Famiglia nel bosco di Palmoli, la figlia più piccola in ospedale: cosa è successo

La figlia più piccola di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la coppia della cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli, è ricoverata in ospedale dalla giornata di domenica. La bambina sarebbe stata trasportata in struttura sanitaria a seguito di una crisi respiratoria, riconducibile con tutta probabilità a una reazione di natura allergica. Il ricovero, secondo quanto trapelato, è stato disposto in via precauzionale dai medici, in accordo con la pediatra che segue la minore.

Le condizioni cliniche non desterebbero al momento particolare preoccupazione. La situazione viene descritta come stabile e sotto controllo, con dimissioni previste non appena il quadro lo consentirà. Accanto alla bambina, durante la degenza, ci sono le educatrici della casa-famiglia di Vasto, struttura che ospita i tre figli della coppia anglo-australiana da oltre cinque mesi.

Il post della garante nazionale e la polemica

A trasformare una notizia clinica in un caso pubblico è stato un post diffuso sui social dalla garante nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza, Marina Terragni. Nel suo intervento, Terragni ha riferito che la bambina si trova in ospedale "per una patologia ostruttiva" e ha aggiunto una frase destinata ad accendere il dibattito: "La mamma non è con lei". La garante nazionale ha però precisato che "madre e padre possono farle visita", lasciando però spazio a interpretazioni che hanno alimentato la discussione sulla gestione complessiva del caso.

L'osservazione ha riacceso i riflettori su un nodo già delicato, quello del rapporto tra i genitori e i tre minori dopo la sospensione della potestà genitoriale e l'allontanamento disposto dall'autorità giudiziaria.

La replica della garante regionale

A intervenire per ricostruire i fatti è stata Alessandra De Febis, garante per l'Infanzia della Regione Abruzzo, che ha effettuato di persona una visita alla piccola. Secondo la sua puntualizzazione, "i genitori sono stati informati tempestivamente del ricovero, disposto in via meramente precauzionale, ed entrambi hanno fatto regolarmente visita alla piccola sia ieri che oggi. La situazione è sotto controllo e, non appena le condizioni lo consentiranno, la bambina sarà dimessa".

De Febis ha colto l'occasione per richiamare un principio che considera dirimente: la tutela della riservatezza dovuta ai minori, "prevista prima di tutto dall'etica e poi dalla legge". Un richiamo diretto, anche se non esplicito, alla scelta di rendere pubblica la notizia del ricovero attraverso i canali social.

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I figli devono tornare
Giusto l'allontanamento
Serve più chiarezza

La richiesta di dimissioni

Le polemiche non si sono fermate al confronto tra le due garanti. Il Comitato #difesaminori ha attaccato in modo netto la garante regionale, chiedendone le dimissioni al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. Nella nota diffusa, il comitato accusa l'istituzione abruzzese di non concentrare la propria azione sulla tutela effettiva dei minori coinvolti, ma piuttosto sulla risonanza mediatica generata dal caso.

La vicenda assume così i contorni di un doppio fronte: da un lato la condizione clinica della bambina, dall'altro lo scontro istituzionale tra figure che dovrebbero, per mandato, occuparsi della stessa materia. Un cortocircuito che sta finendo per oscurare il merito della questione, ovvero il benessere dei tre fratelli.

Il contesto giudiziario

I tre figli della coppia si trovano da oltre cinque mesi nella casa-famiglia di Vasto, in provincia di Chieti, dopo che il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha disposto la sospensione della potestà genitoriale per Nathan e Catherine. Pochi giorni fa, la Corte d'Appello dell'Aquila, sezione minorile, ha rigettato il ricorso presentato dai legali dei coniugi Trevallion contro il provvedimento del 6 marzo che aveva stabilito l'allontanamento della madre dalla struttura in cui i bambini sono ospitati da novembre.

La decisione finale sul futuro del nucleo familiare resta nelle mani del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, chiamato a valutare se i progressi fatti dai genitori, a partire dal reperimento di un'abitazione considerata adeguata, possano costituire la base per un eventuale percorso di ricongiungimento. In questo quadro già teso, ogni episodio che riguarda i minori diventa terreno di scontro pubblico, come dimostra il clamore intorno al ricovero della più piccola.