Fichi che restano piccoli e duri: il test del coltello per capire se il tuo albero e un caprifico

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Hai un fico in giardino, sembra sanissimo, ogni anno si carica di frutti verdi come nocciole… e poi niente. I fichi restano piccoli, duri, coriacei, magari cadono a terra o si seccano attaccati al ramo. Nessuno matura. E tu concimi, innaffi, poti, ricominci. Anno dopo anno.

La verita e che in casi come questo ci sono solo due possibilita, e si scoprono in mezz’ora, non in mezza stagione. Prima possibilita: l’albero e un caprifico, cioe un fico maschio, e non produrra mai frutti buoni, qualsiasi cosa tu faccia. Seconda possibilita: e un fico da frutto vero, ma e stato potato nel momento sbagliato oppure sta correndo dietro a tempi che il tuo clima non gli concede. Vediamo come distinguerle con due mosse concrete: il test del coltello e la lettura del legno.

Il fico non e un frutto: e un fiore chiuso, e questo cambia tutto

Partiamo dal punto che quasi nessuno spiega e che invece e la chiave di tutto. Quello che chiamiamo fico non e un frutto, e un’infiorescenza: un ricettacolo carnoso, cavo, ripiegato su se stesso, che tiene i fiori nascosti all’interno. Si chiama siconio. In cima ha un piccolo foro, l’ostiolo, l’unica porta d’ingresso.

Quindi, quando tagli a meta un fico, non stai guardando la polpa di una pesca: stai guardando centinaia di fiori. E i fiori, a differenza della buccia, dicono con precisione chirurgica di che sesso e l’albero.

Ficus carica ha una biologia riproduttiva insolita: e una specie funzionalmente dioica, cioe esistono piante che fanno frutti commestibili e piante che servono solo a produrre polline. Il caprifico porta dentro i suoi siconi sia fiori maschili (con gli stami, concentrati vicino all’ostiolo) sia fiori femminili a stilo corto, che non diventano semi ma galle: sono la culla della minuscola vespa Blastophaga psenes, l’unico insetto capace di impollinare il fico. Il fico da frutto, invece, contiene solo fiori femminili a stilo lungo, quelli che diventano la parte dolce, filamentosa e sciropposa che mangiamo.

Prima mossa: il test del coltello

Prendi due o tre fichi immaturi tra i piu grossi che trovi, a fine luglio o in agosto, e tagliali in due per il lungo, da ostiolo a peduncolo. Poi guarda dentro, se serve con gli occhiali o con la fotocamera del telefono in modalita macro.

Se e un caprifico vedrai

  • Una cavita interna ampia e vuota, quasi una grotta, con la buccia spessa e legnosa staccata dalla parte interna.
  • Nella zona vicino all’ostiolo, una corona di stami: filamenti con piccole sacche di polline giallastro-biancastro, che a maturita diventano secchi e polverosi.
  • Piccole strutture tondeggianti, dure, simili a granelli o palline, non a filamenti succosi.
  • Molto spesso insetti minuscoli, neri, lunghi 1-2 mm, vivi o morti, dentro la cavita, e magari qualche forellino sull’ostiolo. Sono le vespe del fico.
  • Al tatto e al morso: consistenza gommosa, spugnosa, sapore insipido o amarognolo, mai dolce e gelatinoso.

Se e un fico da frutto vedrai

  • La cavita riempita quasi completamente da migliaia di filamenti fitti, attaccati alla parete.
  • Quei filamenti, man mano che la stagione avanza, passano dal bianco-verde compatto al rosa, ambra o rosso, con aspetto gelatinoso: e la firma inequivocabile del frutto commestibile.
  • Buccia sottile, con la parte interna aderente, senza grande spazio vuoto.

Questa e la verita botanica dell’albero e non la cambiano ne il concime, ne il solfato di potassio, ne una potatura magica. Un caprifico restera un caprifico. Ed e un errore diffusissimo in Italia: i caprifichi crescono spontanei su muretti, scarpate, ruderi, bordi di strada in tutto il Centro-Sud, nascono da seme diffuso da uccelli, e chi trova una piantina cresciuta da sola la adotta pensando di aver avuto un regalo. Molte delusioni pluriennali nascono esattamente cosi.

Il tranello del colore: non tutti i fichi maturi diventano viola

Prima di condannare l’albero, pero, un avvertimento. Capita spessissimo di aspettare invano che i fichi diventino scuri quando la varieta e semplicemente a buccia verde o gialla: Dottato, Bianco del Cilento, molte varieta locali del Sud restano verdi-giallastre anche a piena maturazione. Ci sono persone che hanno buttato via due raccolti interi convinte che i frutti non fossero pronti, quando invece erano gia perfetti.

I segnali affidabili di maturazione, indipendenti dal colore, sono questi:

  • Il collo si piega. Il fico immaturo sta rigido, perpendicolare al ramo. Il fico maturo si affloscia e punta in basso.
  • Cede alla pressione delle dita come una prugna matura, senza essere marcio.
  • L’ostiolo si apre leggermente e spesso mostra una gocciolina di nettare zuccherino, trasparente o ambrata.
  • La buccia perde il verde vivo e diventa piu opaca, con piccole screpolature superficiali: sono normali, non sono una malattia.
  • Arrivano vespe, api e uccelli. Sono un segnale infallibile, e anche il motivo per cui conviene raccogliere ogni giorno.

Il fico e un frutto climaterico ma poco collaborativo: raccolto verde non matura in fruttiera, o comunque non diventa dolce. Va colto pronto sull’albero, e da quel momento dura pochi giorni.

Seconda mossa: leggere il legno e datare i rami

Se il test del coltello dice che l’albero e femmina, il problema e di tempi o di tagli. E qui serve capire una cosa semplicissima che pochissimi sanno: il fico produce due raccolti su due legni diversi.

  • Fioroni (o fichi fiori): nascono dai primordi formati l’anno precedente sulla punta dei getti, quindi maturano su legno dell’anno prima. In Italia si raccolgono da fine giugno a inizio luglio al Sud, in luglio al Nord. Sono grossi, morbidi, meno dolci, molto delicati.
  • Forniti (o fichi veri): si formano all’ascella delle foglie sui getti nuovi della stagione in corso. Si raccolgono da inizio agosto a fine settembre, fino a ottobre nelle zone piu calde. Sono piu piccoli, piu zuccherini, il raccolto principale.

Come si datano i rami senza esperienza? Facile. Il getto dell’anno e verde o grigio chiaro, liscio, flessibile, con le foglie attaccate e i fichetti alla loro base. Il ramo dell’anno prima e piu grigio, piu duro, ha le cicatrici delle foglie cadute e, sulla punta, le piccole gemme a cupoletta che diventeranno fioroni.

Le varieta che fanno entrambi i raccolti si chiamano bifere, quelle che fanno solo forniti sono unifere. Se il tuo albero non fa mai fichi a luglio, non e malato: e probabilmente unifero.

Il fico che fa solo rami e foglie: cosa e andato storto

Ecco lo scenario piu comune di pianta impazzita. A fine inverno o in primavera qualcuno accorcia tutti i rami con la cesoia, dando una bella forma rotonda alla chioma. Risultato:

  1. Tutti i primordi dei fioroni finiscono nel cesto dei residui di potatura. Addio raccolto di luglio, per almeno due anni.
  2. La pianta reagisce al taglio con un’esplosione di vegetazione: getti lunghissimi, verticali, con foglie enormi. Sono getti troppo vigorosi, che formano pochi frutti e li formano tardi, spesso troppo tardi per farcela prima del freddo.
  3. Il proprietario vede una pianta rigogliosa e sterile, pensa che manchi qualcosa, aggiunge concime azotato, e peggiora tutto: piu foglie, meno fichi.

Il fico e una pianta generosa e resistente, tra le piu tenaci del giardino, ma va potato poco e nel momento giusto. Il taglio drastico ripetuto per contenere le dimensioni e la causa numero uno delle piante che non producono.

Come rimettere in produzione una pianta fuori controllo

Il piano di recupero si distribuisce su due stagioni. Non c’e scorciatoia, ma funziona.

Fine estate, subito dopo la raccolta (agosto-settembre)

E la finestra migliore per intervenire senza sacrificare i fioroni dell’anno dopo. Si opera leggeri:

  • Elimina i polloni alla base e i succhioni verticali interni, quelli che non porteranno mai frutto utile.
  • Diradare, non accorciare: togli interi rami mal posizionati o che si incrociano, invece di spuntare tutte le cime.
  • Apri il centro della chioma alla luce. I fichi maturano bene solo dove arriva il sole.
  • Lascia intatte le punte dei getti dell’anno: la dentro ci sono i fioroni della prossima estate.

Fine inverno (febbraio-marzo), solo se serve

Qui si taglia solo con un obiettivo chiaro. Se vuoi abbassare una pianta troppo alta, accetta di rinunciare ai fioroni per una o due stagioni e concentra tutto sui forniti: si accorcia sul legno vecchio, in modo netto ma non totale, mai piu di un terzo della chioma all’anno. Se invece vivi in una zona dove i forniti arrivano tardi e il freddo li blocca, la scelta corretta e la contraria: potatura minima, conservando il legno dell’anno precedente per puntare sui fioroni, che maturano in pieno luglio con clima favorevole.

Fichi che restano piccoli e duri: il test del coltello per capire se il tuo albero e un caprifico

Diradamento estivo dei frutti inutili

Ad agosto guarda i fichetti sui getti nuovi. Quelli grossi come una noce hanno tempo di arrivare. Quelli che a inizio settembre sono ancora piccoli, verde scuro e duri come una nocciola, sotto i 2-3 centimetri, al Nord non maturano piu: la pianta li portera avanti sprecando energia e li perdera al primo freddo. Toglili e lascia che le risorse vadano ai frutti recuperabili. I fichi verdi rimossi non si buttano: sono ottimi per confetture e conserve, tradizione consolidata in mezza Italia.

Nord e Sud: due problemi opposti

Al Nord (zone 8) il collo di bottiglia e il freddo. Le gelate danneggiano le punte dei rami, cioe proprio dove stanno i fioroni: una pianta che ogni inverno perde i germogli apicali non fara mai il raccolto di luglio. Rimedi: posizione riparata contro un muro esposto a sud, pacciamatura spessa al piede, protezione delle cime con tessuto non tessuto nelle notti critiche, oppure coltivazione in vaso grande (almeno 50-60 litri, con drenaggio abbondante) da ricoverare in un locale fresco e luminoso durante i mesi piu duri. In vaso il fico fruttifica bene proprio perche la costrizione radicale ne calma il vigore, ma va irrigato con regolarita e rinvasato o rinnovato nel substrato ogni due-tre anni.

Al Sud (zone 9-10) il problema e l’opposto: eccesso di vigore e stress da calore. Durante le ondate di caldo il fico si difende lasciando cadere foglie e frutti: e una strategia di sopravvivenza, non una malattia, e la pianta si rivegeta rapidamente quando torna l’acqua. Ma una sospensione totale dell’irrigazione oltre una settimana in pieno luglio costa il raccolto. Nello stesso tempo, troppa acqua nella fase finale di maturazione produce fichi acquosi, insipidi, che si spaccano all’ostiolo e ammuffiscono: la gestione ideale e acqua regolare durante l’ingrossamento e riduzione controllata nelle ultime due settimane prima della raccolta. E un dettaglio che separa i fichi buoni dai fichi mediocri sullo stesso albero.

E se e davvero un caprifico? Non abbatterlo

Hai fatto il test del coltello, hai trovato stami secchi e vespe. Male, ma non e un disastro. Tre opzioni sensate:

  • Innesto. Il caprifico e un portinnesto eccellente, rustico e ben radicato. A fine inverno o in primavera si innesta con marze di una varieta buona locale (a corona, a spacco o a gemma), sfruttando l’apparato radicale gia adulto. In due-tre anni hai un albero produttivo.
  • Ceppaia da rinnovo. Taglio basso e rinnovo con innesto sui getti nuovi, piu semplice da gestire per chi ha poca mano.
  • Lascialo dov’e se non da fastidio: e la sorgente di polline che permette a molte varieta tradizionali del Sud di allegare i frutti, e le sue bacche sono cibo per uccelli e fauna utile.

Un’ultima raccomandazione pratica, valida per qualsiasi fico: le radici sono superficiali, molto estese in orizzontale e opportuniste. Un fico adulto piantato a un metro e mezzo da un muretto, da un vialetto o dalle fondazioni di casa e un problema che si presentera in futuro. Se stai piantando ora, tienilo ad almeno 4-5 metri dalle strutture, oppure coltivalo in vaso: il fico e una delle piante da frutto che meglio tollerano il contenitore, e in vaso produce spesso prima che in piena terra.

In sintesi: due controlli, non due stagioni

  • Taglia a meta un fico immaturo: stami e cavita vuota = caprifico, filamenti gelatinosi = fico buono.
  • Non aspettare il viola: guarda collo piegato, morbidezza, goccia all’ostiolo.
  • Non potare in primavera se vuoi i fioroni: si interviene dopo la raccolta.
  • Vigore eccessivo e foglie enormi senza frutti = troppo taglio e troppo azoto.
  • A settembre dirada i fichi troppo piccoli: non ce la faranno.

Fonti

Tag:Fico caprifico