi cadono dentro.

Anche nel nostro mare

Non devi immaginare oceani lontani: il Mediterraneo ospita alcune delle brine pools più studiate al mondo. Urania, Bannock, L'Atalante e Discovery sono quattro laghi sottomarini scoperti lungo la Dorsale Mediterranea a profondità superiori ai 3.000 metri. Si sono formati dalla dissoluzione di evaporiti messiniane, depositi di sale risalenti a quando, circa 5,9 milioni di anni fa, il Mediterraneo si prosciugò quasi completamente durante la cosiddetta crisi di salinità del Messiniano. Queste pozze conservano al loro interno archivi climatici che coprono migliaia di anni, leggibili come pagine di un libro attraverso il carotaggio dei sedimenti.

Finestre su altri mondi

Le brine pools sono considerate tra i migliori analoghi terrestri degli oceani sotterranei di Europa, la luna ghiacciata di Giove. Se la vita può prosperare ai bordi di un lago tossico e privo di ossigeno sul fondo del Mediterraneo, potrebbe esistere anche sotto i ghiacci di un altro mondo. Per questo la NASA le studia con attenzione crescente: capire come funziona la vita qui può dirci dove cercarla là fuori.