Neanidi di cimice: come riconoscere i piccoli e non confonderli con le zecche

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Ti capita di trovare, su una foglia di pomodoro o sul muro esterno di casa, un piccolo gruppo di insettini tondi, scuri o colorati, che a prima vista sembrano zecche? Niente panico: nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di neanidi di cimice, ovvero gli stadi giovanili dei pentatomidi, la famiglia di insetti a cui appartengono la comune cimice verde e la famigerata cimice asiatica. In questa guida ti spiego come riconoscerle, perché non sono pericolose per te o per gli animali domestici e cosa fare se ne trovi in orto, sul balcone o dentro casa.

Cosa sono le neanidi di cimice

Le cimici appartengono all’ordine degli Emitteri, famiglia Pentatomidae, e hanno uno sviluppo definito emimetabolo: significa che non passano per uno stadio di larva e pupa come farfalle o coccinelle, ma escono dall’uovo già con la forma generale dell’adulto, solo molto più piccole, senza ali sviluppate e spesso con colorazioni diversissime. Questi stadi giovanili si chiamano neanidi nei primi momenti e ninfe negli stadi più avanzati, quando iniziano a comparire gli abbozzi alari.

Una femmina di cimice depone in media da 20 a 30 uova per volta, disposte in gruppi compatti e ordinati sul rovescio delle foglie. Le uova sono piccole, a forma di barilotto, di colore bianco-perlaceo o verdolino. Da qui nasce il classico spettacolo che spaventa molti hobbisti: decine di insettini ammassati, perfettamente allineati, tutti uguali. È del tutto normale e, anzi, utile per identificarli.

Il ciclo biologico: dalle uova all’adulto

Il ciclo di una cimice come Halyomorpha halys (la cimice asiatica) o Nezara viridula (la cimice verde) attraversa cinque stadi neanidali prima di arrivare all’adulto. Ogni stadio dura mediamente da una a due settimane, a seconda della temperatura, e si conclude con una muta: l’insetto abbandona la vecchia cuticola e ne forma una nuova, leggermente più grande.

  • Primo stadio (N1): appena schiuse, le neanidi restano raggruppate intorno alle uova vuote. Sono tondeggianti, lucide, spesso arancioni o rossastre con la testa scura. Misurano 2-3 mm.
  • Secondo e terzo stadio (N2-N3): iniziano a disperdersi sulle foglie. Compaiono macchie nere sull’addome, le zampe si allungano, le antenne sono ben visibili.
  • Quarto e quinto stadio (N4-N5): raggiungono dimensioni di 8-12 mm, mostrano gli abbozzi alari come due piccoli scudi sul dorso e assomigliano sempre di più all’adulto.

In Italia, complici i cambiamenti climatici, la cimice asiatica può completare due generazioni all’anno nelle regioni più calde del Centro-Sud, mentre al Nord si ferma generalmente a una. Le neanidi compaiono soprattutto tra fine maggio e settembre.

Cimici contro zecche: la guida definitiva per non confonderle

Questa è la domanda che fa più paura, soprattutto a chi ha bambini, cani o gatti. La buona notizia è che distinguere una neanide di cimice da una zecca è facilissimo, basta osservarle da vicino (anche con la fotocamera dello smartphone in modalità macro).

Numero di zampe

Le cimici sono insetti e hanno quindi 6 zampe. Le zecche sono aracnidi, parenti di ragni e acari, e hanno 8 zampe da adulte (le larve di zecca ne hanno 6, ma sono microscopiche e molto diverse nella forma).

Neanidi di cimice: come riconoscere i piccoli e non confonderli con le zecche

Antenne

Le neanidi di cimice hanno antenne ben visibili, spesso lunghe e segmentate, con anelli chiari e scuri. Le zecche non hanno antenne: hanno solo un apparato boccale chiamato rostro, fatto per perforare la pelle.

Forma del corpo

Le cimici giovani hanno un corpo a forma di scudo o di goccia schiacciata, con una netta distinzione tra testa, torace e addome. Le zecche hanno un corpo ovale e indistinto, senza segmentazioni evidenti, che si gonfia diventando grigio-bluastro quando si riempiono di sangue.

Comportamento

Le neanidi di cimice si muovono attivamente sulle foglie, sui frutti e sui muri esposti al sole. Non saltano addosso, non si attaccano alla pelle e non pungono per nutrirsi di sangue. Le zecche, invece, restano in attesa su erba e cespugli con le zampe anteriori sollevate, pronte ad aggrapparsi al primo ospite di passaggio.

Dove le trovi

Le cimici giovani le vedi in gruppo, su piante o pareti soleggiate. Le zecche tendono a essere solitarie, nascoste tra l’erba alta, nei boschi, sui margini dei sentieri o nel pelo degli animali. Se trovi venti insettini insieme su una foglia di pomodoro, puoi stare tranquillo: sono cimici.

Quali danni fanno alle piante

Se per le persone e gli animali le cimici sono innocue, per l’orto sono un’altra storia. Le neanidi, esattamente come gli adulti, hanno un apparato boccale pungente-succhiatore: infilano una specie di cannuccia rigida nei tessuti vegetali e succhiano la linfa, iniettando saliva. Il risultato sono:

  • punteggiature decolorate su foglie e frutti;
  • frutti deformati, con aree dure e suberose (la classica cascola e le malformazioni dei pomodori);
  • caduta prematura di baccelli su fagioli, fagiolini, soia;
  • aree necrotiche e marcescenti su pere, mele, pesche, kiwi e nocciole.

La cimice asiatica è particolarmente vorace e polifaga, cioè attacca decine di specie diverse. Negli ultimi anni ha causato danni economici ingenti nei frutteti del Nord Italia, in particolare in Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Le specie autoctone come la cimice verde (Nezara viridula) o la cimice grigia (Rhaphigaster nebulosa) sono meno aggressive ma comunque fastidiose, soprattutto su pomodori e leguminose.

Perché entrano in casa in autunno

Dalla fine di settembre in poi capita di trovare cimici adulte (raramente neanidi) sui muri esterni, sulle zanzariere o dentro casa. Cercano un riparo per svernare: fessure nei serramenti, sottotetti, tapparelle e cassonetti sono i loro nascondigli preferiti. Non si riproducono in casa, non danneggiano mobili o tessuti, non pungono. L’unico problema è il caratteristico odore sgradevole che emettono se schiacciate o disturbate, prodotto da ghiandole odorifere a scopo difensivo: per questo si chiamano

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