Mojave, il forte chiuse dopo 6 mesi: cosa resta lungo Piute Creek

Nel cuore della Mojave National Preserve scorre l'unico corso d'acqua perenne dell'intera riserva: Piute Creek, un nastro verde brillante che taglia un canyon altrimenti arido nella Piute Range, al confine orientale della California. L'acqua arriva qui dalla falda sotterranea che riempie i sedimenti della Lanfair Valley, a ovest, e risale in superficie attraverso una zona di faglia che attraversa la catena montuosa, sgorgando a Piute Spring nella parte alta del canyon.

Un’oasi anomala nel deserto

Trovare acqua di superficie nel Mojave è un'eccezione rara, e questo spiega perché il torrente sia stato cruciale tanto per la fauna selvatica quanto per le popolazioni umane che hanno attraversato queste terre. Lungo le rive crescono canneti, salici e una vegetazione ripariale che contrasta con la tavolozza minerale del canyon: ocra, grigio, rosso ferroso. Le tribù native considerano tuttora Piute Creek un luogo sacro, e l'area è oggi una riserva ecologica protetta.

La Mojave Road e il forte dimenticato

Il torrente si trovava sull'antica Mojave Road, la pista che nel decennio 1860 collegava la California meridionale al fiume Colorado e che più tardi venne chiamata anche Old Government Road. Per proteggere i corrieri postali che percorrevano questa rotta, nel 1867 fu costruito Fort Piute. La sua storia, però, fu sorprendentemente breve: poco dopo l'apertura, il tracciato della strada venne deviato attraverso un passo più basso un paio di miglia a sud, dove corre ancora oggi. Il forte chiuse meno di sei mesi dopo l'inaugurazione.

Di quella guarnigione effimera restano soltanto le fondamenta in pietra e i resti di un recinto, anch'esso in pietra a secco. È fondamentale non camminare sulle fondamenta per non comprometterne la conservazione. Più a valle si incontrano altre rovine, ma appartengono a un'epoca successiva: alcuni coloni si ostinarono a vivere qui fino agli anni '50 del Novecento, lasciando piccole strutture oggi sgretolate.

Il colpo di grazia al traffico sulla Mojave Road venne dal completamento della ferrovia transcontinentale Atchison, Topeka and Santa Fe, una quindicina di miglia più a sud, nel 1885. Quella linea è ancora in uso, integrata oggi nel sistema BNSF, e i treni merci che la percorrono restano l'unico segno udibile di presenza umana per chi cammina lungo il torrente.

Come arrivarci

Raggiungere Piute Creek richiede pazienza e un veicolo adatto. Le strade sterrate finali sono spesso danneggiate dalle piene e l'alto sotto-scocca è indispensabile, con il 4wd vivamente consigliato. La condizione di ciascun tracciato dipende dalle ultime tempeste, quindi conviene avere alternative.

  • Old Government Road (nord): dalla US-95, 4,6 miglia a sud del confine California-Nevada, svoltare a ovest all'incrocio attorno a 35.11286 N, 114.82925 W. Proseguire 7,1 miglia fino alla powerline road, attraversarla e continuare per altre 1,9 miglia fino al parcheggio sotto le rovine del forte.
  • Mojave Road attuale (sud): continuare 0,9 miglia più a sud sulla US-95 fino all'incrocio a 35.1000 N, 114.82892 W, svoltare a ovest, percorrere 7,15 miglia fino alla powerline road, girare a destra per 1,4 miglia e poi a sinistra sulla Old Government Road.
  • Da Goffs Road (SR-66): imboccare la powerline road (Gulch Road) all'incrocio attorno a 34.91640 N, 114.96258 W e procedere verso nord per 13,6 miglia.

A piedi oltre il forte

Sebbene Google Maps mostri ancora la Old Government Road che risale il canyon di Piute Creek oltre le rovine, quel tratto è stato abbandonato e chiuso ai veicoli a motore. Resta però percorribile a piedi, come il sentiero laterale che porta a Piute Spring. La traccia non è manutenuta: smottamenti, vegetazione invadente e tratti incerti rendono indispensabile portare con sé mappa cartacea o GPS.

L'escursione regala uno dei contrasti più netti del deserto californiano: si parte tra le pietre del vecchio forte, si scende verso il torrente seguendo il fruscio dell'acqua, e per qualche centinaio di metri si cammina dentro una galleria verde, ascoltando il canto di uccelli che in pochi si aspetterebbero da queste parti. Chi ama questo tipo di trasformazioni cromatiche improvvise nel paesaggio può ritrovarle, in chiave del tutto diversa, anche nei boschi inglesi che a maggio si tingono di azzurro. Poi il canyon si stringe, le pareti rocciose si avvicinano, e l'oasi finisce con la stessa naturalezza con cui era cominciata.