Bougainvillea: i petali colorati non sono fiori, sono foglie modificate

La Bougainvillea deve il suo nome a Louis Antoine de Bougainville, navigatore francese che la incontrò in Brasile durante la spedizione del 1768. Il botanico Philibert Commerçon la descrisse per la prima volta a Rio de Janeiro, ma quello che chiamiamo "fiore" non è un fiore: le porzioni colorate sono brattee, foglie modificate che racchiudono al centro tre piccoli fiori tubolari biancastri. Il genere comprende circa diciotto specie originarie del Sud America, ma ne sono tre quelle che hanno generato la quasi totalità delle varietà coltivate nel mondo.

Le tre specie madri della Bougainvillea

La Bougainvillea spectabilis è la più rustica e vigorosa. Presenta fusti spinosi robusti, foglie pelose e brattee che virano dal magenta al rosa intenso. Tollera temperature più basse rispetto alle altre specie e raggiunge facilmente i 12 metri di altezza quando trova un supporto. Fiorisce in modo massiccio una o due volte l'anno con periodi di riposo netti.

La Bougainvillea glabra, talvolta chiamata "carta da parati" per la consistenza papiracea delle brattee, ha foglie glabre, spine più sottili e una fioritura quasi continua nei climi caldi. Le brattee classiche sono violette o lilla. È la specie preferita per la coltivazione in vaso e per le forme a bonsai, perché tollera meglio le potature drastiche e fiorisce anche su esemplari giovani.

La Bougainvillea peruviana ha portamento più aperto, spine corte e brattee tipicamente rosa magenta o porpora. Fiorisce in risposta a periodi di siccità seguiti da piogge, comportamento ereditato dalle popolazioni andine selvatiche.

Gli ibridi che dominano il mercato

La maggior parte delle bougainvillee in commercio non appartiene a una specie pura ma a complessi ibridi. Il gruppo Bougainvillea × buttiana, nato dall'incrocio spontaneo tra B. glabra e B. peruviana osservato per la prima volta a Cartagena in Colombia, ha dato origine a cultivar storiche come 'Mrs Butt' (rosso cremisi), 'Louis Wathen' (arancio) e 'Killie Campbell' (arancio bronzato).

Da queste linee derivano centinaia di varietà selezionate per colore, dimensione e abito di crescita:

  • 'Barbara Karst': brattee rosso magenta brillante, una delle più diffuse nei climi mediterranei
  • 'California Gold': brattee giallo dorato che sbiadiscono verso il crema
  • 'Raspberry Ice': foglie variegate verde e crema, brattee rosa
  • 'Double Pink' e 'Double Red': forme con brattee multiple sovrapposte, simili a piccole rose
  • 'White Stripe': brattee bianche pure, più delicate e meno vigorose

Perché i colori cambiano nel tempo

Una caratteristica curiosa di molte cultivar è la variazione cromatica delle brattee con l'invecchiamento. 'Mary Palmer' produce sullo stesso ramo brattee bianche e magenta, talvolta sulla stessa infiorescenza. Il fenomeno dipende dalla concentrazione di betalaine, pigmenti azotati che la Bougainvillea condivide con la barbabietola e il fico d'India ma non con la maggior parte delle altre piante a fiore. La sintesi di questi pigmenti varia con la temperatura, l'esposizione luminosa e il pH cellulare, motivo per cui la stessa pianta può produrre tonalità leggermente diverse in stagioni diverse.

Le betalaine spiegano anche perché le bougainvillee non producono mai brattee blu pure: la via biosintetica si ferma alle tonalità rosso-magenta, viola e gialle, escludendo gli antociani responsabili dei blu in altre piante. Curiosamente, in natura esistono anche strategie opposte per ottenere colori intensi senza pigmenti: il ragno pavone, ad esempio, assorbe quasi tutta la luce incidente per far risaltare le sue squame iridescenti.

Forme di crescita e usi in giardino

Le cultivar nane come 'Pixie' e 'Singapore Pink' raramente superano il metro e mezzo e sono adatte a vasi e bordure. Le forme rampicanti tradizionali, lasciate libere su pergolati e muri esposti a sud, possono coprire superfici di oltre 30 metri quadri in pochi anni. Esistono anche selezioni a portamento prostrato, utilizzate come copertura del suolo nei climi caldi e su scarpate.

La fioritura è regolata dal fotoperiodo e dallo stress idrico controllato: irrigazioni eccessive favoriscono la crescita vegetativa a scapito delle brattee, mentre brevi periodi di asciutto stimolano la produzione di gemme fiorali. Per questo motivo le bougainvillee in vaso fioriscono spesso meglio delle stesse piante messe a dimora in terreno troppo ricco.

La resistenza al freddo varia molto tra le specie e gli ibridi. B. spectabilis sopporta gelate brevi fino a circa -3 °C, mentre B. glabra e la maggior parte degli ibridi soffrono già sotto i 5 °C. Lungo le coste tirreniche e ioniche sono diventate elementi caratteristici del paesaggio, ma nel nord Italia richiedono ricovero invernale o coltivazione in serra fredda.