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Il tuo stomaco produce ogni giorno acido cloridrico con un pH compreso tra 1,5 e 3,5, abbastanza corrosivo da sciogliere un chiodo in pochi giorni. Eppure non digerisce se stesso. Il motivo è un sistema di difesa tanto semplice quanto ingegnoso: il rivestimento interno dello stomaco si auto-digerisce e si ricostruisce completamente ogni tre-quattro giorni.
Un equilibrio precario
La parete dello stomaco è protetta da uno strato di muco gastrico spesso circa mezzo millimetro, secreto da cellule specializzate chiamate cellule mucipare. Questo muco forma una barriera fisica tra l'acido e il tessuto sottostante. Ma non è invulnerabile: l'acido cloridrico e la pepsina, l'enzima che scinde le proteine, attaccano costantemente anche questa barriera protettiva. Il risultato è una corsa continua tra distruzione e rigenerazione.
Secondo le ricerche di Marshall e Warren, i due scienziati australiani che nel 2005 hanno vinto il Premio Nobel per la Medicina per la scoperta del batterio Helicobacter pylori, quando questo equilibrio si rompe le conseguenze sono immediate: gastrite, ulcera peptica e in casi estremi perforazione della parete gastrica. Prima della loro scoperta, pubblicata originariamente su The Lancet nel 1984, si credeva che le ulcere fossero causate dallo stress. Marshall, per dimostrare la sua teoria, bevve una coltura di H. pylori e sviluppò una gastrite nel giro di pochi giorni.
Il rinnovamento più veloce del corpo
Le cellule epiteliali dello stomaco hanno uno dei tassi di ricambio più rapidi dell'intero organismo. Secondo uno studio pubblicato su Gastroenterology dal gruppo di ricerca di Andrea Bhatt della Stanford University, le cellule staminali gastriche situate nelle ghiandole dello stomaco producono nuove cellule a ritmo costante, rimpiazzando quelle danneggiate dall'ambiente acido. L'intero rivestimento viene sostituito ogni tre-cinque giorni.
Per capire la portata di questo processo: il tuo stomaco produce circa mezzo litro di muco al giorno e rinnova la superficie interna con una velocità paragonabile a quella della pelle dopo una scottatura solare, ma in modo continuo e silenzioso.
Lo stomaco e il cervello
Lo stomaco non è solo un sacco di acido. Contiene oltre 100 milioni di neuroni, più di quanti ne abbia il midollo spinale, tanto da essere definito "secondo cervello" dal neurogastroenterologo Michael Gershon della Columbia University nel suo libro The Second Brain (1998). In Italia, il gruppo di Marcello Tonini dell'Università di Pavia ha studiato a lungo la comunicazione tra sistema nervoso enterico e sistema nervoso centrale, contribuendo a chiarire come lo stomaco influenzi umore, appetito e persino le decisioni, attraverso il nervo vago.
Perché dovresti preoccupartene
La capacità dello stomaco di rigenerarsi non è infinita. L'abuso di farmaci antinfiammatori (FANS come ibuprofene e aspirina) danneggia lo strato di muco in modo diretto, rallentando la produzione di prostaglandine che stimolano la secrezione mucosa. L'alcol ha un effetto simile. E l'Helicobacter pylori, che infetta circa il 50% della popolazione mondiale secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, compromette la barriera mucosa dall'interno. A tal proposito, suggeriamo di leggere il report dell'OMS sulle (pochissime) nazioni mondiali con aria considerabile a tutti gli effetti pulita.
Il tuo stomaco combatte una guerra chimica ogni giorno, e la vince ricostruendo il campo di battaglia da zero ogni tre giorni. È uno dei processi più sottovalutati del corpo umano: una rigenerazione continua che avviene senza che tu te ne accorga, e che ti tiene in vita a ogni pasto.




