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Oggi l'Italia celebra l'81° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, una ricorrenza istituita nel 1946 che ricorda gli eventi del 25 aprile 1945, quando partigiani e cittadini insorsero contro l'occupazione costringendo alla resa tedeschi e fascisti ancora prima dell'arrivo delle forze alleate. Tra il 21 e il 28 aprile città come Bologna, Genova e Venezia vennero progressivamente liberate, completando la fine del regime al Nord.
Quella data segna l'avvio del cammino che porterà al referendum del 2 giugno 1946 tra monarchia e repubblica, alla nascita della Repubblica Italiana e alla stesura della Costituzione. Per questo il 25 aprile resta un monito a custodire i valori conquistati con la Resistenza, un giorno di riflessione e di impegno civile prima ancora che una festa nazionale. Nel sentire diffuso emerge oggi un richiamo costante all'unità nazionale contro ogni forma di dittatura, accompagnato dal desiderio di ribadire con forza il carattere antifascista della giornata.
Le frasi più significative sul 25 aprile
Tra le voci che hanno saputo raccontare il senso di questa giornata c'è quella di Enzo Biagi: «25 Aprile. Una data che è parte essenziale della nostra storia: è anche per questo che oggi possiamo sentirci liberi. Una certa Resistenza non è mai finita». Sulla stessa linea il pensiero di Vinicio Capossela, che invita a rinnovare ogni giorno il significato della ricorrenza: «Il 25 aprile non è desueto, non è da abolire, è da rinnovare ogni giorno».
Particolarmente intenso il ricordo poetico di Giuseppe Colzani, che riporta alla notte della Liberazione vissuta da un ragazzo di diciassette anni: «Avevo Due Paure / La prima era quella di uccidere / La seconda era quella di morire». Versi che si saldano con il monito di Giuseppe Ungaretti dedicato ai caduti della Resistenza: «Qui vivono per sempre gli occhi che furono chiusi alla luce perché tutti li avessero aperti per sempre alla luce».
Le citazioni sulla libertà e contro ogni fascismo
Sul valore della libertà restano fondamentali le parole di Sandro Pertini, figura che anche oggi viene rievocata come simbolo dell'antifascismo italiano: «È meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature». Pietro Calamandrei le accosta a una metafora ormai entrata nel linguaggio comune: «La libertà è come l'aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare». Nelson Mandela aggiunge una prospettiva universale: «Essere liberi non significa solo sbarazzarsi delle proprie catene, ma vivere in un modo che rispetta e valorizza la libertà degli altri».
Sul versante antifascista, Leonardo Sciascia avverte: «Quando tra gli imbecilli ed i furbi si stabilisce una alleanza, state bene attenti che il fascismo è alle porte». Oriana Fallaci individua come tratto distintivo della dittatura «l'ignoranza, il disprezzo per la cultura, l'analfabetismo», mentre Liliana Segre ricorda che «coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l'indifferenza». Primo Levi sintetizza: «Il fascismo è ovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità di esprimere ed attuare la sua volontà». Michela Murgia chiude il cerchio: «Il fascismo è violento e antidemocratico perché non riconosce avversari con cui confrontarsi, ma solo nemici da abbattere». Non manca, in queste ore, chi accosta alle voci italiane anche un ringraziamento esplicito agli Alleati anglo-americani, ricordando come il loro contributo abbia tracciato la via della democrazia repubblicana: una sottolineatura storica che torna ciclicamente nelle riflessioni di questa giornata.
Le celebrazioni nei luoghi simbolo della Resistenza
Una delle cerimonie più toccanti si tiene oggi a San Martino di Monte Sole, sull'appennino bolognese, con le commemorazioni dei caduti dell'eccidio di Marzabotto, il più grave in Europa per mano nazifascista, con 770 vittime. Alle 10.15 i saluti di Isabel Mesoraca per l'Anpi Marzabotto, seguiti dagli interventi di Valter Cardi, della sindaca Valentina Cuppi, del segretario generale della Fiom Michele De Palma, della scrittrice Concita De Gregorio e dell'attivista Luciana Castellina.
A Casa Cervi, a Gattatico, è in programma la grande festa con musica e l'apertura del museo dedicato alla famiglia a cui il regime fascista uccise sette membri: alle 14 è atteso l'intervento del presidente della Regione Michele de Pascale. A Reggio Emilia partecipa alle celebrazioni in piazza lo scrittore Antonio Scurati. A Bologna, in mattinata, picchetto militare d'onore e omaggio al sacrario dei caduti in piazza Nettuno, mentre via del Pratello ospita la festa più popolare della città. Per chi volesse approfondire il quadro completo degli appuntamenti nelle principali città italiane, sono numerose le iniziative previste anche fuori dall'Emilia-Romagna.
Le iniziative diffuse nel territorio bolognese
- A San Pietro in Casale, nel Parco della Memoria, Ciclata della Resistenza con i canti del Coro delle mondine di Bentivoglio
- A Calderara di Reno, in piazza Marconi, lo spettacolo "Il Duce delinquente" con Aldo Cazzullo e Moni Ovadia
- A Castenaso, alle 15, lo spettacolo "Sorelle Resistenti" dedicato al ruolo delle donne nella Resistenza
- A Imola, dalle 17 in piazza Gramsci, "Concerti, persone e parole antifasciste" fino a tarda sera
- A Sasso Marconi, alle 14, la camminata "Memoria in cammino" da Piazza dei Martiri al Borgo di Colle Ameno
Le commemorazioni di quest'anno arrivano dopo le polemiche sui tagli ai memoriali della Resistenza di Marzabotto, Casa Cervi e Fossoli, fondi che il Governo ha promesso di reintegrare. Resta intanto alta l'attenzione su Predappio, dove Forza Nuova ha annunciato un convegno proprio nella giornata di oggi nonostante il divieto della prefettura. Una scelta che, nel clima di partecipazione diffusa registrato in queste ore intorno alle iniziative ufficiali, viene letta da molti come una provocazione stridente rispetto al senso civile della ricorrenza. Sul fronte meteo, intanto, le previsioni per il ponte indicano una svolta dopo i temporali dei giorni scorsi, condizione che potrebbe favorire l'affluenza alle cerimonie all'aperto.




