Sembra una formica ma è un ragno: incontra il piccolo Myrmarachne formicaria

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Capita a chiunque abbia un giardino, un orto o anche solo qualche vaso sul davanzale: ti chini a osservare un fiore e noti una formica che cammina in modo strano, a scatti, alzando ogni tanto le zampe anteriori come se fossero antenne. Solo che quella formica, a guardarla meglio, ha qualcosa di diverso. Più occhioni sulla faccia, un corpo lucido, un movimento un po’ goffo. Complimenti, hai appena incontrato uno dei più sorprendenti illusionisti della natura: un piccolo ragno saltatore chiamato Myrmarachne formicaria, che ha fatto del fingersi formica la sua strategia di sopravvivenza.

In Italia è presente, comune ma poco notato proprio perché passa per quello che non è. Vive nei prati, lungo i muretti a secco, sui cespugli del giardino, sulle siepi di alloro e perfino sui gerani del balcone. Vediamo come riconoscerlo, perché si comporta così e perché è una buona notizia, non una cattiva, se lo trovi vicino casa.

Un ragno che cammina come una formica

Myrmarachne formicaria appartiene alla famiglia dei Salticidae, i ragni saltatori: quelli con i due grandi occhi frontali, lo sguardo curioso e la capacità di balzare diverse volte la lunghezza del proprio corpo. È un animale minuscolo, lungo appena 4-6 millimetri, con corpo allungato in tre porzioni che imitano la divisione testa-torace-addome tipica delle formiche. La colorazione varia dal marrone chiaro al nero lucido, spesso con riflessi ramati, esattamente come molte formiche dei nostri prati.

Il trucco però non sta solo nell’aspetto. Sta nel modo di muoversi. Studi di laboratorio con telecamere ad alta velocità hanno mostrato che questo ragno cammina secondo un’andatura unica nel mondo animale: una corsetta a zig-zag, con micropause di una frazione di secondo, durante le quali solleva il primo paio di zampe e le agita davanti alla testa come se fossero antenne. Una formica vera, mentre cammina, fa esattamente la stessa cosa: avanza, si ferma, tasta l’aria con le antenne, riparte. Il ragno copia questa coreografia così bene che, a occhio nudo e da pochi centimetri di distanza, è praticamente impossibile distinguerlo.

Otto zampe contro sei: come smascherarlo

Se vuoi divertirti a giocare al detective in giardino, ecco i segnali che tradiscono il piccolo impostore. Te ne basta uno per essere sicuro.

  • Conta le zampe: le formiche ne hanno sei, i ragni otto. Myrmarachne usa il primo paio come finte antenne, quindi sembra averne sei che camminano e due che tastano. Guarda bene: quelle due davanti non toccano mai terra a lungo.
  • Guarda gli occhi: i Salticidae hanno due occhi anteriori enormi, sproporzionati, da cartone animato. Le formiche hanno occhi piccoli, laterali, opachi. Se vedi due lucine nere e tonde che ti fissano, è un ragno.
  • Niente vita stretta evidente: la formica ha un peduncolo (la vitina) che separa torace e addome in modo netto. Nel ragno la costrizione è simulata da una striscia chiara, ma il corpo resta continuo.
  • L’andatura: la formica va dritta e veloce, il ragno procede a piccole virate laterali, quasi danzando. Una volta che impari a vederlo, non lo confondi più.

Un dettaglio curioso riguarda i maschi adulti: hanno delle cheliceri (le mascelle) sproporzionatamente grandi, che usano per combattere fra loro nei rituali di corteggiamento. Quelle pinze ingombranti sembrerebbero rovinare il travestimento, e invece i maschi le tengono tese in avanti in modo da simulare una formica operaia che sta trasportando qualcosa nelle mandibole. Un trucco nel trucco.

Perché fingersi formica conviene

Qui entra in gioco un concetto bellissimo della biologia evolutiva: il mimetismo batesiano. Funziona così: una specie innocua e gustosa per i predatori (in questo caso il ragno) si traveste da specie pericolosa o sgradevole (la formica), e così i predatori la lasciano in pace.

Le formiche, infatti, non piacciono a quasi nessuno. Mordono, spruzzano acido formico, vivono in colonie aggressive pronte a difendersi in massa. Uccelli, lucertole, vespe predatrici e soprattutto altri ragni hanno imparato che attaccare una formica significa rimediare ferite e bruciori. Lasciano stare. E con loro lasciano stare anche chiunque assomigli a una formica, comprese le imitazioni meno perfette. Ricerche su predatori veri, come vespe e altri salticidi, hanno confermato che la presenza di formiche in giro riduce drasticamente gli attacchi a questi ragni travestiti.

L’evoluzione di questo travestimento è antichissima e si è ripresentata in modo indipendente decine di volte fra gli aracnidi: oltre 300 specie di ragni in tutto il mondo imitano le formiche, e il genere Myrmarachne da solo conta più di 200 specie. Un caso da manuale di convergenza evolutiva.

Dove e quando vederlo in Italia

Myrmarachne formicaria è una specie nativa della regione paleartica, distribuita dall’Europa occidentale fino all’Asia orientale. In Italia è segnalata praticamente ovunque, dalle Alpi alla Sicilia, con presenza nota anche nelle isole. Predilige ambienti aperti e soleggiati: prati, bordi di campi, radure, scarpate erbose, muretti a secco, vegetazione bassa. Nei giardini lo si trova spesso fra le erbe aromatiche (rosmarino, lavanda, salvia), sulle siepi miste, intorno ai cuscinetti di sedum, sui muri di tufo o mattoni dove cammina insieme alle formiche vere.

Sembra una formica ma è un ragno: incontra il piccolo Myrmarachne formicaria

Il periodo migliore per osservarlo va da aprile a settembre, con un picco di attività tra maggio e luglio quando gli adulti sono fuori per accoppiarsi. Cerca nelle ore più calde del mattino e del primo pomeriggio: come tutti i salticidi è un predatore visivo e ama il sole. Avvicinati lentamente: ha una vista eccezionale e se ti vede prima salta via.

Una cosa interessante è che spesso lo trovi vicino, ma non dentro, i formicai. Convive con il modello che imita, sfruttandone la cattiva fama senza correre il rischio di essere scoperto e attaccato dalle formiche stesse, che invece riconoscono perfettamente i propri simili tramite l’olfatto (i feromoni cuticolari) e non si fanno fregare dal travestimento visivo.

È pericoloso? Assolutamente no

Domanda inevitabile: morde? Tecnicamente è un ragno, quindi ha cheliceri e ghiandole velenifere come tutti i suoi parenti. Ma è grande pochi millimetri, le sue cheliceri non riescono nemmeno a perforare la pelle umana, e il suo veleno è specifico per piccolissimi insetti come moscerini, afidi e collemboli. Per noi, per cani, gatti e bambini è del tutto innocuo. Se per caso lo prendi in mano la prima reazione sarà saltare via per nascondersi: scappare è il suo mestiere.

Anzi: è un alleato discreto del giardiniere. Mangia parassiti minuti, contribuisce all’equilibrio biologico del giardino, non costruisce ragnatele fastidiose (caccia all’agguato, balzando sulla preda), non entra mai in casa volontariamente.

Come favorirlo nel tuo giardino

Se vuoi avere più di questi piccoli illusionisti, le regole sono le stesse della buona gestione naturale del verde.

  • Lascia angoli incolti: un’aiuola di erbe spontanee, un cumulo di sassi, una siepe non potata a specchio sono rifugi ideali.
  • Evita gli insetticidi ad ampio spettro: uccidono le sue prede e lui di conseguenza.
  • Non distruggere i formicai nei muretti e nelle aiuole: senza il modello da imitare, il travestimento perde efficacia e i Myrmarachne se ne vanno.
  • Pianta aromatiche come timo, origano, melissa e lavanda: attraggono piccoli insetti che sono il pranzo dei salticidi.
  • Lascia muri di pietra a secco e crepe nei mattoni: sono i loro corridoi di caccia preferiti.

Una piccola lezione di natura

La prossima volta che ti fermi a guardare quella che sembra una formica un po’ eccentrica, ricordati di contare le zampe. Potresti scoprire che hai davanti uno dei capolavori dell’evoluzione: un animale che ha rinunciato alla ragnatela, alla velocità, perfino al suo aspetto naturale, pur di diventare invisibile in piena luce. E lo fa nel tuo giardino, gratis, ogni estate. Basta avere la pazienza di guardare.

Fonti