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Como si risveglia con due polemiche che agitano la città lariana e il dibattito pubblico: da una parte il campeggio abusivo a Villa Olmo, finito sotto i riflettori grazie al post ironico del sindaco Alessandro Rapinese, dall'altra il nuovo "no" della giunta all'intitolazione del lungolago ad Alida Valli, diva del cinema italiano a vent'anni dalla scomparsa. Due vicende molto diverse, ma accomunate dalla stessa regia amministrativa, che in queste ore stanno facendo discutere cittadini, opposizione e volti noti dello spettacolo.
Il caso più leggero, ma significativo per l'inizio della stagione turistica 2026, riguarda una tenda piantata nottetempo in uno stallo blu del parcheggio di Villa Olmo, a pochi metri dall'ingresso del celebre parco affacciato sul lago. A segnalare l'episodio è stato lo stesso primo cittadino, che sui social ha pubblicato la fotografia della curiosa sistemazione: un turista straniero aveva trasformato uno spazio di sosta in un accampamento improvvisato con vista lago.
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"Per rimuoverlo abbiamo deciso di non utilizzare il carro attrezzi altrimenti, probabilmente, avrebbe continuato a dormire pure su quello!!! Lo abbiamo svegliato con dolcezza e sanzionato con cordialità", ha scritto Rapinese, scegliendo un tono ironico per raccontare l'intervento della polizia locale. Il ragazzo è stato identificato e multato in violazione del regolamento comunale, che prevede appositi spazi per il campeggio, certamente non i parcheggi pubblici del centro città.
Campeggio selvaggio e decoro urbano: l’allarme del Comune
L'episodio di Villa Olmo non è isolato. Con l'arrivo della bella stagione e il boom di presenze registrato a Pasqua e nei weekend successivi, tornano puntuali i problemi legati al turismo mordi e fuggi: bivacchi liberi, bagni nei punti vietati del lago, persone sdraiate al sole nelle aree monumentali come il Tempio Voltiano. Il Comune aveva già annunciato una stretta sui buttadentro e tolleranza zero sulle situazioni irregolari, considerate dannose per il decoro urbano di una delle città turistiche più visitate d'Italia.
Gli ingredienti della nuova stagione sono chiari:
- controlli rafforzati della polizia locale nelle zone più sensibili
- sanzioni immediate per campeggio abusivo e bivacco libero
- attenzione particolare al lungolago, a Villa Olmo e alle aree monumentali
Va detto che la linea dura del sindaco sul decoro urbano non è nuova e ha già suscitato reazioni contrastanti in passato: tra i comaschi non sono mancate le critiche per alcuni interventi ritenuti eccessivi, come quello relativo alle colazioni offerte ai senzatetto da alcuni sacerdoti della città, episodio che aveva acceso un vivace dibattito sul confine tra tutela dei residenti e solidarietà. Un tema che torna ciclicamente a dividere l'opinione pubblica lariana ogni volta che il Comune annuncia un giro di vite.
Il caso Alida Valli: il secondo “no” che fa discutere l’Italia
Se il campeggio sul lago ha strappato un sorriso, ben più spinoso è il capitolo che riguarda Alida Valli, al secolo Alida Maria Laura Altenburger von Marckenstein und Frauenberg (Pola 1921 – Roma 2006). Il Consiglio comunale di Como ha bocciato per la seconda volta la proposta di intitolare all'attrice un tratto del lungolago o, in alternativa, un qualsiasi luogo della città. La mozione, presentata dal consigliere di Fratelli d'Italia Lorenzo Cantaluppi nel ventennale della scomparsa, è stata respinta dalla maggioranza che sostiene il sindaco Rapinese.
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Già nel 2021, in occasione del centenario della nascita, un'analoga iniziativa firmata dal consigliere Sergio De Santis era stata bocciata, scatenando polemiche nazionali. La motivazione del sindaco ha riacceso lo scontro: "Grande professionista nel suo settore, ma temo che se oggi dovessimo intitolare tutti i luoghi di cui le persone si sono innamorate, dovremmo dedicare ogni metro quadro della città alle star che oggi sono in giro per il mondo a magnificare Como. Non voglio sminuire l'importanza di Alida Valli, nulla di personale, ma non avverto l'esigenza".
La nuova bocciatura si inserisce in un clima cittadino che appare sempre più teso: tra i comaschi prevale un sentimento di delusione per diversi dossier aperti dall'amministrazione, dalla vicenda dell'acquisto e successiva rivendita del Cine Teatro Politeama, letta da molti come un'occasione mancata sul fronte culturale, alla discussa privatizzazione della piscina comunale, fino alla chiusura di alcuni plessi scolastici. Non stupisce dunque che la questione Alida Valli venga percepita da una parte della città come l'ennesimo tassello di una gestione poco attenta al patrimonio simbolico e culturale del territorio.
La rivolta di Sylos Labini e del mondo della cultura
Parole che hanno fatto infuriare il mondo dello spettacolo. Edoardo Sylos Labini, regista, attore e conduttore Rai, ha affidato ai social un appello diretto: "Sindaco Rapinese, torni sui suoi passi. Dovrebbe essere fiero che Alida Valli, un mito italiano del cinema mondiale, abbia vissuto la sua infanzia a Como: intitoli una parte del lungolago ad Alida!". Non a caso, proprio domenica 19 aprile parte su Rai 3 la terza edizione del programma culturale "Inimitabili", che si aprirà con una puntata dedicata proprio alla diva istriana, girata tra Como, Venezia, Roma e Pola.
Indignato anche il nipote dell'attrice, Pierpaolo De Mejo: "Mia nonna era legatissima alla città di Como, dove ha trascorso la sua infanzia e girato alcuni dei suoi film più belli. A chi ha votato contro consiglierei di studiare a fondo chi era Alida Valli e cosa ha rappresentato per il cinema, il teatro e per la storia del nostro Paese". I punti della biografia che i promotori della mozione ricordano sono inequivocabili:
- esule istriana, arrivata a Como a otto anni con la famiglia
- studentessa alle Canossiane e al liceo classico Volta, dove il padre era preside
- musa di Hitchcock, Visconti, Pasolini, Antonioni, Bertolucci e Orson Welles
- legata sentimentalmente a un pilota comasco della Regia Aeronautica caduto su Tobruk nel 1941
- autrice della celebre frase "Sono nata italiana e voglio morire italiana"
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Scuola di Lora: tapparelle rotte e spreco energetico
Intanto, sul fronte dei servizi, a Como non si placano le segnalazioni dei cittadini. Dalla scuola dell'infanzia di Lora, dell'Istituto comprensivo Como Lora Lipomo, arriva la denuncia di una mamma: tre tapparelle fuori uso da mesi, una addirittura staccata e abbandonata a terra davanti alla mensa. "In alcune stanze una tapparella non si riesce a sollevare, mentre l'altra non oscura la stanza; in un'altra sezione una non si alza e l'altra non si abbassa", racconta la genitrice.
Il risultato è doppio: luci accese tutto il giorno con evidente spreco energetico e impossibilità di schermare le aule dal caldo in arrivo, fino al termine delle lezioni previsto per il 30 giugno. "Ho inoltrato la segnalazione al Comune diversi giorni fa ma è rimasta totalmente inascoltata", conclude la mamma, chiedendo un intervento tempestivo per restituire ai bambini un ambiente decoroso e funzionale. Un episodio che, sommato alle altre criticità emerse in queste ore, contribuisce ad alimentare il malumore di una parte dei cittadini, che lamenta una scarsa attenzione alle piccole emergenze quotidiane rispetto alla visibilità mediatica dei casi più eclatanti.



