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Lo trovi sul pavimento della cucina o sullo zerbino: una pozza di vomito e, in mezzo, un verme bianco lungo come uno spaghetto che magari si muove ancora. Fa impressione, è normale. Ma un verme nel vomito del gatto non è un mistero. È un indizio preciso. Nella grande maggioranza dei casi si tratta dell’ascaride del gatto, il cui nome scientifico è Toxocara cati. Capire cos’è, da dove arriva e dove lascia le sue uova serve a proteggere il gatto, ma anche i bambini, l’orto e il giardino.
Come riconoscere l’ascaride: lo spaghetto che si arriccia
L’ascaride adulto è un verme tondo, cioè ha la sezione rotonda come un filo. È liscio, di colore bianco o color crema, e di solito misura tra 3 e 10 centimetri. Le femmine sono le più lunghe. Appena uscito dal gatto tende ad arrotolarsi a molla o a spirale, e può muoversi ancora per un po’. Se lo guardi con una lente, sulla testa si vedono due piccole alette laterali che la fanno sembrare la punta di una freccia. È proprio da lì che arriva il soprannome di vermi bianchi a spaghetto.
Non tutti i vermi che escono da un gatto, però, sono ascaridi. Ecco come distinguerli a colpo d’occhio:
- Ascaride (Toxocara cati): tondo, liscio, tutto di un pezzo, a forma di spaghetto. Lo trovi nel vomito o nelle feci.
- Tenia dei roditori (Taenia taeniaeformis): è piatto come un nastro e diviso in tanti segmenti. Può essere lungo anche parecchie decine di centimetri. Il gatto la prende mangiando topi e arvicole. Ogni tanto viene vomitata intera, e allora sembra un lungo nastro bianco a fettuccia.
- Tenia delle pulci (Dipylidium caninum): quasi mai la vedi intera. Vedi i suoi pezzetti, simili a chicchi di riso o semi di cetriolo, attaccati al pelo vicino all’ano o nella cuccia. Il gatto la prende ingoiando le pulci mentre si lecca.
La differenza conta perché i farmaci non sono sempre gli stessi. Alcuni vermifughi colpiscono bene i vermi tondi ma non le tenie, e viceversa. Per questo il consiglio più utile è anche il più semplice: conserva il verme e portalo al veterinario.
Perché il gatto che caccia si riempie di vermi
L’ascaride ha un trucco evolutivo molto furbo. Le uova escono con le feci del gatto e finiscono nella terra. Lì non sono subito pericolose: devono maturare per alcune settimane, più in fretta se fa caldo e c’è umidità. Dentro ogni uovo si forma una piccola larva. A quel punto l’uovo diventa infettivo.
Se lo ingoia un altro gatto, il ciclo si chiude. Ma spesso a ingoiarlo sono topi, arvicole, uccelli, lombrichi, scarafaggi e altri piccoli animali. In loro la larva non diventa adulta: resta ferma nei muscoli e negli organi, come in una sala d’attesa. Gli scienziati li chiamano ospiti paratenici, cioè ospiti di passaggio. Quando il gatto caccia e mangia la preda, riceve in un colpo solo tutte le larve che la preda aveva accumulato. Le prede più importanti in questo senso sono proprio i piccoli roditori.
Per questo il gatto che caccia topi in giardino, nei campi o nelle stalle si infesta molto più spesso del gatto di appartamento. Gli studi lo confermano. In Canada, per esempio, l’ascaride è il verme più comune del gatto. Lo si trova nel 10-30% dei gatti randagi o dei rifugi, contro meno del 5% dei gatti di casa sani. Anche le analisi su scala mondiale indicano che i gatti liberi di girare sono i più colpiti.
C’è poi un’altra via, che riguarda i cuccioli. La mamma gatta può passare le larve ai piccoli con il latte. Ecco perché anche gattini di poche settimane, che non hanno mai cacciato, possono avere la pancia gonfia e piena di vermi.
Un verme nel vomito è un’emergenza?
Di solito no, ma va preso sul serio. Un gatto adulto che vomita un verme non è per forza un gatto trascurato. Spesso è solo un ottimo cacciatore. Conosco proprietari di gatti di campagna che vengono sverminati con regolarità e che, nonostante questo, ogni tanto vomitano un verme. Il motivo è semplice: chi mangia anche diversi topi al giorno si reinfesta in continuazione, e il vermifugo uccide i vermi presenti ma non protegge per mesi.
Detto questo, un gatto che arriva a vomitare vermi ne ha probabilmente parecchi nell’intestino. Non serve correre al pronto soccorso veterinario di notte, ma è bene prenotare una visita nei giorni successivi. Bisogna invece chiamare subito il veterinario in questi casi:
- si tratta di un gattino (nei piccoli tanti vermi possono bloccare l’intestino);
- il gatto vomita più volte, non mangia, è debole o ha diarrea;
- la pancia è molto gonfia e dura;
- il gatto è anziano o ha già altre malattie.
Meglio evitare il fai da te con prodotti comprati a caso. Il veterinario sceglie il farmaco giusto in base al tipo di verme, al peso del gatto e alla sua salute. A volte serve ripetere il trattamento. E attenzione agli antiparassitari per le pulci: usate solo prodotti specifici per gatti. Alcuni antipulci per cani contengono sostanze come la permetrina, che per il gatto possono essere mortali.
Cosa fare subito: il verme e la pulizia
Ecco i passaggi pratici, in ordine:
- Metti i guanti monouso.
- Raccogli il verme con un fazzoletto o una paletta e mettilo in un barattolino con tappo, ad esempio quello per le analisi delle urine. Aggiungi un goccio d’acqua o di alcol e tienilo in frigo fino alla visita. Se puoi, fagli anche una foto vicino a un righello.
- Togli il vomito con carta assorbente e chiudila in un sacchetto ben legato, da buttare nell’indifferenziato. Non buttarlo nel compost e non nel water se il tuo impianto scarica in una fossa che finisce sul terreno.
- Lava la superficie con acqua calda e detergente, strofinando. Le uova dell’ascaride sono molto resistenti e molti disinfettanti comuni non le uccidono. L’azione meccanica, cioè lavare via, e l’acqua molto calda o il vapore sono le armi migliori.
- Lavati bene le mani con acqua e sapone, anche se hai usato i guanti.
Una buona notizia: le uova appena uscite dal gatto non sono ancora infettive. Servono settimane perché maturino. Per questo pulire la lettiera ogni giorno riduce moltissimo il rischio in casa. Il pericolo vero è fuori, nella terra, dove le uova hanno il tempo di maturare.
Le uova nella terra: orto, aiuole, sabbiera e vasi
Qui l’ascaride diventa un tema da giardinieri. Il gatto ama fare i bisogni nella terra morbida e smossa, quella che noi prepariamo con cura: l’aiuola appena vangata, l’orto seminato, i vasi grandi del terrazzo e soprattutto la sabbiera dei bambini. Le uova, una volta mature, possono restare vive nel terreno per mesi e anche per anni. Resistono al freddo dell’inverno e sopravvivono meglio all’ombra e nel terreno umido.
Non è un rischio teorico. In Belgio, nelle Fiandre, sono state trovate uova di Toxocara nel 14% delle sabbiere dei parchi pubblici esaminate. In Polonia vent’anni di studi hanno mostrato una presenza costante di uova nei terreni di città e campagna. In Italia, ad Ancona, una ricerca ha trovato uova nel terreno delle aree verdi urbane e anticorpi contro il parassita in una parte della popolazione. E in Inghilterra uno studio del 2022 ha trovato per la prima volta in Europa uova di Toxocara su lattuga, spinaci, cipollotti e sedano coltivati negli orti comunitari, oltre che nella terra degli stessi orti.
Toxocariasi nell’uomo: perché i bambini sono i più esposti
L’uomo non prende l’ascaride dal gatto accarezzandolo. Ci si infetta ingoiando le uova mature, cioè quelle rimaste per settimane nella terra. Una volta nel nostro corpo, la larva non riesce a diventare adulta. Si comporta come nel topo: vaga nei tessuti e poi si ferma. Questa infezione si chiama toxocariasi.

Nella maggior parte dei casi passa senza sintomi o con disturbi lievi e vaghi. A volte però le larve possono causare problemi seri:
- forma viscerale: febbre, tosse, mal di pancia, fegato ingrossato, se le larve migrano negli organi;
- forma oculare: una larva arriva nell’occhio e può ridurre la vista, di solito da un solo lato;
- forme nascoste o neurologiche, più rare e ancora studiate.
I più esposti sono i bambini piccoli, che giocano nella sabbia e nella terra e si mettono spesso le mani in bocca. Per molto tempo la colpa della toxocariasi è stata data quasi solo all’ascaride del cane, Toxocara canis. Oggi i parassitologi chiedono di rivalutare il ruolo di quello del gatto, che è stato a lungo sottovalutato. I gatti, infatti, fanno i bisogni proprio dove giocano i bambini: nella terra morbida e nelle sabbiere. Se in famiglia ci sono persone con difese immunitarie basse o donne in gravidanza, valgono le stesse attenzioni, con ancora più cura.
Come proteggere orto, giardino e sabbiera
Non serve vivere nella paura. Bastano poche abitudini costanti:
- Copri la sabbiera ogni sera con un telo o un coperchio rigido. È la misura più efficace in assoluto. Se resta scoperta, cambia la sabbia almeno una volta l’anno.
- Proteggi le aiuole appena seminate con rete, tessuto non tessuto o rametti spinosi stesi sulla terra. Il gatto evita di scavare dove non trova terra morbida e libera.
- Offri al gatto un’alternativa: un angolo del giardino con sabbia o terra smossa, lontano dall’orto e dai giochi, che puoi pulire spesso.
- Usa sempre i guanti quando lavori la terra, e lavati bene le mani dopo, anche sotto le unghie.
- Non mettere feci di gatto nel compost che userai per l’orto. Il compost casalingo spesso non scalda abbastanza da uccidere le uova.
- Lava bene la verdura, soprattutto quella che si mangia cruda e cresce vicino al suolo: insalate, spinaci, ravanelli, fragole. Togli prima la terra, poi lava sotto acqua corrente strofinando foglia per foglia. L’ammollo da solo non basta: è lo sfregamento che stacca le uova.
- Insegna ai bambini a lavarsi le mani dopo aver giocato fuori e prima di mangiare, e a non mettere in bocca terra o sabbia.
Sverminare il gatto: ogni quanto?
La domanda più frequente è: ogni quanto devo sverminare il gatto? La risposta dipende dal suo stile di vita. Le linee guida europee ESCCAP, il gruppo di esperti di parassiti degli animali da compagnia, danno queste indicazioni generali:
- gattini: a partire dalle 3 settimane di vita, ogni 2 settimane fino a 2 settimane dopo lo svezzamento, poi una volta al mese fino ai 6 mesi. Anche la mamma va trattata insieme ai piccoli;
- gatti adulti che escono e cacciano: almeno 4 volte l’anno, cioè ogni 3 mesi. Per i grandi cacciatori di topi o per chi vive con bambini piccoli o persone fragili si arriva anche a una volta al mese, oppure si fanno esami delle feci regolari;
- gatti di casa che non escono: di norma bastano 1-2 trattamenti l’anno, o un esame delle feci periodico.
Gli esperti sottolineano che trattare il gatto ogni 3 mesi riduce molto la quantità di uova sparse nell’ambiente, ma non sempre la azzera. Per un gatto di campagna che caccia ogni giorno può non bastare. Il calendario giusto lo decide il veterinario. Ricorda anche di tenere a bada le pulci tutto l’anno, perché portano la tenia. In Italia, con inverni miti nelle zone di pianura e costa, le pulci restano attive per molti mesi.
In breve
Un verme bianco a spaghetto nel vomito del gatto è quasi sempre un ascaride, preso mangiando topi e altre piccole prede. Per il gatto adulto non è un’emergenza, ma è il segnale che va sverminato e controllato dal veterinario. Il rischio vero per la famiglia non è il gatto in sé, ma la terra dove lascia le uova: orto, aiuole, vasi e sabbiera. Sabbiera coperta, guanti in giardino, verdura lavata strofinando, mani pulite e un gatto sverminato con regolarità bastano a tenere il problema sotto controllo.
Fonti
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- ESCCAP UK and Ireland (2017). Deworming Frequency Advice for cats and dogs living in the UK. ESCCAP UK.
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- Autori vari (2023). A walk on the wild side: A review of the epidemiology of Toxocara canis and Toxocara cati in wild hosts. International Journal for Parasitology: Parasites and Wildlife.
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- Autori vari (2016). Toxocara in sandpits of public playgrounds and kindergartens in Flanders (Belgium). Veterinary Parasitology: Regional Studies and Reports.
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- Merck Manual Consumer Version. Toxocariasis (Visceral Larva Migrans; Ocular Larva Migrans). Merck and Co.

