Blatte in casa: come riconoscere la germanica e l’americana e cosa fare subito

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Accendi la luce in cucina alle undici di sera e vedi qualcosa correre veloce dietro il tostapane. Piccolo, marroncino, lucido. Oppure, aprendo il tombino del bagno, ti ritrovi davanti un insettone rossiccio lungo quasi come un dito. Nel primo caso hai probabilmente incontrato la Blattella germanica, nel secondo la Periplaneta americana. Sono le due blatte che, statisticamente, entrano più spesso nelle case italiane. Capire chi è chi non è pignoleria da entomologi: le due specie hanno abitudini diverse, si nascondono in posti diversi e si combattono con strategie diverse. Sbagliare identificazione significa quasi sempre sbagliare intervento.

Le due blatte che trovi davvero in casa

In Italia, sui pavimenti domestici, il 90% degli avvistamenti si riduce a queste due specie (a cui si aggiunge, in alcune zone, la blatta orientale Blatta orientalis, più scura e legata a cantine e scantinati). Vediamole una alla volta, perché confonderle è facilissimo.

Blattella germanica: la piccola infestante numero uno

È lunga tra i 12 e i 16 millimetri, color miele-marroncino, con due strisce nere parallele ben visibili sul pronoto (la placca subito dietro la testa). Ha le ali, ma praticamente non vola: corre, e corre tantissimo. La North Carolina State University la descrive come la specie di blatta più diffusa al mondo negli ambienti interni, e c’è una ragione biologica precisa: si riproduce a velocità impressionante. Una femmina porta con sé la ooteca (la capsula con le uova) fino alla schiusa e può produrre fino a 30-40 giovani per ciclo, con più cicli in un anno. Il risultato è che, se non intervieni subito, in poche settimane da due esemplari passi a centinaia.

Periplaneta americana: lo scarafaggio dei tombini

Questa è tutta un’altra bestia, letteralmente. Adulta misura dai 35 ai 40 millimetri (fino a 5 centimetri in casi estremi), è di un bel color mogano-rossiccio lucido, con una macchia gialla a forma di otto o di margherita sul pronoto. Ha ali ben sviluppate e, a differenza della cugina piccola, plana e vola per brevi tratti, soprattutto d’estate quando fa caldo. È quella che ti fa saltare sul divano perché improvvisamente vedi sfrecciare qualcosa di grosso lungo il battiscopa.

Da dove arrivano e dove si nascondono

Qui sta la differenza pratica più importante, quella che ti fa decidere dove concentrare pulizie e trappole.

La germanica è una blatta strettamente antropofila: non sopravvive a lungo all’aperto nel clima italiano, e in casa cerca tre cose insieme, caldo, umidità e cibo. La trovi quindi appiccicata a frigoriferi, forni, lavastoviglie, dietro i mobili della cucina, sotto il lavello, nelle intercapedini dei pensili, dentro il vano del microonde. Ama gli spazi stretti: si infila in fessure larghe pochi millimetri. Arriva quasi sempre importata: nella spesa (soprattutto cartoni di bibite e imballi), negli elettrodomestici usati, nei bagagli, o passando dai muri comuni tra un appartamento e l’altro nei condomìni.

La americana, al contrario, vive benissimo anche fuori. Le pubblicazioni della Rutgers University la associano tipicamente a fognature, tombini, scantinati umidi, canne fumarie e locali caldaie. In casa risale dai sifoni degli scarichi, dai tombini del cortile, dalle prese d’aria, dalle intercapedini dei muri. Non è una vera infestante domestica come la germanica: di solito entra per errore, singolarmente o in piccoli gruppi, e cerca subito di tornare in un ambiente umido e buio. Se ne vedi molte insieme dentro casa, il problema non è in casa: è nella rete fognaria o nei sottotetti condominiali.

I segnali di un’infestazione (prima di vedere le blatte)

Le blatte sono notturne e schive. Se ne vedi una di giorno che gira tranquilla, spesso è già segno che la popolazione è alta e i nascondigli sono saturi. Ma ci sono altri indizi da cogliere prima:

  • Puntini neri o marroncini simili a chicchi di pepe o fondi di caffè, in fila lungo battiscopa, cerniere dei pensili, dietro il frigo: sono gli escrementi.
  • Odore dolciastro, muschiato, un po’ rancido in cucina o nei sottolavelli quando la popolazione cresce: è dovuto ai feromoni di aggregazione.
  • Ooteche vuote: capsule ovali di 6-8 mm color marrone scuro (germanica) oppure più grandi, quasi 1 cm, quadrangolari e nere (americana), spesso nascoste in fessure.
  • Esuvie, cioè le mute traslucide che le ninfe lasciano crescendo.
  • Danni su cartone, carta, buste di alimenti secchi, con bordi sfrangiati.

Perché è un problema di salute, non solo di ribrezzo

Le blatte non pungono e non mordono, ma sono tutt’altro che innocue. Camminando indistintamente su rifiuti, scarichi e piani di lavoro, funzionano da vettori meccanici: raccolgono microrganismi con le zampe e con il corpo e li depositano dove poi tu appoggi il pane. Studi pubblicati su riviste di parassitologia hanno isolato dalle blatte batteri patogeni come Salmonella, Escherichia coli, Staphylococcus aureus, oltre a funghi e uova di parassiti.

C’è poi un secondo problema, spesso sottovalutato: l’allergia agli scarafaggi. Le loro feci, la saliva e i frammenti di esoscheletro liberano proteine (in particolare Bla g 1, Bla g 2 e Per a 7) che restano nell’aria domestica come allergeni. Il Journal of Allergy and Clinical Immunology ha documentato da anni un legame chiaro tra esposizione ad allergeni delle blatte e aumento di sensibilizzazione, crisi asmatiche e riacutizzazioni respiratorie, soprattutto nei bambini che vivono in ambienti infestati. Non è quindi solo una questione estetica: convivere con una colonia di blatte, anche piccola, ha un costo sanitario reale.

Cosa fare appena ne vedi una in cucina

La reazione istintiva è correre a comprare la bomboletta spray e vaporizzare tutto. È il modo peggiore di iniziare. Gli spray a base di piretroidi disperdono la colonia (le blatte si spargono nelle intercapedini e nei muri) senza eliminarla, e peggiorano il problema della resistenza. Diversi studi hanno documentato nella Blattella germanica livelli molto elevati di resistenza ai piretroidi, mediata soprattutto dall’espressione di citocromi P450 e da mutazioni del canale del sodio. Tradotto: gli spray da supermercato spesso non uccidono più le blatte, le stordiscono e basta.

Blatte in casa: come riconoscere la germanica e l'americana e cosa fare subito

L’approccio corretto oggi si chiama IPM, Integrated Pest Management, e combina in ordine tre pilastri.

1. Sanitazione (togli acqua e cibo)

  • Ripulisci ogni sera briciole, unto sul piano cottura, fondi di piatti nel lavello.
  • Conserva alimenti secchi in contenitori ermetici, non in buste aperte.
  • Svuota il secchio dell’umido tutti i giorni e chiudilo bene.
  • Ripara rubinetti che gocciolano e sifoni che perdono: l’acqua è la risorsa più importante per la germanica.
  • Non lasciare la ciotola del cane o del gatto piena tutta la notte.

2. Esclusione (chiudi le porte d’ingresso)

  • Sigilla con silicone o stucco le fessure attorno ai tubi dell’acqua sotto il lavello e dietro la lavatrice.
  • Installa tappi anti-risalita nei sifoni di lavandino, doccia e piletta della cucina: è la contromisura più efficace contro l’americana che risale dagli scarichi.
  • Metti retine a maglia fine su prese d’aria e bocchette di ventilazione.
  • Controlla i cartoni della spesa prima di portarli in cucina e non tenerli in dispensa (le ooteche viaggiano lì).

3. Trattamenti mirati

Se l’infestazione è già in corso, i gel esca a base di sostanze come fipronil, imidacloprid o indoxacarb sono oggi lo strumento di riferimento. Le prove di campo pubblicate su riviste peer-reviewed mostrano efficacia molto elevata, superiore al 90% di abbattimento, dei gel a base di imidacloprid 2,5% e fipronil 0,05% contro popolazioni di Blattella germanica. Il gel funziona perché sfrutta un comportamento naturale delle blatte: la coprofagia e il cannibalismo. Un individuo mangia il gel, torna nel nascondiglio, muore, e i suoi simili si nutrono della carcassa e delle feci contaminate, propagando il principio attivo all’intera colonia. Va posizionato in gocce piccole e numerose dentro le fessure, dietro gli elettrodomestici, nei cardini dei pensili, mai in mezzo al pavimento aperto.

Le trappole a colla non risolvono l’infestazione ma servono benissimo a monitorare: le posizioni dove si riempiono di più ti dicono dov’è il cuore della colonia. Se dopo due o tre settimane di gel e monitoraggio la situazione non migliora, o se sospetti che il problema sia condominiale (scarichi comuni, cantine, canne fumarie), è il momento di chiamare un’impresa di disinfestazione professionale, che può usare polveri a base di acido borico nelle intercapedini e coordinare l’intervento su più appartamenti.

Prevenzione a lungo termine: le abitudini che fanno la differenza

Una volta risolto il primo focolaio, tenere le blatte fuori è questione di routine, non di prodotti miracolosi.

  • Cena e riordino: lavello vuoto e piano cottura asciutto prima di andare a letto. La germanica gira di notte cercando acqua libera.
  • Ispezione della spesa: guarda dentro cartoni di bottiglie, buste di riso, pasta e alimenti sfusi appena arrivano da negozi di quartiere o mercati.
  • Manutenzione degli scarichi: una volta a settimana, versa acqua bollente nei sifoni poco usati (bagno di servizio, lavanderia) per mantenerli pieni. Un sifone vuoto è un’autostrada per l’americana.
  • Ventilazione dei bagni: riduci l’umidità, che è il fattore limitante numero uno per la sopravvivenza degli scarafaggi in ambiente domestico.
  • Attenzione ai condomìni datati: se abiti in un edificio storico con muri comuni e canne fumarie collettive, concorda con l’amministratore ispezioni periodiche di cantine e vani tecnici.

Un ultimo consiglio pratico: se vedi una blatta piccola, chiara, con due strisce nere sul dorso di giorno, non aspettare. In quel momento è già presente una colonia. Se invece vedi una sola blatta grossa, rossiccia, di notte, in bagno o vicino a uno scarico, controlla prima i sifoni: nove volte su dieci è un’intrusa isolata risalita da fuori, non l’inizio di un’infestazione dentro le tue mura.

Fonti