Linguista spiega l'origine della lettera H: quasi nessuno la conosce

La lettera 'H' è sempre stata una delle più particolari del nostro alfabeto. Ci hanno insegnato che è muta, ma è anche vero che esistono alcune esclamazioni comunissime nell'italiano parlato (e in parte anche nello scritto) che un suono aspirato ce l'hanno. "Ah", "Eh", "Mah" hanno tutti foni aspirati. La forma della H maiuscola è molto netta, precisa e semplice da realizzare graficamente. La tiktoker @_historicamente, esperta di lingue, ha raccontato la storia di questa lettera ed è molto più lunga di quello che in molti pensano. "La forma della lettera H deriva da un recinto", afferma nei primi istanti del video. "A vederla così forse non si direbbe ma il suo aspetto originario non lascia spazio a dubbi", aggiunge. Ecco com'era svariati secoli fa:

L'antenata della H moderna era la rappresentazione di un recinto
L'antenata della H moderna era la rappresentazione di un recinto

Ma perché proprio un recinto? La tiktoker spiega: "La lettera H fa la sua prima comparsa agli inizi del II millennio a.C.. in alcune iscrizioni protoalfabetiche ritrovate sul Sinai, in Egitto, che appartenevano ad un popolo di lingua semitica. In questa prima fase, la lettera ha ancora un orientamento orizzontale, ma alcuni secoli dopo la troviamo ruotata verticalmente in protofenicio". I fenici chiamavano questa lettera 'Het', che nelle lingue semitiche significava "recinto" o "staccionata". Secondo la linguista, la teoria più plausibile è che fu ideata a partire da un geroglifico egizio che indicava questo tipo di oggetto. Già ai tempi dei Fenici, questa lettera corrispondeva a una consonante faringale, dunque un'aspirazione abbastanza forte.

L'origine complessa della lettera H

Dai Fenici, questa lettera passò ai Greci, che la chiamavano 'Eta' e la disegnavano come un rettangolo leggermente più alto che largo con una linea al centro. Con il passare del tempo, i due tratti superiori e inferiori scomparvero, acquisendo la forma a noi più familiare. "Dal momento che in Grecia esistevano numerosi dialetti, la lettera Eta poteva avere diverse pronunce. Nei dialetti che avevano i suoni aspirati, mantenne la stessa pronuncia fenicia; in quelli che non avevano aspirazione, la lettera passò da consonante a vocale, come la e aperta di miele in italiano".

Ai Romani, di queste due pronunce, giunse la prima, quella aspirata. Nel latino classico, la 'H' indicava aspirazione a inizio parole. Curiosamente, però, ai tempi di Giulio Cesare solo i latini più colti usavano l'H aspirata, mentre tra i popolani quest'uso andò scomparendo, già in età imperiale. "Questo spiega perché in italiano noi abbiamo la H ma è un suono muto. Lo possiamo definire un relitto grafico". Nei commenti c'è chi fa notare che la 'H' non si pronuncia ma è una consonante che modifica radicalmente il significato delle parole. Quante volte alle elementari il nostro compagno di classe è stato sgridato per aver scritto "hanno" senza "h"? Per chi fosse interessato ai temi linguistici, segnaliamo la spiegazione di perché si dice Tizio, Caio e Sempronio.

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