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C’è un piatto che, in Italia, sa di domenica e di tovaglia stirata: la lasagna della nonna. Tegame fumante, strati di sfoglia, ragù che borbotta da ore. Ma in piena estate, con trenta gradi all’ombra, accendere il forno per ore è una piccola tortura. La buona notizia è che la tradizione non è una gabbia: è un punto di partenza. E così nasce questa versione estiva, più leggera, arrotolata invece che a strati, con zucchine appena raccolte e una salsa di pomodorini ciliegino fatta in casa. Il sapore resta quello di sempre, ma il piatto diventa più digeribile, più colorato e perfettamente in stagione.
Una breve storia delle lasagne, fra Roma antica e cucina contadina
La parola lasagna affonda le radici nel latino lasanum, che indicava una pentola da cottura, a sua volta derivato dal greco lasanon. Già nell’antichità si cuocevano sfoglie sottili di farina e acqua, ma la lasagna come la conosciamo oggi prende forma nel Medioevo, quando comincia a diffondersi l’abitudine di cuocere la pasta al forno alternata a condimenti grassi e formaggi. La versione più celebre, quella emiliana con ragù e besciamella, viene codificata fra Otto e Novecento e finisce nei ricettari borghesi, ma esistono decine di varianti regionali: le lasagne napoletane di Carnevale con ricotta e polpettine, quelle marchigiane chiamate vincisgrassi, quelle liguri con il pesto. Ogni famiglia, in fondo, ha la sua. E proprio questa varietà ci autorizza, oggi, a immaginarne una nuova: estiva, vegetale, leggera.
Perché scegliere zucchine e pomodorini: l’orto entra nel piatto
Le zucchine (Cucurbita pepo L.) sono fra gli ortaggi più generosi dell’estate italiana. Nelle zone 8-10 della penisola si seminano da aprile a giugno e si raccolgono fino a settembre inoltrato, talvolta fino alle prime brinate. Sono composte per oltre il 93% da acqua, apportano circa 15-20 kcal per 100 grammi e contengono buone quantità di potassio, vitamina C, folati e composti fenolici come acidi clorogenico e caffeico, oltre a carotenoidi (luteina e zeaxantina) che proteggono la retina. Cuocerle in modo gentile, come faremo qui per arrotolarle, preserva meglio gli antiossidanti rispetto a fritture prolungate.
Il pomodorino ciliegino (Solanum lycopersicum var. cerasiforme) è un piccolo concentrato di sapore e di salute. Rispetto al pomodoro grande, ha generalmente una densità maggiore di licopene, beta-carotene, vitamina C e polifenoli, complice il rapporto buccia/polpa più elevato. Il licopene, in particolare, è un carotenoide liposolubile la cui biodisponibilità aumenta con la cottura e in presenza di un grasso buono come l’olio extravergine d’oliva: ecco perché una salsa di pomodorini cotta brevemente con un filo d’olio è, dal punto di vista nutrizionale, persino più interessante del pomodoro crudo.
Varietà da coltivare nell’orto di casa
- Zucchine: ‘Striato d’Italia’, ‘Romanesca’, ‘Genovese’, ‘Tonda di Nizza’ per chi ama le forme rotonde da ripieno. Si adattano sia alla piena terra sia ai vasi profondi almeno 40 cm.
- Pomodorini ciliegino: ‘Principe Borghese’, ‘Ciliegino di Pachino IGP’ nelle zone più calde, ‘Sweet Million’ o ‘Black Cherry’ per orti familiari. Hanno bisogno di sole pieno, tutori robusti e potature regolari dei germogli ascellari.
La salsa di pomodorini fatta in casa: pochi gesti, tanto sapore
La base di questo piatto è una salsa semplice, di quelle che la nonna preparava mentre stendeva la sfoglia. Servono circa 600 g di pomodorini ciliegino maturi, due spicchi d’aglio, un mazzetto di basilico, sale, un buon olio extravergine. Si lavano i pomodorini, si tagliano a metà, si fanno appassire in padella larga con l’aglio in camicia per 15-20 minuti a fuoco medio, finché non rilasciano il loro succo e si addensano naturalmente. A fine cottura si aggiunge il basilico spezzato a mano e si regola di sale. Niente zucchero: i pomodorini di stagione sono già dolci da soli.
Un’avvertenza importante sulla conservazione
Se decidete di preparare una scorta da invasare, leggete con attenzione. Le conserve casalinghe a base di pomodoro sono fra le più sicure perché il frutto è naturalmente acido, ma il rischio di Clostridium botulinum esiste e non va sottovalutato. Le linee guida nazionali raccomandano: vasetti in vetro nuovi o perfettamente integri, sterilizzazione di contenitori e tappi, riempimento a caldo, pastorizzazione in acqua bollente per almeno 30-40 minuti a seconda della pezzatura del vaso, e un’acidificazione di sicurezza con succo di limone (circa 1 cucchiaio per vasetto da 250 ml) per portare il pH stabilmente sotto 4,6. Vasetti con coperchio bombato, odore acre o liquido torbido vanno buttati senza nemmeno assaggiarli. Per il consumo immediato, invece, la salsa appena preparata si conserva tranquillamente in frigorifero per 3-4 giorni.
I rotolini: la sfoglia della nonna, ma in versione estiva
Il segreto di una buona lasagna sta sempre lì: nella sfoglia. Le proporzioni classiche emiliane parlano di 100 g di farina (metà 00 e metà semola rimacinata per più tenuta) per ogni uovo, un pizzico di sale e, se piace, un cucchiaino di passata di spinaci per la versione verde. Si impasta a lungo, almeno dieci minuti, finché la palla diventa liscia ed elastica come il lobo di un orecchio (la prova che le nonne facevano davvero). Riposo di mezz’ora sotto una ciotola, poi si stende sottile, circa 1 mm, e si tagliano rettangoli di 10×15 cm. Una breve sbianchitura di 30 secondi in acqua bollente salata, un tuffo in acqua fredda, asciugatura su un canovaccio pulito e la sfoglia è pronta.
Per il ripieno: 4-5 zucchine medie tagliate a nastri sottili con il pelapatate, scottate appena in padella con olio e un battuto leggero di aglio (devono restare al dente, non sfaldarsi), 200 g di ricotta freschissima ben sgocciolata, 50 g di parmigiano grattugiato, una manciata di pinoli leggermente tostati, scorza di limone non trattato, sale, pepe e qualche foglia di menta o basilico. La ricotta sostituisce con eleganza la besciamella: meno grassi saturi, più proteine, lo stesso effetto avvolgente.

Come arrotolare senza disastri
- Su ogni rettangolo di sfoglia spalmate un cucchiaio abbondante di ricotta.
- Adagiate 2-3 nastri di zucchina scottata.
- Spolverate con parmigiano e profumi.
- Arrotolate dal lato corto, senza stringere troppo: la pasta in cottura si gonfia leggermente.
- Disponete i rotolini in piedi, vicini ma non schiacciati, in una pirofila unta con un velo di salsa di pomodorini.
- Coprite con il resto della salsa, una pioggia di parmigiano e, se vi piace, qualche cubetto di mozzarella o scamorza affumicata.
In forno a 180 °C per 25-30 minuti, finché la superficie non diventa dorata e i bordi non sfrigolano. Cinque minuti di riposo prima di servire: la nonna lo diceva sempre, e aveva ragione, perché il piatto si compatta e i sapori si assestano.
Valori nutrizionali: una lasagna che non appesantisce
Rispetto a una lasagna classica con ragù di carne e besciamella, che può superare le 350-400 kcal a porzione, questa versione estiva si attesta intorno alle 280-320 kcal per piatto da 200 g, con un profilo nutrizionale decisamente più favorevole: meno grassi saturi grazie all’assenza di burro e besciamella, più fibre per la presenza generosa di zucchine, più antiossidanti grazie a licopene cotto e composti fenolici, e una buona quota di proteine fornita da uova, ricotta e parmigiano. Un piatto unico equilibrato, da accompagnare semplicemente con un’insalata di campo e un calice di vino bianco fresco.
I consigli della nonna che fanno la differenza
- Sale al momento giusto: nelle zucchine, va aggiunto a fine cottura, altrimenti rilasciano troppa acqua e diventano molli.
- Ricotta sgocciolata davvero: lasciatela un’ora in un colino sopra una ciotola, in frigo. Eviterete il fondo acquoso nella pirofila.
- Pirofila non troppo grande: i rotolini devono stare vicini, si sostengono a vicenda e non si aprono.
- Pomodorini ben maturi: se sono ancora un po’ acidi, una puntina di sale e una foglia di basilico in più fanno miracoli, senza ricorrere allo zucchero.
- Avanzano sempre buoni: il giorno dopo, scaldati in forno (non al microonde, che rammollisce la sfoglia), sono persino più saporiti.
Dall’orto al piatto: una filosofia, prima che una ricetta
Questo piatto è soprattutto un piccolo manifesto. Dice che la cucina italiana non è un museo da consultare con il guanto bianco, ma una lingua viva: si può parlare ancora il dialetto della nonna usando parole nuove, più leggere, più rispettose dell’ambiente e del corpo. Coltivare due piante di zucchine e qualche cespo di pomodorini su un balcone esposto a sud, raccoglierli quando sono al massimo della maturazione, trasformarli in un piatto domenicale: è un gesto piccolo, ma profondamente politico, nel senso più gentile del termine. È riprendersi il tempo, la stagionalità e il sapore. Quello vero.
Fonti
- Collins E. J. et al. (2022). Tomatoes: An Extensive Review of the Associated Health Impacts of Tomatoes and Factors That Can Affect Their Cultivation. Foods (PMC).
- Khan U. M. et al. (2024). Lycopene: A Potent Antioxidant with Multiple Health Benefits. Oxidative Medicine and Cellular Longevity (PMC).
- Le A. V. et al. (2021). Physicochemical Characteristics and Bioactive Compounds of New Black Cherry Tomato (Solanum lycopersicum) Varieties. Molecules (PMC).
- Autori vari (2025). Influence of Cutting Dimensions and Cooking Methods on the Nutritional Composition and Sensory Attributes of Zucchini (Cucurbita pepo L.). Foods, MDPI.
- Martínez-Valdivieso D. et al. (2020). Nutritional and sensorial characteristics of zucchini (Cucurbita pepo L.) as affected by freezing and culinary treatment. International Journal of Food Properties.
- Autori vari (2022). Photosynthetic Pigments and Biochemical Response of Zucchini (Cucurbita pepo L.) to Biostimulants. Frontiers in Plant Science.
- CDC (2024). Home-Canned Foods and Botulism Prevention. Centers for Disease Control and Prevention.
- National Center for Home Food Preservation (2023). For Safety’s Sake. University of Georgia.
- National Geographic (2023). Lasagne: the history and countless variations of a true Italian classic.
- Encyclopaedia Britannica. Lasagna: Italian Origins, Ingredients, Cooking Styles and Types.





