Francia, la legge del 2011 che costa ai turisti fino a 150 euro di multa

Un viaggio in Francia può trasformarsi in una spesa imprevista per chi ignora una norma in vigore dal 2011: coprirsi il volto in luoghi pubblici è vietato, e la sanzione arriva fino a 150 euro. Una regola che tocca anche i turisti britannici, spesso ignari delle conseguenze, e che il Foreign, Commonwealth and Development Office (FCDO) ricorda esplicitamente nelle sue indicazioni di viaggio per il Paese.

Cosa prevede la legge francese sul volto coperto

Il divieto riguarda qualsiasi indumento o accessorio utilizzato per nascondere il viso negli spazi pubblici: passamontagna, veli integrali, maschere. Non si tratta di una norma simbolica. Le forze dell'ordine francesi possono fermare chi viola la regola e applicare la sanzione amministrativa fino a 150 euro, indipendentemente dalla nazionalità della persona fermata.

La guida del FCDO è netta sul punto: "Questo include passamontagna, veli integrali o qualsiasi altro indumento o maschera utilizzato per nascondere il volto. Si rischia una multa fino a 150 euro in caso di mancato rispetto". Il messaggio è rivolto in particolare ai cittadini britannici, che dopo la Brexit affrontano controlli più stringenti alle frontiere e una maggiore esposizione a procedure di polizia in territorio francese.

Pene severe per chi obbliga altri a coprirsi il volto

La normativa colpisce anche chi impone a un'altra persona di nascondere il viso. In questo caso le conseguenze sono ben più pesanti: un anno di carcere e una multa fino a 30.000 euro. Se la persona costretta è minore di 18 anni, la pena raddoppia, salendo a due anni di reclusione e 60.000 euro di sanzione pecuniaria.

Il FCDO chiarisce un aspetto che molti viaggiatori sottovalutano: la legge si applica anche ai turisti. Non esiste alcuna esenzione legata al passaporto o alla durata del soggiorno. Chi attraversa la Manica per qualche giorno di vacanza a Parigi, in Provenza o sulla Costa Azzurra è soggetto alle stesse regole dei residenti.

Tasso alcolemico più basso che nel Regno Unito

Un altro punto critico riguarda chi si mette al volante. Le norme francesi sulla guida in stato di ebbrezza sono definite "strict" dal FCDO, e per una ragione precisa: il limite legale di alcol nel sangue è inferiore di un terzo rispetto a quello vigente in Inghilterra e Galles. Un bicchiere di vino in più a pranzo può fare la differenza tra una multa salata e un viaggio tranquillo.

I controlli stradali sono frequenti. Le pattuglie francesi effettuano test regolari sia per l'alcol che per le sostanze stupefacenti, e le conseguenze in caso di positività vanno dalle sanzioni economiche alla sospensione della patente, fino al carcere nei casi più gravi. Per i viaggiatori britannici abituati a soglie più permissive, l'adattamento richiede attenzione.

Altre regole pratiche da conoscere

Oltre ai due punti principali, il FCDO segnala alcune indicazioni utili per chi pianifica un soggiorno in Francia:

  • Documenti d'identità sempre a portata di mano: la polizia francese può chiedere di esibirli in qualsiasi momento.
  • Kit obbligatorio per chi guida: giubbotto catarifrangente, triangolo di emergenza e, in alcune zone, pneumatici invernali tra novembre e marzo.
  • Limitazioni al traffico nelle grandi città come Parigi, Lione e Grenoble, dove vigono zone a basse emissioni con vignette ambientali (Crit'Air) obbligatorie.

Perché questa regola esiste

La legge sul divieto di coprirsi il viso è stata introdotta nel 2010 ed è entrata in vigore l'anno successivo. Il dibattito che l'ha accompagnata è stato acceso in Francia e in Europa, ma la norma è rimasta saldamente in vigore. La Corte europea dei diritti dell'uomo ne ha confermato la legittimità nel 2014, respingendo il ricorso di una cittadina francese che ne contestava la compatibilità con la libertà di religione e di espressione.

Per i turisti, la questione pratica resta semplice: in luoghi pubblici, dalle stazioni della metro di Parigi alle spiagge di Nizza, dai mercati provenzali ai centri storici di Lione e Marsiglia, il volto deve essere visibile. Sciarpe alzate per il freddo o cappellini calati non rientrano nella casistica problematica, ma qualsiasi accessorio pensato esplicitamente per nascondere i lineamenti può attirare l'attenzione delle forze dell'ordine.

Conoscere queste regole prima di partire significa evitare brutte sorprese al ritorno. Una multa di 150 euro per un gesto fatto senza pensarci, magari in una giornata fredda o ventosa, può rovinare il bilancio di una vacanza. La consapevolezza resta lo strumento più efficace per chi attraversa la Manica con la valigia in mano.