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La seconda tappa del Giro d’Italia 2026, partita da Burgas e arrivata a Veliko Tarnovo dopo 221 chilometri, si è chiusa con il trionfo a sorpresa di Guillermo Thomas Silva. Il corridore della XDS Astana è il primo uruguaiano a vincere una tappa al Giro e il primo a vestire la maglia rosa per il suo Paese, beffando in volata Florian Stork della Tudor e Giulio Ciccone della Lidl-Trek dopo una frazione drammatica segnata da pioggia, cadute e attacchi degli uomini di classifica.
La fuga di giornata e il dominio di Sevilla in salita
Come nella prima tappa, lo spagnolo Diego Pablo Sevilla è scattato dal chilometro zero, accompagnato dal capitano del Team Polti VisitMalta Mirco Maestri. La coppia ha gestito un vantaggio oscillante tra i 4 e i 6 minuti per gran parte della frazione, con Sevilla che si è preso tutti e tre i GPM di giornata oltre al traguardo volante di Sliven. Lo spagnolo ha così conquistato i primi quattro Gran Premi della Montagna del Giro, impresa che non riusciva a un corridore dal 2019, anno in cui ci era riuscito Giulio Ciccone.

La pioggia trasforma la corsa in una trappola
Le previsioni meteo si sono rivelate corrette: dalla metà della tappa l’asfalto bulgaro è diventato scivolosissimo. La velocità media nella prima ora era di 39,1 km/h, ma il gruppo ha rallentato sensibilmente con l’intensificarsi dei rovesci. A 23 chilometri dall’arrivo si è verificata una maxi-caduta che ha coinvolto circa 30 corridori, tra cui Adam Yates, Antonio Morgado e Jay Vine della UAE Team Emirates XRG, oltre a Santiago Buitrago, Derek Gee, Wilco Kelderman e molti altri. Jay Vine è stato costretto al ritiro, mentre Yates ha chiuso a oltre 9 minuti dalla testa. La direzione corsa ha neutralizzato la gara per qualche chilometro per consentire ai corridori coinvolti di rientrare.
L’attacco di Vingegaard e la maglia rosa persa da Magnier
Sul Passo del Monastero di Lyaskovets, ultima salita di giornata posta a poco più di 10 km dal traguardo, la corsa è esplosa. Jonas Vingegaard della Visma Lease a Bike ha lanciato una bordata con cui ha staccato il gruppo, lasciando in scia solo Giulio Pellizzari della Red Bull-Bora-Hansgrohe e Lennert Van Eetvelt della Lotto-Intermarché. I tre hanno scollinato insieme con una ventina di secondi di margine, mentre nelle retrovie il francese Paul Magnier della Soudal Quick-Step cedeva di schianto, perdendo la maglia rosa conquistata appena il giorno prima.

Il finale al cardiopalma e la volata di Silva
Il terzetto di testa ha provato a resistere fino all’ultimo, con Pellizzari e Vingegaard che si alternavano in testa. A un chilometro e mezzo dall’arrivo è rientrato Jan Christen della UAE, poi sull’ultimo strappo il gruppo ha riassorbito tutto. Negli ultimi 500 metri si è scatenata una volata ridotta, vinta da Guillermo Thomas Silva, lanciato perfettamente dal compagno di squadra Christian Scaroni, chiuso poi al quarto posto. Sul podio di tappa Stork e Ciccone, mentre Pellizzari, sul quale erano riposte grandi attese alla vigilia, ha regolato Vingegaard chiudendo quinto.
Ordine d’arrivo e nuova classifica
- 1. Guillermo Thomas Silva (XDS Astana) 5h39’25”
- 2. Florian Stork (Tudor) s.t.
- 3. Giulio Ciccone (Lidl-Trek) s.t.
- 4. Christian Scaroni (XDS Astana) s.t.
- 5. Giulio Pellizzari (Red Bull-Bora-Hansgrohe) s.t.
- 6. Matteo Sobrero (Lidl-Trek) s.t.
Da segnalare anche il primo ritiro del Giro 2026: Matteo Moschetti della Pinarello Q36.5 non è partito da Burgas a causa di una leggera commozione cerebrale riscontrata dopo la caduta del giorno precedente, in applicazione del protocollo UCI. “Siamo delusi, ma la salute dell’atleta non può che essere la priorità”, ha commentato il direttore sportivo Gabriele Missaglia.

Il ricordo di Wouter Weylandt
La giornata aveva un significato particolare: il 9 maggio ricorrevano i 15 anni dalla scomparsa di Wouter Weylandt, il corridore belga della Leopard-Trek morto al Giro 2011 per una caduta nella discesa del Passo del Bocco, in Liguria. I corridori della Lidl-Trek hanno corso con il lutto al braccio, e il pullman della squadra continua a portare il numero 108, dorsale che il Giro non assegna più. Anche per questo la vittoria di Ciccone sarebbe stata un omaggio perfetto, ma il sigillo è andato all’uruguaiano Silva, che domani vestirà la maglia rosa nella terza tappa, frazione che si annuncia favorevole ai velocisti.
