Coltivare per stare meglio: la storia dimenticata di come orti, giardini e cucina contadina siano diventati strumenti inconsapevoli di equilibrio mentale e resilienza familiare

La coltivazione è un modo perfetto anche per migliorare la propria vita, con la mente che ne beneficia e non poco.

La coltivazione è un modo perfetto anche per migliorare la propria vita, con la mente che ne beneficia e non poco.

“Mens sana in corpore sano” dicevano i latini e a ben guardare si tratta sicuramente di un detto che ha un significato molto profondo. L’importanza di avere un rapporto così vicino con il proprio fisico effettivamente dà modo anche di migliorare la propria serenità mentale, ma allo stesso tempo diventa importante rimanere connessi con la natura.

Questo vale ancora di più nel momento in cui si vive in un periodo storico così caotico e spesso confuso come quello nel quale ci troviamo adesso. Per secoli però, coltivare non è stato considerato come un passatempo, come invece molti lo vedono oggi. Tantissime famiglie infatti dipendevano dal raccolto e alcuni problemi potevano davvero mandare tutto alle ortiche.

Al giorno d’oggi, con il cambiamento dei tempi però, la cura dell‘orto è diventato anche oggetto di studio da parte di diversi psicologi. Sono nate delle branche della psicologia come la “ortoterapia”, le quali dimostrano come sia possibile migliorare il proprio umore e ridurre lo stress proprio grazie a un attento rapporto con il proprio orto.

La lentezza della terra: un modo per migliorare la vita

Tra le principali caratteristiche della coltivazione vi è sicuramente quella legata allo scorrere naturale del tempo. Al giorno d’oggi siamo in una società che cerca di affrettare quanto più possibile i tempi, senza dimenticare come anche gli acquisti avvengano ormai in tempo zero.

coltivare

Il campo invece permette di offrire una vita ben diversa, con la semina e il raccolto che vedono un passaggio importante di diverse settimane. Per questo motivo il legame con l’orto, da un punto di vista psicologico, permette di creare una forma di resilienza, in quanto fa capire come l’imprevisto sia parte della vita, come tutto possa non andare come previsto e dunque accettarlo in modo più pragmatico.

Anche il giardino è uno spazio mentale

Non si deve però per forza avere un orto per poter sviluppare questi aspetti. Il tutto può derivare anche dalla presenza nella propria abitazione di un semplice giardino. Questi aspetti infatti valgono anche nel momento in cui si fanno crescere fiori e alberi.

Il giardino forse lo è ancora di più, dato che questo luogo è sempre stato, anche nelle zone rurali, il punto di passaggio tra casa e lavoro. Una sorta di zona franca, sia per la fatica che per il riposo, dove la mente può essere davvero serena.

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