Le varietà orticole che rischiano di scomparire: e nessuno sembra interessarsene

Ci sono purtroppo tante varietà orticole che negli ultimi anni stanno rischiando di scomparire nel totale disinteresse.

Ci sono purtroppo tante varietà orticole che negli ultimi anni stanno rischiando di scomparire nel totale disinteresse.

Quando si parla di esseri in via d’estinzione è davvero molto difficile sentir parlare anche delle varietà orticole. Non è di certo un tema che interessa la massa, ma allo stesso è davvero impossibile non considerarlo come un grosso problema, anche perché la riduzione della varietà orticola è un problema che si riflette nella vita di tutti i giorni.

Un calo della produzione e della nascita di verdure e piante deriva anche da una serie di cause che sono direttamente condizionate da un comportamento umano non certo dei migliori. Per questo motivo diventa necessario divulgare quanto più possibile una situazione che ormai si è fatta sempre più complessa.

La stima infatti parla ddi come in Italia, dall’inizio del Novecento fino a oggi, si sia persa la bellezza del 75% delle biodiversità vegetali. Dei numeri impressionanti, anche dovuto al fatto come ormai si stia cercando di creare un sistema sempre più omologato, con le varie caratteristiche singole delle nazioni che sono ormai un ricordo.

Alla base della riduzione della varietà orticola: un danno per tutti

Sono svariate le motivazioni che hanno comportato una così netta riduzione della varietà orticola, partendo prima di tutto da come funziona la nostra società. Infatti prima di tutto si deve arrivare al profitto massimo e ci sono delle soluzioni che, purtroppo, non hanno saputo imporsi sul mercato, dunque la fatica finisce per superare i guadagni.

orto

Inoltre vi è un enorme problema alla base. In questi ultimi anni diventa sempre più importante dare alla luce degli ortaggi che non siano solo buoni, ma che prima di tutto siano anche belli da vedere. Ecco allora che tutte quelle verdure che non rispettano i canoni estetici di questa epoca vengono così scartati e non più sviluppati, andando così a comportare in chiaro ed evidente impoverimento della varietà orticola.

Non si deve però pensare che siano ormai “salve” le varietà odierne, perché nel 25% che è sopravvissuto in questi 100 anni, sono ancora tante quelle che sono sul filo di lana. Lo si vede per esempio con il “Mais Rostrato Rosso di Rovetta”, che si trova nella bergamasca, in Val Seriana, oppure il “Cetriolo Tortarello”, prodotto tipico abruzzese. In entrambi i casi si parla apertamente, da parte degli stessi organi regionali, come siano a rischio di estinzione, dunque è bene cercare di evitare danni peggiori per il futuro.