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Capovolgi una foglia di pomodoro e trovi una manciata di puntini bianchi, gialli o verdognoli. Panico? Calma. Non tutte le uova che vedi sotto le foglie del tuo Solanum lycopersicum sono nemiche: alcune appartengono a parassiti seri come la nottua o la tignola, altre sono il regalo migliore che la natura possa farti, ovvero la nidiata di una coccinella o di una crisopa pronte a difendere l’orto al posto tuo. Imparare a distinguerle in trenta secondi cambia il modo in cui gestisci la stagione: schiacci ciò che danneggia, lasci ciò che protegge, eviti trattamenti inutili. Questa guida ti accompagna foglia per foglia con criteri visivi semplici: colore, forma, disposizione, posizione sulla pagina fogliare e comportamento da adottare.
Perché le femmine scelgono proprio il pomodoro
Il pomodoro è una pianta ricca di azoto, con foglie larghe, pelose e ben aerate: un nido ideale per molte specie. La pagina inferiore della foglia offre ombra, umidità costante e protezione dai predatori e dalla pioggia battente. In Italia, nelle zone climatiche 8-10, la finestra di ovideposizione si apre a maggio e raggiunge i picchi tra giugno e settembre, con una seconda generazione di nottue e cimici particolarmente aggressiva nel Centro-Sud, dove il caldo prolungato consente fino a tre o quattro cicli riproduttivi nella stessa stagione. Conoscere il calendario aiuta: a primavera dominano afidi e coccinelle, in piena estate arrivano nottue e cimici, mentre la tignola e la mosca bianca accompagnano la pianta da giugno fino alle prime gelate.
I parassiti: chi depone cosa
Helicoverpa armigera, la nottua del pomodoro
È il parassita più temuto dell’estate mediterranea. La femmina depone uova singole, mai in gruppo, sulle foglie giovani e sui germogli vicino ai fiori e ai frutticini. Le uova sono sferiche, leggermente schiacciate alla base, di circa 0,5 millimetri di diametro: appena percepibili a occhio nudo. Il colore vira dal bianco perlaceo iniziale al giallo crema, fino a presentare una corona scura poco prima della schiusa, segno che la larva sta per uscire. La superficie è scolpita da costolature radiali ben visibili con una lente. Un solo individuo può deporne tra le cinquecento e le tremila in una vita. Quando le trovi singole, sparse, vicino ai fiori, sospetta sempre nottua e intervieni subito con Bacillus thuringiensis var. kurstaki, perché una volta dentro il frutto la larva diventa incontrastabile.
Tuta absoluta, la tignola del pomodoro
Piaga specificamente mediterranea, in Italia stabilmente presente dal 2008. Le uova sono minuscole, cilindriche, lunghe circa 0,35 millimetri: si vedono solo con una lente. Colore giallo crema o avorio appena deposte, poi tendenti all’arancio chiaro. La femmina le distribuisce singolarmente sui due lati della foglia, sui peduncoli e sui sepali. Sono talmente piccole che spesso il primo segnale non sono le uova ma le mine serpentine biancastre lasciate dalle larve nel mesofillo fogliare. Se vedi gallerie traslucide nella lamina, le uova ci sono state, e probabilmente ci sono ancora.
Nezara viridula, la cimice verde
Inconfondibile. Le uova vengono deposte in ovature compatte di 50-150 unità disposte a nido d’ape esagonale sulla pagina inferiore della foglia. Sono a forma di barilotto, alte poco più di un millimetro, color giallo crema appena deposte; con la maturazione diventano rosa salmone e infine grigio scuro con due puntini rossi (gli occhi della futura neanide). Se trovi un mosaico ordinato di palline gialle attaccate l’una all’altra, è quasi certamente cimice verde: stacca delicatamente la foglia e immergila in acqua e sapone, oppure schiaccia l’intera ovatura con le dita protette da un guanto.
Trialeurodes vaporariorum, la mosca bianca delle serre
Uova piccolissime, lunghe 0,25 millimetri, deposte in gruppi semicircolari o ad arco di cerchio sulla pagina inferiore delle foglie più giovani. Sono peduncolate, cioè fissate alla foglia da un cortissimo gambo che la femmina infila nei tessuti vegetali per assorbire acqua. Colore bianco verdastro lattiginoso appena deposte, virano al grigio scuro o nero brillante poco prima della schiusa. Se scuoti la pianta e vede una nuvola di moschini bianchi alzarsi, sulle foglie giovani sotto troverai sicuramente le loro ovature ad arco.
Leptinotarsa decemlineata, la dorifora
Più frequente sulla patata, ma quando il pomodoro è coltivato vicino o in successione la femmina non si fa scrupoli. Le uova sono inconfondibili: ovali, lunghe circa 1,5 millimetri, di un giallo-arancio intenso che vira al rosso mattone con la maturazione. Vengono deposte in gruppi compatti di 20-60 unità sulla pagina inferiore, tutte ben verticali e fittamente affiancate come una mazzo di piccoli petali. Schiacciale senza pietà: una sola ovatura genera una colonia capace di defogliare una pianta intera in pochi giorni.
Manduca sexta, la sfinge del pomodoro
La storica Manduca quinquemaculata nordamericana non è presente in Italia: il suo equivalente continentale è Manduca sexta, sporadica in Centro-Sud, mentre la grande Acherontia atropos (la sfinge testa di morto) può deporre occasionalmente su pomodoro e solanacee. Le uova sono singole, sferiche, di 1-1,5 millimetri, di un verde chiaro luminoso quasi traslucido che ricorda una piccola perla di vetro colorato. Non vedrai mai gruppi: una uova per foglia, sempre nella pagina inferiore. Sono il segno premonitore del famoso bruco verde gigante con il corno: rimuovile manualmente e ispeziona la pianta ogni due o tre giorni.
Gli alleati: le uova da non toccare mai
Coccinella septempunctata e congeneri
Le uova di coccinella sono il regalo migliore. Ovali, lunghe 1-1,5 millimetri, di un giallo vivace tendente all’arancio. Vengono deposte in piccoli grappoli compatti di 10-40 unità, tutte rigorosamente verticali, attaccate l’una all’altra sulla pagina inferiore della foglia, spesso vicino a colonie di afidi che serviranno da pasto alle future larve. La differenza con la dorifora? Le uova di coccinella sono più piccole, più sottili e affusolate, e soprattutto le trovi quasi sempre vicino agli afidi, non sui germogli puliti. Se nel dubbio non riesci a distinguere, aspetta 24 ore: il colore della coccinella resta giallo brillante, quello della dorifora vira all’arancio scuro.
Chrysoperla carnea, la crisopa
Impossibile sbagliare. Le uova della crisopa sono sospese all’apice di un filo di seta lungo 5-10 millimetri, sottilissimo, che la femmina costruisce con una secrezione proteica che si solidifica all’aria. L’uovo vero e proprio è un ovetto verde chiaro o bianco perlaceo che vira al grigio con la maturazione. Sembrano piccole lampade a sospensione fissate alla foglia. Questo trucco evolutivo serve a evitare che le larve, voracissime e cannibali appena schiuse, si divorino tra loro. Se le trovi, festeggia: ogni larva di crisopa divora 200-500 afidi prima di impuparsi.

Episyrphus balteatus e altri sirfidi
I sirfidi, quegli insetti simili a piccole vespe che vedi sospesi immobili sopra i fiori, depongono uova bianco-crema, lunghe circa 1 millimetro, allungate e con una superficie finemente reticolata. Sono singole, mai in gruppo, deposte direttamente in mezzo alle colonie di afidi sulla pagina inferiore della foglia. Si distinguono dalle uova di nottua per la forma decisamente allungata (un piccolo chicco di riso) contro la sfericità della nottua, e per la presenza degli afidi nelle immediate vicinanze. Lasciale stare: le larve di sirfide sono cieche, simili a piccole sanguisughe traslucide, e sono tra i migliori predatori di afidi conosciuti.
Il metodo dei trenta secondi
Quando trovi delle uova, segui questa sequenza mentale rapida. Prima domanda: singole o in gruppo? Se singole, vai a sfingidi, sirfidi o nottua. Se in gruppo compatto, vai a coccinella, dorifora, cimice o mosca bianca. Seconda domanda: che colore? Giallo brillante in grappolo verticale uguale coccinella (buone). Giallo-arancio intenso in gruppo fitto uguale dorifora (cattive). Mosaico esagonale verdino-rosato uguale cimice (cattive). Bianco a semicerchio sulle foglie giovani uguale mosca bianca (cattive). Terza domanda: peduncolate o no? Se sospese a un filo di seta, sono crisope (ottime, lasciale). Quarta domanda: vicino agli afidi? Probabilmente sirfidi o coccinelle, predatori al lavoro. Quinta domanda: verdi e traslucide, una sola per foglia? Sfingidi, da rimuovere a mano.
Cosa fare, caso per caso
- Uova di parassita confermate: rimuovi manualmente con un fazzoletto umido o stacca la porzione di foglia e immergila in acqua saponata. Evita gli insetticidi a largo spettro: uccidono anche gli alleati che si stanno installando.
- Uova di coccinella o crisopa: non toccare, non innaffiare dall’alto su quella foglia, non spruzzare nulla per almeno dieci giorni. Se ci sono afidi vicini, lasciali: serviranno da cibo alle larve appena schiuse.
- Dubbio non risolto: fotografa con il telefono in macro, segna la posizione e torna a controllare dopo 24-48 ore. Il colore e la forma cambiano in modo caratteristico per ogni specie, e la seconda osservazione di solito scioglie il dubbio.
- Infestazione massiva: se trovi decine di ovature di nottua o cimice nello stesso giorno, ricorri a trattamenti selettivi a base di Bacillus thuringiensis per le nottue o piretrine naturali per le cimici, sempre la sera per non danneggiare gli impollinatori.
Favorire gli alleati: piccoli accorgimenti
Per attirare coccinelle, crisope e sirfidi in modo stabile, semina lungo i bordi dell’orto fasce di fiori a corolla aperta come calendula, alisso, finocchio selvatico, achillea, coriandolo lasciato fiorire. Anche piante aromatiche come la nepetella (la cosiddetta erba gatta) e il tarassaco lasciato fiorire prima della pulizia primaverile aiutano enormemente: nei miei orti gestiti senza diserbanti ho contato fino a tre volte la densità di uova di coccinella dove convivevano fasce di tarassaco e calendula rispetto a parcelle pulite. Attenzione però con la nepetella: si autodissemina con prepotenza e può colonizzare l’orto a distanza di metri, meglio coltivarla in vaso o tenerla circoscritta. Stesso discorso per la menta e la melissa, che si diffondono sia per seme sia per rizoma: utilissime per gli insetti pronubi, ma vanno controllate ogni primavera. Evita i trattamenti rameici quando non strettamente necessari e privilegia l’irrigazione a goccia: foglie asciutte significano meno marciumi e maggiore sopravvivenza delle uova di predatori.
Quando chiedere una conferma
Se hai un dubbio serio, scatta una foto in alta risoluzione di lato e dall’alto, includi un riferimento di scala come una moneta da un centesimo, e inviala al Servizio Fitosanitario Regionale della tua regione: in Italia ogni Regione dispone di un ufficio che identifica gratuitamente i parassiti su segnalazione del cittadino. Per la tignola e per la dorifora è obbligatorio segnalare i ritrovamenti, specialmente in zone soggette a monitoraggio EPPO. Un’identificazione corretta nel primo giorno fa la differenza tra un raccolto salvato e una stagione persa.
Fonti
- USDA-APHIS CAPS (2018). Helicoverpa armigera Datasheet. CERIS Purdue.
- Torres-Vila L.M. et al. (2021). Risk Assessment for Tomato Fruitworm in Processing Tomato Crop. PMC/NCBI.
- EPPO (2005). Data sheet on Tuta absoluta. EPPO Bulletin 35.
- CFIA (2023). Tuta absoluta Fact Sheet. Canadian Food Inspection Agency.
- Panizzi A.R. et al. Nezara viridula Overview. ScienceDirect / Elsevier.
- INRAE Ephytia. Tomato Whiteflies: Trialeurodes vaporariorum. Institut National de la Recherche Agronomique.
- Connecticut Agricultural Experiment Station. Leptinotarsa decemlineata Fact Sheet.
- University of Florida IFAS (EENY700). Tomato Hornworm Manduca quinquemaculata.
- UNH Extension. Hornworms on Tomatoes Fact Sheet.
- Bugwood Wiki / University of Georgia. Coccinella septempunctata.
- Bauer F. et al. (2017). Egg Stalk Silk Proteins from Lacewing Chrysoperla carnea. Biomolecules, MDPI.
- Lucidcentral / Pacific Pests. Tomato Fruit Borer (Helicoverpa armigera) Fact Sheet 112.





