Tutti la chiamano Piramide di Chichén Itzá, ma questo è il nome della località che la ospita. Il nome più corretto sarebbe Piramide di Kukulkán, ovverosia il dio Maya a cui è stata dedicata tra il IX e il XII secolo d.C.. Sono tantissimi i turisti che riescono a visitarla ogni anno, attratti dalle tante leggende che circolano attorno a questo monumento, oltre alla sua oggettiva perfezione architettonica. C'è un rito che chi l'ha vista solo in foto probabilmente non conosce: quello di battere le mani quando si è davanti alla scalinata. Il modo corretto per farlo è battere le mani rapidamente per tre volte consecutive, a palmo aperto.
Lo ha spiegato la content creator italiana Valentina Raso, che ha visitato il Messico poche settimane fa. Basta limitarsi a battere le mani e fare silenzio per sentire un particolare suono di 'ritorno', che 'rimbalza' sui gradini e genera una eco. Quel suono è curiosamente simile a quello di un volatile. E non è un caso: l'intera Piramide è dedicata proprio a un uccello sacro per i Maya: il Quetzal. "Non è una coincidenza: la forma dei gradini, l'altezza, l'inclinazione sono tutte state progettate per modificare il suono", che nell'intenzione dei Maya doveva essere un linguaggio 'simbolico' rivolto agli Dei. Negli istanti finali del video, si vede un gruppo di oltre dieci persone battere la mani all'unisono, coordinato da una guida turistica: l'eco di mani ricorda moltissimo il suono di un pennuto di medie dimensioni.
Non solo il suono dell'uccello: altre curiosità sulla Piramide di Chichén Itzá
Oggi - basta guardare il video - la piramide è un edificio maestoso ma piuttosto isolato. Un tempo non era così: nei secoli di maggiore splendore, la località di Chichén Itzá vantava quartieri residenziali, mercati e sistemi idrici avanzati. Non solo: all'interno della Piramide ne esiste un'altra più antica, all'interno della quale sono stati trovati reperti importantissimi per la storia messicana: il Trono del Giaguaro Rosso e una statua chiamata Chac Mool. Non tutti sanno che i gradini sono 365, come i giorni dell'anno. La sorpresa è che l'orientamento dell'edificio è leggermente imperfetto e non punta con precisione ai quattro punti cardinali. Si pensa, infatti, che potrebbe essere collegata a cicli astronomici più complessi, come quello di Venere, un pianeta particolarmente caro ai Maya.

Sotto la piramide, inoltre, c'è un 'cenote' (cavità di acqua dolce) naturale. Secondo le credenze Maya, questi erano porte per l'aldilà, dunque costruire un tempio sopra un cenote aveva un fortissimo significato simbolico. Parlando di simboli, le decorazioni che vediamo oggi sono affascinanti, ma nei primi decenni dal completamento dei lavori, la piramide era dipinta di colori vivaci, in particolare rosso, blu e verde. Oggi vediamo la pietra 'spogliata. Nelle intenzioni dei creatori, tuttavia, l'edificio doveva avere un aspetto molto più impressionante e 'vivace'. Guardando il video, si capisce meglio come 'suona' l'edificio:
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