Indice dei contenuti
Ogni anno, nei giorni subito dopo il 1° e il 2 novembre, milioni di vasi di crisantemi finiscono nei rifiuti. Fiori un po’ rovinati, foglie che scuriscono, e la convinzione diffusa che il crisantemo dopo la fioritura sia una pianta finita. Non è così. Chrysanthemum × morifolium è una pianta perenne robusta: d’inverno la parte sopra il terreno si ferma, ma le radici restano vive e in primavera mettono nuovi germogli. Lo buttiamo per abitudine, non perché sia morto.
In questa guida vediamo perché fiorisce proprio a novembre, cosa fare del crisantemo in vaso dopo i Santi e il calendario mese per mese per riaverlo in fiore l’anno dopo. È una coltivazione facile, alla portata di chiunque abbia un balcone o un pezzetto di giardino.
Perché il crisantemo fiorisce solo in autunno
Il crisantemo è una pianta a giorno corto. In parole semplici, la pianta misura quanto dura la notte. Finché le notti sono brevi, come in primavera e in estate, fa solo foglie e rami. Quando il buio supera una certa durata, che per molte varietà sta intorno alle 12 ore, nella pianta si accende un interruttore e le gemme cominciano a trasformarsi in boccioli.
Gli studi sui geni della fioritura hanno chiarito bene questo meccanismo. Nelle foglie c’è un gene, chiamato FTL3, che con le notti lunghe produce un segnale che arriva fino alle punte dei rami e fa partire i fiori. Ogni varietà ha la sua soglia: alcune partono prima, altre più tardi. Per questo esistono crisantemi precoci, che fioriscono già a ottobre, e tardivi, che arrivano a fine novembre.
Dal momento in cui si formano i boccioli alla fioritura piena passano in genere 6-8 settimane. Alle nostre latitudini le notti superano le 12 ore dopo l’equinozio d’autunno, a fine settembre. Fate il conto: la fioritura naturale cade tra metà ottobre e novembre, perfettamente in orario per Ognissanti. Non è un caso se nella tradizione italiana è diventato il fiore di questa ricorrenza.
E allora come fanno i vivai a venderlo sempre?
I vivaisti sfruttano proprio questo meccanismo. In serra allungano le notti coprendo le piante con teli scuri, oppure le accorciano accendendo le luci per qualche ora nel mezzo della notte. È una tecnica che si usa da decenni e permette di programmare la fioritura quasi al giorno. Il vaso che comprate a fine ottobre è stato regolato apposta per essere pieno di fiori in quei giorni. A casa vostra, però, la pianta tornerà a seguire il ritmo naturale delle stagioni.
L’errore che blocca la fioritura: la luce di notte
Questo è il punto che quasi nessuno conosce. Basta poca luce durante la notte per far credere alla pianta che la notte sia corta. Le ricerche lo dimostrano bene: anche una breve accensione di luce nel mezzo del buio, soprattutto luce rossa, basta a impedire o ritardare la formazione dei boccioli. È lo stesso trucco usato in serra per bloccare la fioritura.
In città e in casa questo succede senza volerlo. Un crisantemo messo sotto un lampione, vicino al faretto del balcone, alla luce del cancello o davanti a una finestra illuminata fino a tardi può restare verde e pieno di foglie ma senza un fiore. Oppure fiorire a dicembre, quando il freddo rovina tutto. Le guide delle università americane mettono la luce artificiale notturna tra le prime cause di mancata fioritura, insieme a poco sole e cimature troppo tardive.
Cosa fare: da fine agosto in poi tenete il vaso in un angolo che di notte resti davvero buio. Se in giardino c’è un lampione, piantatelo dalla parte opposta della casa.
Crisantemo in vaso: cosa fare dopo i Santi
Quando i fiori sono appassiti, di solito tra metà e fine novembre, ecco i passaggi da seguire.
- Tagliate i rami a 10-15 cm da terra. Usate forbici pulite. Togliete fiori secchi e foglie marce: sono il posto preferito di muffe e parassiti durante l’inverno.
- Controllate le radici. Spesso il vaso da vivaio è piccolo e pieno di radici. Se volete metterlo in giardino, questo è un buon momento, finché il terreno non è gelato.
- Evitate l’acqua ferma. D’inverno il crisantemo teme più il ristagno del freddo. Le radici sempre bagnate marciscono. Togliete il sottovaso o svuotatelo sempre dopo la pioggia.
- Annaffiate poco. Da dicembre a febbraio la pianta riposa: basta che la terra non diventi secca come polvere.
Un consiglio dalla nostra esperienza: non preoccupatevi se in inverno la pianta sembra solo un ciuffo di rami secchi. A febbraio-marzo, alla base, compaiono piccole rosette di foglie nuove. È il segno che tutto è andato bene.
Il crisantemo in giardino d’inverno, regione per regione
Il crisantemo da giardino sopporta bene il freddo, molto meglio di quanto si pensi. Nella maggior parte d’Italia può passare l’inverno all’aperto.
- Pianura Padana e zone collinari del Nord: mettetelo in piena terra in un punto dove l’acqua non ristagna. Coprite la base con 5-8 cm di pacciamatura, cioè uno strato di paglia, foglie secche o corteccia. Protegge le radici dagli sbalzi di gelo e disgelo, che sono il vero pericolo perché possono sollevare la zolla e scoprire le radici.
- Centro, Sud, isole e zone costiere: resta fuori quasi sempre senza protezioni. Basta un terreno che scoli bene.
- In vaso, ovunque: le radici in vaso sono più esposte al gelo rispetto a quelle in piena terra. Spostate il vaso contro un muro, sotto una tettoia o in un balcone riparato dalla pioggia battente. Non serve portarlo in casa al caldo: anzi, il caldo lo farebbe ripartire troppo presto con germogli deboli.
Un’avvertenza onesta: alcuni crisantemi da vaso, soprattutto quelli a fiore grande coltivati per la vendita, sono meno rustici delle varietà da giardino. Non tutti sopravvivono, ma provare non costa nulla. Le forme semplici, a margherita, di solito sono le più resistenti.
Il calendario per farlo rifiorire a novembre
Marzo: il risveglio
Quando vedete i nuovi germogli alla base, togliete i vecchi rami secchi rimasti. Se è in vaso, spostatelo in pieno sole. Il crisantemo vuole almeno 6 ore di sole al giorno: all’ombra fa pochi fiori e rami deboli.
Aprile: divisione o talee
È il mese giusto per rinnovare la pianta. Dopo qualche anno il centro del cespuglio si svuota e invecchia, quindi conviene ringiovanirlo. Avete due strade.
- Divisione: togliete la pianta dal vaso o dal terreno e separate con le mani o con un coltello i ciuffi esterni, ognuno con le sue radici. Il centro vecchio si può scartare. Ripiantate i pezzi in terriccio nuovo.
- Talee di crisantemo: tagliate le punte dei germogli nuovi, lunghe 5-8 cm. Togliete le foglie in basso e infilatele in un vasetto con terriccio leggero mescolato a sabbia o perlite. Tenetele umide e all’ombra luminosa: in 2-3 settimane fanno radici. Da un solo vaso di Ognissanti potete ottenere molte piantine nuove.
Da aprile a metà luglio: la cimatura
La cimatura del crisantemo è il segreto per avere una pianta bassa, compatta e piena di boccioli invece di pochi rami lunghi e spogli. Cimare vuol dire togliere con le dita o con le forbici la punta di ogni ramo, circa 2-3 cm. Al posto di una punta nascono due o tre rami nuovi, e ogni ramo porterà fiori.

Ripetete l’operazione ogni volta che i germogli raggiungono 15 cm circa. Le guide universitarie consigliano in genere 2-3 cimature tra primavera e inizio estate.
Regola d’oro: mai cimare dopo metà luglio. Tra fine agosto e settembre le notti si allungano e partono i boccioli. Se tagliate le punte troppo tardi, togliete proprio le parti che dovevano fiorire, e la pianta non fa in tempo a rifarle prima del freddo.
Estate: acqua e concime
Da maggio ad agosto il crisantemo cresce molto e ha bisogno di acqua regolare, soprattutto in vaso durante i giorni caldi. Annaffiate quando il terriccio è asciutto in superficie, meglio la mattina. Un concime per piante da fiore ogni 15-20 giorni aiuta, ma senza esagerare: troppo azoto fa tante foglie e pochi fiori. Smettete di concimare a fine agosto.
Da settembre a novembre: l’attesa
Ora lasciate fare alla natura. Ricordate solo il buio notturno. A ottobre compaiono i boccioli colorati e tra fine ottobre e novembre la pianta torna in fiore. A volte qualche giorno prima o dopo Ognissanti, a seconda della varietà e del clima dell’anno.
Il crisantemo a margherita: rustico e amico degli impollinatori
Tra le tante forme di crisantemo, quelle che danno più soddisfazione in giardino sono le varietà a margherita, chiamate anche single o daisy. Hanno una sola corona di petali attorno a un bottone centrale giallo, proprio come una grande margherita. Quando sono in piena fioritura, sotto il sole basso di ottobre, regalano un colpo d’occhio davvero bello: un piccolo assaggio di autunno luminoso.
Hanno due vantaggi pratici:
- Sono più rustiche: in genere resistono meglio al freddo e alle piogge rispetto alle forme a palla o a fiore grande e doppio, dove l’acqua resta tra i petali e fa marcire il fiore.
- Sono utili agli insetti: nelle forme doppie i petali coprono il centro del fiore e api e altri insetti non arrivano al polline e al nettare. Nelle forme a margherita il centro è aperto e ben visibile. A fine stagione, quando quasi tutto è sfiorito, api, bombi e sirfidi (quelle piccole mosche a strisce gialle e nere che sembrano vespe, ma sono innocue) le visitano volentieri. Alcuni crisantemi semplici sono inseriti dalla Royal Horticultural Society britannica tra le piante consigliate per gli impollinatori.
Se quest’anno comprate un crisantemo nuovo pensando già al giardino, sceglietene uno a margherita.
Fiore dei defunti in Italia, fiore dell’imperatore in Giappone
In Italia, e in buona parte d’Europa, il crisantemo è legato al ricordo dei defunti. Il motivo è soprattutto pratico: è uno dei pochi fiori che sbocciano in modo naturale e abbondante proprio a inizio novembre, resiste al freddo e dura a lungo. Si è così affermato come il fiore da portare nei cimiteri nei giorni di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti.
In Giappone, invece, ha un significato del tutto diverso. Un crisantemo stilizzato a sedici petali è il simbolo della famiglia imperiale, e il trono dell’imperatore è chiamato Trono del Crisantemo. In autunno si tengono festival e mostre dedicate a questo fiore, simbolo di lunga vita e nobiltà. In Cina e in altri Paesi asiatici è coltivato da secoli e celebrato in poesia e pittura.
Lo stesso fiore, quindi, ha significati opposti nei diversi Paesi. Un buon motivo in più per guardarlo con occhi nuovi e, quest’anno, non buttarlo.
In breve: le cose da ricordare
- Dopo la fioritura tagliate a 10-15 cm, senza buttare la pianta.
- D’inverno niente acqua ferma; al Nord pacciamate la base.
- Ad aprile dividete il cespuglio o fate talee.
- Cimate da aprile a metà luglio, mai dopo.
- Pieno sole d’estate, buio vero di notte da fine agosto.
- Preferite le varietà a margherita: più rustiche e utili per api e sirfidi.
Fonti
- Oda A., Narumi T., Li T., Kando T., Higuchi Y., Sumitomo K., Fukai S., Hisamatsu T. (2012). CsFTL3, a chrysanthemum FLOWERING LOCUS T-like gene, is a key regulator of photoperiodic flowering in chrysanthemums. Journal of Experimental Botany.
- Takahashi et al. (2025). Photoperiodic flowering and AFT/FTL3 gene expression in flowering-time varieties in chrysanthemum. Physiologia Plantarum.
- Higuchi Y., Sumitomo K., Oda A., Shimizu H., Hisamatsu T. (2012). Day light quality affects the night-break response in the short-day plant chrysanthemum, suggesting differential phytochrome-mediated regulation of flowering. Journal of Plant Physiology.
- Yang J., Song J., Jeong B.R. (2022). The flowering of SDP chrysanthemum in response to intensity of supplemental or night-interruptional blue light is modulated by both photosynthetic carbon assimilation and photoreceptor-mediated regulation. Frontiers in Plant Science.
- Purdue University Extension (s.d.). HO-77: Chrysanthemums. Purdue University.
- Lindgren D.T. (s.d.). Garden Chrysanthemums G1711. University of Nebraska-Lincoln Extension.
- Iowa State University Extension (s.d.). Growing Chrysanthemums in Iowa. Iowa State University.
- Utah State University Extension (s.d.). Growing Chrysanthemums in the Home Garden. Utah State University.
- University of Missouri IPM (2023). Winter Care of Hardy Mums. Missouri Environment and Garden.
- Royal Horticultural Society (s.d.). Chrysanthemum indicum – RHS Plants for Pollinators. RHS.





