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Cresce lungo le strade sterrate dell'India, dell'Africa e del Brasile, e quasi nessuno lo nota. Il moringa è però al centro di una scoperta pubblicata nell'aprile 2026 sulla rivista ACS Omega dell'American Chemical Society: i suoi semi eliminano oltre il 98% delle microplastiche presenti nell'acqua potabile, con un'efficacia statisticamente equivalente al solfato di alluminio usato nei nostri impianti di depurazione, ma senza lasciare residui tossici.
Filtrare le microplastiche resta una delle sfide più ostiche del trattamento dell'acqua. Troppo piccole, troppo numerose, sfuggono in parte ai metodi classici. Per dare un'idea della portata del problema: fino a 240.000 particelle di plastica possono essere presenti in un solo litro di acqua in bottiglia, secondo uno studio della Columbia University. Questi frammenti arrivano da pneumatici, vernici, tessuti, imballaggi degradati, e si accumulano nei sistemi idrici mondiali da decenni.
La ragione per cui sono così difficili da rimuovere sta in un dettaglio di fisica elementare. Le microplastiche hanno una carica elettrica negativa in superficie, si respingono tra loro e resistono ai filtri a sabbia. I coagulanti, sia l'estratto salino di moringa sia il solfato di alluminio, neutralizzano questa carica e permettono alle particelle di aggregarsi per poi essere catturate. Senza questo passaggio, le particelle più fini, intorno ai 15 micrometri, sono troppo piccole per essere trattenute dai filtri standard.
Il paradosso del solfato di alluminio
La soluzione industriale dominante, il solfato di alluminio, non è priva di rischi. Un sale inorganico comunemente usato come coagulante, se impiegato in modo inadeguato può elevare i livelli di alluminio nell'acqua, valori associati a potenziali disturbi neurologici, compreso il morbo di Alzheimer. Un coagulante che tratta l'acqua ma può fragilizzare la salute a lungo termine: è il paradosso che la ricerca prova oggi ad aggirare.
I ricercatori dell'Istituto di Scienza e Tecnologia dell'Università di São Paulo (ICT-UNESP) a São José dos Campos hanno dimostrato che il Moringa oleifera è in grado di rimuovere le microplastiche dall'acqua. Lo studio è stato condotto da Gabrielle Batista nell'ambito del suo master in ingegneria ambientale.
Come è stato costruito il test
Il protocollo è preciso: il team ha aggiunto microplastiche di PVC ad acqua di rubinetto. Il PVC è stato scelto perché considerato uno dei plastici più pericolosi per la salute umana, con proprietà mutagene e cancerogene documentate. I ricercatori hanno invecchiato artificialmente questo PVC con radiazioni ultraviolette, in modo che si comportasse come le microplastiche reali già alterate da sole e ambiente. Risultato: in condizioni ottimali, l'estratto di moringa ha eliminato oltre il 98% delle particelle di PVC, contro il 98,7% del solfato di alluminio. Due metodi statisticamente equivalenti.
Il moringa ha però un vantaggio decisivo sul concorrente chimico. L'estratto salino dei semi si comporta come il solfato di alluminio negli impianti, e nelle acque più alcaline risulta persino più efficace del prodotto chimico, osserva Gabrielle Batista. Il moringa si è rivelato altrettanto efficace in filtrazione in linea quanto in filtrazione diretta, il che significa che potrebbe eliminare la fase di flocculazione, costosa in termini di energia. Meno passaggi, meno energia, zero residui tossici.
Un sapere antico che la chimica conferma
Originario delle regioni sub-himalayane di Agra e Oudh, nell'Uttar Pradesh a nord-ovest dell'India, il moringa è oggi coltivato in tutta la fascia intertropicale. Le sue proprietà purificatrici non sono affatto una novità: dopo la conferma scientifica delle capacità flocculanti dei semi, si è scoperto che le donne dei villaggi sudanesi li usavano già da secoli per trattare l'acqua fangosa del Nilo.
La rimozione della torbidità si accompagna a un'eliminazione del 98-99% dei batteri indicatori, cosa che rende il trattamento con i semi di moringa una tecnica economica per migliorare la qualità dell'acqua nelle comunità rurali. L'albero è anche una risorsa alimentare completa:
- Le foglie fresche contengono tante proteine quanto un uovo di gallina
- 7 volte più vitamina C delle arance
- 4 volte più calcio del latte
- 3 volte più ferro degli spinaci
Un albero nutriente che purifica l'acqua. Difficile trovare un equivalente nelle nostre farmacie industriali. Oltre alle prestazioni, il moringa è biodegradabile e non lascia residui tossici, argomento di peso mentre la regolamentazione sui coagulanti chimici si irrigidisce. A differenza dei coagulanti industriali che richiedono produzione e distribuzione su larga scala, i semi di moringa possono essere trasformati localmente, anche in modo artigianale. Un approccio che ricorda altre soluzioni domestiche a basso impatto, come la coltivazione di erbe aromatiche direttamente in acqua, senza terra né vaso.
Limiti reali e prossimi passaggi
La prudenza scientifica è d'obbligo. Un inconveniente che i ricercatori ritengono necessario approfondire è il rilascio di carbonio organico disciolto durante il processo, che potrebbe complicare le fasi di trattamento a valle. Il moringa deve ancora essere testato su larga scala. Il moringa grezzo non può essere usato in grandi sistemi idrici centralizzati, perché la materia organica dei semi può provocare problemi di sapore e odore se l'acqua resta ferma prima del consumo.
Questi limiti non mettono in discussione il valore della scoperta. Il team sta ora testando l'estratto di semi con acqua prelevata direttamente dal fiume Paraíba do Sul in Brasile, e i risultati si confermano in condizioni reali. La pressione normativa e sanitaria sui coagulanti a base di alluminio e ferro, non biodegradabili, generatori di residui tossici, associati a rischi di malattie croniche, sta accelerando la ricerca di alternative durature, riassume il professor Adriano Gonçalves dos Reis, coordinatore dello studio. Ciò che alcune donne sudanesi sapevano da secoli sulle rive del Nilo, la chimica moderna lo ha appena dimostrato in laboratorio. Una conferma che si inserisce nel più ampio dibattito sul nostro rapporto con l'ambiente, al centro anche delle riflessioni proposte in occasione della Giornata della Terra.




