Chi ha la fortuna di avere un piccolo specchio d’acqua in giardino, o anche solo una vasca da orto, prima o poi se le ritrova davanti: libellule dai colori metallici che sfrecciano come minuscoli elicotteri, si fermano su un rametto e scattano via a caccia di qualcosa. Quel qualcosa, molto spesso, è una zanzara. Gli Odonati, questo il nome scientifico dell’ordine a cui appartengono libellule e damigelle, sono tra i predatori più efficienti del mondo degli insetti e rappresentano un alleato prezioso per chiunque coltivi un orto biologico, un giardino ornamentale o semplicemente voglia stare all’aperto senza essere divorato dai fastidiosissimi ditteri estivi.
In questo articolo vediamo chi sono davvero le libellule, come distinguerle dalle damigelle, quali specie possiamo incontrare comunemente in Italia, perché sono considerate bioindicatori di prima grandezza e, soprattutto, cosa possiamo fare concretamente per invitarle a stabilirsi vicino casa.
Chi sono gli Odonati: libellule e damigelle a confronto
L’ordine degli Odonata comprende circa 6.000 specie nel mondo, di cui 88 accertate in Italia. Si divide in due grandi sottogruppi: gli Anisotteri, cioè le libellule vere e proprie, robuste e con ali posteriori più larghe di quelle anteriori, e gli Zigotteri, le damigelle, più esili e con le quattro ali di forma simile. Un trucco semplicissimo per distinguerli a colpo d’occhio: quando si posano, le libellule tengono le ali aperte a croce, perpendicolari al corpo, mentre le damigelle le richiudono sopra l’addome o le tengono leggermente scostate.

Altra differenza: gli occhi. Nelle libellule sono enormi e si toccano sulla sommità del capo, coprendo quasi tutta la testa; nelle damigelle sono nettamente separati, come due grosse perle laterali. Questi occhi composti, formati da decine di migliaia di ommatidi, offrono agli Odonati una visione quasi a 360 gradi e una capacità di percepire il movimento senza pari nel regno animale: è uno dei motivi per cui, in volo, riescono a catturare le prede con un tasso di successo che sfiora il 95%, un record fra i predatori.
Un ciclo vitale legato all’acqua
Per capire come attirarle bisogna conoscere la loro biologia. La libellula adulta che vediamo volare è solo la fase finale di una vita che si svolge quasi tutta sott’acqua. Le femmine depongono le uova sulla vegetazione acquatica, o direttamente nell’acqua a seconda della specie. Dalle uova nascono le naiadi, ninfe acquatiche munite di una particolare mascella estensibile chiamata





