Gli alberi comunicano tra loro attraverso una rete sotterranea di funghi

Sotto ogni foresta esiste un'altra foresta. Non la vedi, perché è sottoterra: una rete sterminata di filamenti fungini che collega le radici degli alberi tra loro, permettendo a piante distanti anche decine di metri di scambiarsi zuccheri, acqua, azoto e persino segnali d'allarme. I ricercatori la chiamano "wood wide web", il web del bosco. E funziona in modo sorprendentemente simile a Internet.

La scoperta risale al 1997, quando Suzanne Simard, all'epoca giovane ecologa dell'Università della British Columbia in Canada, pubblicò un esperimento rivoluzionario su Nature. Usando carbonio radioattivo come tracciante, dimostrò che una betulla e un abete di Douglas, piantati vicini, si scambiavano attivamente carbonio attraverso le radici. Non per caso, non per semplice vicinanza: attraverso una rete di funghi micorrizici che collegava fisicamente i due alberi sotto il suolo.

Come funziona la rete

Le micorrize sono associazioni simbiotiche tra funghi e radici vegetali, presenti nel 90% delle piante terrestri. I filamenti del fungo, chiamati ife, penetrano nel terreno molto più in profondità di quanto riescano le radici da sole, raggiungendo minerali e acqua altrimenti inaccessibili. In cambio, l'albero fornisce al fungo gli zuccheri prodotti con la fotosintesi. Ma la parte straordinaria è che le ife di un singolo fungo possono collegare decine o centinaia di piante diverse, creando una vera e propria rete di comunicazione sotterranea.

Simard ha scoperto che gli alberi più grandi e vecchi, che ha battezzato "alberi madre", funzionano da hub centrali della rete. Inviano più risorse ai propri discendenti genetici, aumentandone le probabilità di sopravvivenza. Se un albero vicino è in difficoltà per la siccità, la rete trasporta acqua dalle zone più umide verso quelle più secche. E quando un albero viene attaccato da parassiti, rilascia composti chimici (fitormoni e composti organici volatili) che viaggiano attraverso la rete miceliare e attivano le difese degli alberi vicini prima ancora che vengano attaccati. In pratica, la foresta ha un sistema immunitario collettivo, coordinato da una rete di comunicazione invisibile che i singoli alberi, da soli, non potrebbero mai avere.

Una foresta è un organismo unico

Uno studio del 2013 pubblicato su Ecology Letters ha dimostrato che i pini collegati alla rete micorrizica anticipavano l'attacco dei parassiti e attivavano le difese più rapidamente rispetto agli alberi isolati. Il fungo più grande mai scoperto, l'Armillaria ostoyae nell'Oregon, copre oltre 9 chilometri quadrati e ha più di 2.000 anni: un singolo organismo che collega un'intera foresta.

In Italia, dove le foreste coprono oltre il 36% del territorio nazionale secondo l'ultimo Inventario Forestale del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura), questa scoperta ha implicazioni concrete per la gestione del patrimonio boschivo. Il taglio raso, le monocolture e i fertilizzanti chimici danneggiano irreparabilmente le reti micorriziche. Tentare di ricostruirle artificialmente con trapianti di spore non ricrea la complessità delle reti formatesi naturalmente.

La prossima volta che cammini in un bosco, ricorda che sotto i tuoi piedi sta succedendo qualcosa. Gli alberi non sono individui isolati. Sono nodi di una rete che scambia risorse, informazioni e protezione da milioni di anni, molto prima che noi inventassimo la nostra. La differenza è che la loro funziona senza bisogno di elettricità, di server e di aggiornamenti. E non si è mai interrotta.