Scolopendra cingulata: il centopiedi gigante del Mediterraneo che puoi incontrare in giardino

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Solleviamo un vaso di terracotta dimenticato in un angolo dell’orto, spostiamo una catasta di legna o una pietra piatta, e all’improvviso schizza fuori: un animale lungo come una matita, giallo-oliva o bruno-verdastro, con tante zampe che si muovono all’unisono come le onde di una bandiera. È la Scolopendra cingulata, il centopiedi più grande e diffuso dell’Europa meridionale, e in Italia è di casa dalla Toscana alla Sicilia, isole comprese. Fa una certa impressione, questo è innegabile, ma con qualche informazione in più si passa presto dalla paura al rispetto. Vediamo perché.

Chi è davvero la scolopendra mediterranea

La Scolopendra cingulata è un miriapode dell’ordine Scolopendromorpha. In parole semplici: un cugino stretto dei centopiedi che tutti conosciamo, ma in versione gigante. Gli adulti misurano di norma tra i 10 e i 15 centimetri, con esemplari eccezionali che sfiorano i 17 centimetri nelle popolazioni più meridionali. Il corpo è appiattito, suddiviso in 21 segmenti ben visibili, ciascuno con un paio di zampe: contate bene e vi accorgerete che i “cento piedi” del nome popolare sono in realtà 42.

La colorazione va dal giallo ocra al verde oliva, spesso con bande scure trasversali che le hanno valso l’epiteto scientifico cingulata, cioè “cinta”. La testa è dotata di due antenne lunghe e mobili, e soprattutto di una coppia di forcipule: si tratta di zampe modificate del primo segmento, trasformate in enormi uncini velenosi che l’animale usa per catturare le prede. Non sono mandibole in senso stretto, ma il risultato per la vittima è lo stesso.

L’areale copre tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Spagna meridionale fino al Medio Oriente, e in Italia è comune in tutto il Centro-Sud, sulle coste tirreniche e adriatiche, in Sardegna, Sicilia e nelle isole minori. Al Nord è più rara ma non assente, soprattutto lungo la fascia costiera ligure e in alcune zone microclimatiche protette.

Dove vive e perché a volte entra in casa

La scolopendra mediterranea ama gli ambienti caldi, asciutti in superficie ma con un rifugio umido a portata di zampa. È un animale lucifugo, cioè fugge la luce: durante il giorno si nasconde e caccia di notte. I suoi ripari preferiti in giardino sono un catalogo perfetto di ciò che ognuno di noi ha nell’orto:

  • sotto pietre piatte, lastre di cemento, cordoli
  • sotto vasi di terracotta appoggiati al suolo
  • dentro cataste di legna, specialmente quelle vecchie a contatto con la terra
  • nella lettiera di foglie secche accumulate contro i muri
  • in crepe di muretti a secco e tra le radici di piante mediterranee
  • sotto teli di pacciamatura, cartoni, tappeti erbosi lasciati arrotolati

In casa entra quasi sempre per due motivi molto pratici. Il primo è il caldo estremo di luglio e agosto: quando la terra del giardino diventa rovente e secca, la scolopendra cerca zone più fresche e umide, e le fughe sotto le porte, i basamenti delle finestre a livello terra, gli scarichi dei bagni al piano terra diventano autostrade. Il secondo motivo sono le piogge autunnali intense, che allagano i suoi rifugi sotterranei e la costringono a risalire.

Non è quindi un’infestazione nel senso classico del termine: è un ospite di passaggio che ha sbagliato porta. Trovarne una in bagno o in cantina non significa averne una colonia in casa. Quasi sempre è un singolo esemplare disorientato.

Il morso: quanto è davvero pericoloso

Qui bisogna essere chiari e onesti, senza né minimizzare né drammatizzare. La Scolopendra cingulata è velenosa, punto. Le forcipule iniettano una miscela di neurotossine, enzimi e peptidi che ha lo scopo di paralizzare grilli, ragni, blatte, lucertole di piccola taglia. Contro un essere umano adulto in salute, però, l’effetto è locale e transitorio nella stragrande maggioranza dei casi.

I sintomi tipici di un morso sono un dolore acuto e pulsante che può durare da qualche ora a un paio di giorni, gonfiore rosso attorno ai due puntini di ingresso delle forcipule, prurito e a volte una piccola linfoadenite (i linfonodi vicini che si gonfiano leggermente). Nei casi più intensi possono comparire mal di testa, nausea, un lieve stato febbrile. La letteratura clinica descrive quadri più seri quasi solo in soggetti allergici, in bambini molto piccoli, in anziani con patologie cardiache o in caso di morsi su zone particolarmente vascolarizzate come collo o viso. Non esistono, ad oggi, decessi documentati con certezza in Europa attribuibili a Scolopendra cingulata.

Detto in modo diretto: fa molto male, ma non uccide una persona sana. È più simile a una puntura di vespa cattiva che a un morso di vipera.

Primo soccorso in caso di morso

Se veniamo morsi, ecco cosa fare, in ordine:

  1. Lavare subito la ferita con acqua e sapone neutro, senza strofinare troppo.
  2. Disinfettare con clorexidina o un antisettico comune.
  3. Applicare acqua calda (non bollente, circa 40-45 °C) per 15-20 minuti: le tossine delle scolopendre sono termolabili e il calore riduce sensibilmente il dolore. Freddo e ghiaccio, contrariamente all’istinto, sono meno efficaci.
  4. Assumere, se necessario e non ci sono controindicazioni, un antinfiammatorio da banco (paracetamolo o ibuprofene).
  5. Tenere sollevato l’arto colpito e osservare l’evoluzione nelle 24-48 ore successive.

Quando andare al pronto soccorso: se compaiono difficoltà respiratorie, gonfiore diffuso al volto o alla gola (segni di reazione allergica sistemica), palpitazioni marcate, se il morso è su un bambino sotto i tre anni, su un anziano cardiopatico, oppure se la ferita mostra dopo qualche giorno segni di infezione batterica (pus, calore forte, febbre alta). In questi casi il tempismo conta.

Un predatore prezioso, non un nemico

Sarà scomodo da accettare per chi la vede come un mostro alieno, ma la Scolopendra cingulata è una delle migliori alleate del giardiniere mediterraneo. È un predatore generalista e vorace: nel suo menù rientrano blatte, grilli, cavallette, larve di lepidotteri (comprese quelle che rovinano cavoli e insalate), ragni, forbicine, piccoli scorpioni, lumachine, termiti. Un solo adulto può eliminare decine di potenziali parassiti in una stagione.

Scolopendra cingulata: il centopiedi gigante del Mediterraneo che puoi incontrare in giardino

Negli ecosistemi degli oliveti, degli agrumeti e degli orti familiari del Sud Italia, la scolopendra svolge lo stesso ruolo che negli ecosistemi anglosassoni viene attribuito a rospi e ricci: è un regolatore biologico gratuito. Ucciderla a colpi di scarpa ogni volta che la si vede significa privarsi di un servizio ecosistemico che, se dovessimo replicare con insetticidi, ci costerebbe soldi e salute.

Vale la pena ricordare che la specie non è formalmente protetta a livello nazionale in Italia, ma è tutelata negli habitat inclusi nella rete Natura 2000 e figura tra i miriapodi di interesse conservazionistico in diverse liste rosse regionali del bacino mediterraneo.

Come allontanarla in modo civile

La regola d’oro è: non serve ucciderla, serve renderle il giardino meno invitante vicino casa e più accogliente lontano. Ecco alcune strategie pratiche che funzionano davvero:

  • Riordinare i rifugi vicino ai muri della casa. Spostare cataste di legna, vasi rovesciati, teli e cartoni ad almeno 2-3 metri dalle pareti dell’abitazione. Non serve eliminarli: basta allontanarli.
  • Sigillare le vie di accesso. Applicare guarnizioni sotto le porte esterne, spazzole a rullo, silicone lungo le fessure dei battiscopa a livello del terreno, zanzariere ai bocchettoni degli scarichi che restano poco usati (in particolare in seconde case chiuse d’inverno).
  • Ridurre l’umidità localizzata. Riparare gocciolamenti di rubinetti esterni, evitare sottovasi pieni d’acqua per lunghi periodi, ventilare cantine e taverne.
  • Tagliare l’erba alta e la vegetazione a contatto con il muro perimetrale. Una fascia di 30-50 cm di ghiaino o sassi grossi lungo il perimetro dell’abitazione è un ottimo deterrente meccanico.
  • Se ne trovate una in casa, non schiacciatela con le mani nude. Coprite con un bicchiere di vetro capiente, fate scivolare sotto un cartoncino rigido e liberatela in giardino, lontano dall’ingresso. Guanti da lavoro in cuoio sono più che sufficienti per manipolare il contenitore in sicurezza.

Chi convive con animali domestici, in particolare cani curiosi e gatti giovani, deve tenere presente che anche loro possono essere morsi se cercano di giocarci. In quel caso, contattare rapidamente il veterinario: il quadro clinico è simile a quello umano ma con dosaggi di veleno proporzionalmente più significativi in animali di piccola taglia.

Fatti curiosi che pochi conoscono

La Scolopendra cingulata è una madre eccezionale, cosa insolita tra gli artropodi. La femmina depone da 15 a 35 uova in una camera scavata nel terreno, poi si arrotola attorno alla covata e le custodisce per diverse settimane, pulendole con le mandibole per proteggerle dai funghi. Rimane con i piccoli anche dopo la schiusa, fino alla loro prima muta. È longeva rispetto agli standard degli invertebrati: può vivere fino a 5-7 anni in natura.

La vista è pessima, praticamente distingue solo luce e ombra: si affida quasi interamente alle antenne e alle vibrazioni percepite tramite le zampe. Corre molto velocemente in linea retta ma è goffa nei cambi di direzione, motivo per cui in casa la si intercetta più facilmente lungo un muro che al centro della stanza.

In alcune aree del Sud Italia e della Grecia, storicamente, la scolopendra era considerata infausta e legata a superstizioni popolari, ma studi etnobiologici recenti hanno mostrato come questa fama sia largamente immeritata rispetto al reale impatto ecologico positivo dell’animale.

Conclusione: rispetto, non paura

La prossima volta che nel sollevare un vaso vediamo scattare via quella lunga sagoma color oliva, proviamo a fermarci un istante prima di reagire d’impulso. Non è un intruso: è un abitante originario del nostro paesaggio mediterraneo, molto più antico dei nostri orti e dei nostri giardini. Chiude una casa a chiave, sigilla le fessure, riordina la legna e goditi il servizio antiparassitario gratuito che ti offre in cambio. Con un pizzico di attenzione, uomini e scolopendre convivono benissimo, ciascuno per la sua strada.

Fonti

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