Come coltivare la citronella in Italia: guida pratica dal vaso alla tisana essiccata

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

La citronella da tisana, nome botanico Cymbopogon citratus, è una graminacea perenne tropicale originaria del sud-est asiatico che negli ultimi anni ha conquistato anche orti e balconi italiani. Profumo agrumato intenso, foglie lunghe e nastriformi, base bulbosa carnosa usata in cucina: è la stessa pianta che dà aroma a curry thailandesi e tisane digestive. La buona notizia è che, con qualche accorgimento, si coltiva benissimo anche da noi. La meno buona è che sotto i 10 °C inizia a soffrire, quindi nella maggior parte della Penisola va trattata come una pianta da vaso che entra in casa o in serra fredda per l’inverno.

Conoscere la pianta prima di piantarla

Cymbopogon citratus appartiene alla famiglia delle Poaceae ed è una vera erba, non un arbusto. Forma cespi densi che, in piena terra e in clima tropicale, possono superare il metro e mezzo di altezza e altrettanto di larghezza. In Italia, in vaso, si rimane più spesso sui 70-100 cm. Le foglie, lunghe e taglienti ai bordi, contengono l’olio essenziale ricco di citrale (una miscela di geraniale e nerale che arriva al 65-85% del totale negli oli di qualità), responsabile del classico profumo di limone. La base ingrossata degli steli, simile a un piccolo porro, è la parte più aromatica e quella usata in cucina; le foglie sono invece il materiale ideale per le tisane.

Da non confondere con la citronella antizanzare (Cymbopogon nardus e Cymbopogon winterianus), specie cugine ma diverse: stesso profumo, composizione chimica differente, e soprattutto la citratus è quella commestibile e adatta alle infusioni. Sull’effetto repellente contro le zanzare, anche la citratus dà una mano, ma molto meno delle parenti.

Propagazione facile: lo stelo del supermercato funziona davvero

Il metodo più economico e divertente per partire è acquistare al supermercato o in un negozio etnico qualche stelo fresco di lemongrass da cucina. Servono steli sodi, con la base intatta (non tagliata troppo in alto) e possibilmente con qualche radichetta già visibile. Procedimento:

  • Eliminate le foglie più esterne e accorciate la parte verde lasciando 10-15 cm di stelo.
  • Immergete la base in un bicchiere d’acqua, mantenendo coperti solo i 2-3 cm inferiori.
  • Posizionate in luogo luminoso ma non in pieno sole diretto e cambiate l’acqua ogni 2 giorni.
  • In 2-3 settimane compaiono radici bianche lunghe 3-5 cm: a quel punto si trapianta in vaso.

Il periodo migliore in Italia per avviare la propagazione in acqua è da marzo ad aprile, così da avere piantine pronte per il trapianto definitivo a metà maggio, quando il rischio di gelate tardive è ormai scongiurato anche al Nord. In alternativa, in primavera si trovano nei vivai specializzati piante già adulte in vaso da 14-18 cm: è la via più rapida, anche se più costosa.

Vaso, terriccio ed esposizione: i dettagli che fanno la differenza

La citronella è una pianta ingorda di sole e di calore. Studi sull’influenza dell’irraggiamento sulla resa in olio essenziale mostrano che in pieno sole la concentrazione di citrale nelle foglie è significativamente più alta rispetto a esposizioni ombreggiate. Tradotto per l’orto italiano: balcone a sud, terrazzo esposto a sud-ovest, angolo dell’orto senza ombre portate da muri o alberi. Il sole intenso dei mesi estivi italiani, più diretto di quello degli Stati Uniti settentrionali, è un vantaggio competitivo enorme rispetto a tante guide anglofone.

Il vaso ideale ha un diametro iniziale di 25-30 cm e una profondità di almeno 30 cm; a fine seconda stagione spesso serve rinvasare in un contenitore da 40 cm perché il cespo si allarga rapidamente. Materiale preferibile: terracotta nelle regioni più calde (traspira ed evita ristagni), plastica o resina al Nord (mantiene meglio l’umidità).

Per il substrato funziona molto bene una miscela di terriccio universale di buona qualità (60%), compost maturo o letame pellettato (20%) e sabbia silicea grossolana o perlite (20%) per garantire drenaggio. Sul fondo, due dita di argilla espansa sono fondamentali: la citronella ama l’umidità ma odia i ristagni, che fanno marcire la base degli steli.

Irrigazione e concimazione durante la stagione di crescita

Da maggio a settembre, in pieno sole, una pianta adulta in vaso da 30 cm beve molto. In luglio e agosto può servire annaffiare tutti i giorni al mattino presto o alla sera, controllando che il terreno non si asciughi mai del tutto. Un trucco utile: appoggiare il vaso su un sottovaso largo riempito di argilla espansa bagnata, così si crea un microclima umido senza che le radici stiano nell’acqua.

Sul fronte concimazione, la citronella risponde benissimo all’azoto. In agricoltura biologica si possono distribuire ogni 20-25 giorni macerato di ortica diluito al 10% oppure stallatico pellettato (due cucchiai a vaso, leggermente interrati). Chi preferisce i concimi liquidi di sintesi può usare un NPK 20-10-10 ogni 15 giorni a dose ridotta a metà rispetto all’etichetta. L’errore più comune è sotto-concimare: foglie pallide e crescita lenta sono il segnale.

Raccolta scalare delle foglie da luglio a ottobre

La prima raccolta si fa quando il cespo ha almeno 8-10 steli ben sviluppati, generalmente da metà luglio in poi al Centro-Nord, già da fine giugno al Sud. Si lavora di buon mattino, quando gli oli essenziali sono al massimo: dopo il calo notturno della traspirazione le foglie sono cariche di aromi.

Due strategie complementari:

  • Raccolta delle sole foglie per tisane: si tagliano con forbici pulite le foglie più esterne, lunghe almeno 40-50 cm, lasciando intatto il cespo centrale. Si può ripetere ogni 3-4 settimane fino a metà ottobre.
  • Raccolta dello stelo intero per uso culinario: si recidono alla base i fusti più grossi, quelli con la parte bulbosa ben formata, sempre lasciando almeno metà cespo intatto per non indebolire la pianta.

Attenzione ai bordi delle foglie: sono microseghettati e tagliano la pelle come carta. Guanti da giardinaggio robusti sono caldamente consigliati.

Essiccazione corretta per conservare aroma e citrale

L’essiccazione è il passaggio cruciale per ottenere una tisana che profumi davvero. La ricerca scientifica sulle tecniche di essiccazione del lemongrass è concorde su un punto: il calore eccessivo distrugge il citrale. I composti volatili che danno l’aroma di limone iniziano a degradarsi sensibilmente sopra i 50-60 °C, e con essiccatori spinti a 70-80 °C si perde una quota importante dell’aroma. I metodi a temperatura più bassa e protetti dalla luce diretta conservano significativamente meglio sia il colore verde sia la concentrazione di citrale.

Come coltivare la citronella in Italia: guida pratica dal vaso alla tisana essiccata

Per uso domestico in Italia, il clima secco estivo del Mediterraneo rende perfetta l’essiccazione all’aria in ombra:

  1. Tagliate le foglie a pezzi di 5-10 cm con forbici da cucina.
  2. Distribuitele in un singolo strato su graticci di legno o reti per essiccazione, oppure legatele in mazzetti sottili da appendere a testa in giù.
  3. Posizionate in un locale arieggiato, asciutto e buio (soffitta, ripostiglio ventilato, tettoia ombreggiata). Mai al sole diretto: ingiallisce e perde aromi.
  4. Temperatura ideale 25-35 °C, umidità relativa sotto il 60%. In condizioni mediterranee tipiche di luglio-agosto bastano 4-7 giorni.
  5. Le foglie sono pronte quando si spezzano nette al tocco e producono un fruscio secco.

Chi vive in zone umide (pianura padana, fondovalle) o vuole velocizzare può usare un essiccatore alimentare impostato a 40-45 °C per 8-12 ore: è il compromesso migliore tra rapidità e conservazione degli aromi. Il forno di casa, anche al minimo, raggiunge spesso temperature troppo alte; se proprio si vuole usare, va tenuto a 50 °C con sportello socchiuso e tempi sotto le 4 ore.

Conservazione della scorta annuale

Una volta essiccata, la citronella va conservata in barattoli di vetro scuro a chiusura ermetica, in dispensa al riparo da luce e calore. È preferibile conservarla in pezzi grossolani e sminuzzarla solo al momento dell’uso: la polvere fine perde aroma molto più rapidamente. In queste condizioni una scorta mantiene buone qualità organolettiche per 10-12 mesi, sufficienti per arrivare alla raccolta successiva. Per la tisana si usano 1-2 cucchiaini di foglie essiccate sminuzzate in 250 ml di acqua a 90 °C, in infusione coperta per 7-10 minuti.

Svernamento: il vero punto critico in Italia

Qui sta la differenza tra perdere la pianta ogni anno e averne una sempre più rigogliosa. Cymbopogon citratus è classificata come perenne tropicale, rustica solo nelle zone climatiche più calde (USDA 10-11). In Italia significa che solo in poche aree privilegiate (Sicilia costiera, Sardegna meridionale, riviera ligure di Ponente, alcune zone della Calabria tirrenica) può restare all’aperto tutto l’anno. Ovunque altrove, sotto i 10 °C inizia a soffrire e con gelate anche brevi muore.

La strategia per le zone 8 italiane (gran parte del Centro-Nord) è il ricovero in vaso:

  • Fine ottobre / inizio novembre: prima che le temperature notturne scendano sotto i 10 °C, riportate il vaso in casa o in serra fredda.
  • Prima del ricovero, tagliate le foglie a circa 20-25 cm dalla base: si riduce la traspirazione e si evita che foglie ingiallite marciscano in ambiente chiuso.
  • Posizionate in luogo molto luminoso (veranda esposta a sud, finestra ampia, serra non riscaldata che mantenga almeno 8-10 °C).
  • Riducete drasticamente le annaffiature: una volta ogni 10-15 giorni è sufficiente, giusto per evitare che il pane di terra si secchi completamente. Sospendete del tutto le concimazioni.
  • In primavera, da metà aprile a maggio a seconda della zona, riprendete gradualmente le innaffiature e riportate fuori la pianta acclimatandola in mezz’ombra per una settimana prima di esporla al pieno sole.

Chi non ha spazi luminosi al chiuso può comunque salvare la genetica della pianta: a fine estate basta prelevare alcuni stelli, radicarli in acqua come visto sopra e tenerli in vasetti piccoli su un davanzale luminoso durante l’inverno, per poi ripartire in primavera. È la stessa logica che si usa per il basilico perenne e per molte aromatiche tropicali.

Problemi comuni e soluzioni

La citronella è una delle aromatiche più resistenti a parassiti e malattie, ma qualche grattacapo può capitare:

  • Punte delle foglie marroni: di solito è stress idrico o aria troppo secca; aumentate le annaffiature e nebulizzate il fogliame al mattino.
  • Cespo che ingiallisce in inverno: normale dormienza se la temperatura scende sotto i 15 °C; non preoccupatevi se la base resta soda.
  • Marciumi alla base: ristagno idrico, soprattutto in vaso senza fori di drenaggio. Rinvasate eliminando le parti molli e usando substrato più drenante.
  • Ragnetto rosso: può comparire nelle piante svernate in casa, in aria troppo secca. Nebulizzazioni frequenti e, se serve, sapone molle di potassio.

A differenza di menta e melissa, che si propagano con rizomi striscianti diventando invasive, la citronella forma cespi compatti che si allargano lentamente e non escono mai dal vaso da soli: è quindi una scelta molto sicura anche per chi tiene a un orto ordinato. Negli anni il cespo va però diviso ogni 2-3 stagioni con una vanga affilata, separandolo in 2-3 porzioni: si ringiovanisce la pianta madre e si ottengono nuovi esemplari da regalare o ampliare la collezione.

Fonti

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