Un orango si cura una ferita da solo con una pianta medicinale

Nel giugno 2022, nella foresta pluviale di Sumatra, un orango maschio di nome Rakus ha fatto qualcosa che nessun animale selvatico era mai stato visto fare: si è curato una ferita al viso applicandoci sopra una pianta con proprietà medicinali. Non per caso, non per istinto alimentare. L'ha fatto con metodo, in più passaggi, come chi sa esattamente cosa sta facendo.

A documentare l'evento è stato un team guidato da Isabelle Laumer del Max Planck Institute of Animal Behavior di Costanza, in Germania, insieme a ricercatori dell'Universitas Nasional di Jakarta. Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports (Nature) nel maggio 2024.

Come si è curato Rakus

I ricercatori stavano osservando gli oranghi nella stazione di ricerca di Suaq Balimbing, nel Parco Nazionale di Gunung Leuser, quando hanno notato che Rakus aveva una ferita aperta sotto l'occhio destro e all'interno della bocca, probabilmente causata da uno scontro con un maschio rivale. Tre giorni dopo l'infortunio, Rakus ha cominciato a strappare selettivamente le foglie di una liana chiamata Fibraurea tinctoria. Ha masticato le foglie per 13 minuti senza ingoiarle, poi ha usato le dita per spalmare il succo direttamente sulla ferita, per altri 7 minuti. Infine ha ricoperto il taglio con le foglie masticate, creando una sorta di impacco naturale.

Il risultato? In due giorni la ferita si era chiusa, senza alcun segno di infezione. I ricercatori hanno anche notato che Rakus nei giorni successivi ha dormito più del solito, un comportamento che favorisce la guarigione perché aumenta il rilascio dell'ormone della crescita e la sintesi proteica.

Non una pianta qualunque

La scelta di Rakus non è stata casuale. La Fibraurea tinctoria è una pianta rampicante sempreverde diffusa nel Sud-est asiatico, utilizzata da secoli nella medicina tradizionale di Indonesia, Malesia, Thailandia e Vietnam. Le analisi chimiche hanno identificato al suo interno furanoditerpenoidi e alcaloidi protoberberini: composti con proprietà antibatteriche, antinfiammatorie, antifungine e antiossidanti. In pratica, un kit da pronto soccorso in forma vegetale.

Casi di automedicazione tra animali erano già noti: gli scimpanzé ingeriscono piante specifiche per eliminare parassiti intestinali, e in Gabon sono stati osservati mentre applicavano insetti sulle ferite. Ma quello di Rakus è il primo caso documentato in cui un animale selvatico tratta attivamente una ferita con una pianta dalle proprietà curative dimostrate. Come spiega Caroline Schuppli, responsabile del gruppo di ricerca al Max Planck: "È possibile che il trattamento delle ferite con questa pianta sia un'innovazione individuale di Rakus".

In Italia, dove l'erboristeria ha una tradizione millenaria e l'Università di Padova è tra i centri europei più attivi nello studio della primatologia cognitiva, questa scoperta apre interrogativi profondi. Se un orango è capace di selezionare, preparare e applicare una medicina vegetale, quanto è davvero recente la nascita della farmacologia? Forse meno di quanto pensiamo.

Gli oranghi di Sumatra condividono con noi circa il 97% del DNA. Sono tra i primati più intelligenti del pianeta, capaci di usare strumenti, pianificare e trasmettere comportamenti culturali tra generazioni. Che sappiano anche curarsi con le piante non dovrebbe stupire. Semmai, dovrebbe farci chiedere quante altre cose sanno fare che non abbiamo ancora osservato.