Uova di insetti sul muro di casa: la guida per riconoscerle e capire se distruggerle o proteggerle

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Ti sei affacciato sul terrazzo, hai spostato un vaso o dato un’occhiata sotto il cornicione e ti sei ritrovato davanti a un piccolo ammasso di palline lucide attaccate all’intonaco. Bianche, giallastre, verdoline, disposte in file ordinate oppure raggruppate in una specie di schiuma indurita. La prima reazione, quasi sempre, è la stessa: prendere una spugna e cancellare tutto. Aspetta un attimo. Quelle uova possono raccontare parecchio sul giardino che hai intorno, e in molti casi si tratta di insetti utili che è meglio lasciare in pace o al massimo spostare con delicatezza. In altri, invece, è giusto intervenire. Vediamo come distinguerli senza bisogno di essere entomologi.

Perché gli insetti depongono le uova sui muri

Muri esterni, pilastri, ringhiere, davanzali, cassette della luce, sottotetti e persino i vetri delle finestre sono superfici che dal punto di vista di una femmina di insetto hanno pregi non da poco: sono asciutte, esposte al sole (quindi calde, e il calore accelera lo sviluppo embrionale), difficilmente raggiungibili dai predatori terrestri e spesso vicine a fonti di luce che di notte attirano gli adulti volatori. Molte falene notturne, per esempio, arrivano sotto la lampada del portico per il fototropismo positivo, si accoppiano lì e la femmina depone le uova sulla superficie più comoda che trova, che purtroppo per lei non è una foglia di cavolo ma un pilastro di cemento. Le larve, una volta schiuse, sono quasi sempre condannate perché non trovano cibo, ma questo alla mamma non risulta.

Altri insetti, invece, scelgono i muri in modo tutt’altro che casuale: la mantide religiosa cerca superfici verticali riparate per costruire l’ooteca che dovrà passare l’inverno; la cimice asiatica preferisce le pareti della casa come rifugio autunnale e alla ripresa primaverile depone le uova sulla vegetazione vicina, ma può capitare di trovare covate anche su serramenti e infissi.

Uova di lepidotteri: farfalle e falene

Le uova dei lepidotteri, cioè farfalle e falene, sono di solito piccole (da mezzo millimetro a un paio di millimetri), a forma di fuso, cupola, botticella o sfera leggermente appiattita, con la superficie liscia o finemente scolpita a coste. Il colore cambia parecchio a seconda della specie e dello stadio di sviluppo: fresche sono spesso bianco perla, giallo pallido o verdine, poi virano al giallo intenso, all’arancione o al grigio scuro poco prima della schiusa, quando si intravede la testa scura della larvetta.

Cavolaia (Pieris brassicae e Pieris rapae)

Se hai un orto con cavoli, broccoli, rucola o cappuccina, le uova gialle a forma di fuso allungato disposte in gruppi ordinati di venti-cento unità sulla pagina inferiore delle foglie sono quasi certamente della cavolaia maggiore (Pieris brassicae). La cavolaia minore (Pieris rapae) depone invece uova singole, sempre gialle ma isolate. Difficilmente le trovi sui muri: preferiscono di gran lunga le foglie delle brassicacee. Sono considerate parassite dell’orto ma alimentano anche la biodiversità: se hai poche piante e vuoi salvare i cavoli, basta raccogliere manualmente le uova o coprire con reti antinsetto.

Farfalle native e falene notturne

Molte falene della famiglia Noctuidae (nottue) depongono uova a forma di cupola con coste radiali, in strati ordinati che formano piccoli tappeti biancastri o rosati. Le trovi con una certa frequenza su pareti chiare vicino a lampioni o luci esterne. Se sono su un muro puro e semplice, senza vegetazione nel raggio di qualche metro, la covata è probabilmente destinata a fallire e puoi rimuoverla senza sensi di colpa. Se invece sei in campagna e vicino ci sono piante spontanee o coltivate, vale la pena osservare qualche giorno per vedere che aspetto ha la larvetta appena nata.

Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa)

Attenzione: la processionaria non depone quasi mai sui muri. Le femmine cercano gli aghi dei pini (soprattutto pino nero, pino silvestre, pino d’Aleppo, cedro) e vi avvolgono attorno una sorta di manicotto squamoso lungo due-cinque centimetri, di colore grigio-argento, ricoperto da scaglie che sembrano squame di pesce. È inconfondibile e va sempre segnalata: si tratta di specie tossica per persone e animali domestici, i cui peli urticanti causano forti reazioni allergiche. Se noti manicotti simili su aghi di pino nel tuo giardino, contatta il servizio fitosanitario regionale o un tecnico specializzato: la rimozione dei nidi larvali invernali richiede protezioni adeguate.

Ooteche: le uova di mantide e cimici

Un’ooteca non è propriamente un ammasso di uova ma una capsula protettiva prodotta dalla madre, che al suo interno racchiude decine o centinaia di uova. Riconoscerla è molto più facile che identificare uova singole.

Mantide religiosa (Mantis religiosa) e altre mantidi

L’ooteca della mantide religiosa è forse la struttura più caratteristica che puoi trovare su un muro esterno in Italia. Ha l’aspetto di una schiuma indurita di colore beige, marrone chiaro o color caramello, forma allungata o a goccia, lunga tre-quattro centimetri, con una superficie striata o leggermente pelosa e una sorta di cresta longitudinale al centro. La femmina la deposita in autunno su pilastri, muri di pietra, tronchi, rami robusti, ringhiere in ferro, sassi. Le neanidi (i piccoli di mantide) sfarfallano tra aprile e giugno. Le mantidi sono predatori generalisti utilissimi in giardino: mangiano mosche, zanzare, cavallette, cimici, bruchi. Non toccarla assolutamente. Se proprio devi spostare l’ooteca perché si trova in un punto scomodo, staccala delicatamente con la porzione di supporto (per esempio un pezzetto di intonaco) e legala con uno spago a un ramo di siepe o arbusto ad almeno un metro da terra, in posizione riparata dalla pioggia battente.

Attenzione a non confondere l’ooteca della mantide religiosa nostrana con quella della mantide cinese (Tenodera sinensis), talvolta introdotta artificialmente, o con quella della Hierodula tenuidentata, specie alloctona in espansione nel nord Italia: sono simili come funzione ma di forma leggermente diversa (più sferica la prima, più affusolata la seconda).

Cimice asiatica (Halyomorpha halys)

Le uova della cimice asiatica, il famigerato pentatomide alloctono arrivato dall’Asia orientale e diffusissimo in tutta Italia, non sono racchiuse in un’ooteca ma deposte in ovature ordinate. Sono minuscole (poco più di un millimetro), a forma di barilotto con un piccolo opercolo circolare in cima, di colore bianco perlaceo o verdino pallido quando fresche, che vira al rosato prima della schiusa. Sono raggruppate in ammassi tipici di circa venti-trenta unità disposte in file esagonali compatte, quasi sempre sulla pagina inferiore delle foglie di piante ospiti (soiano, kiwi, melo, pero, pesco, nocciolo, vite, molte piante ornamentali). Difficilmente le trovi sui muri, ma sui davanzali e le pareti esterne è comunissimo trovare gli adulti in autunno-inverno: entrano in aggregazione per svernare e possono essere migliaia. Se trovi un’ovatura in giardino, distruggerla è un piccolo contributo utile: si tratta di specie invasiva senza predatori naturali autoctoni efficaci, sebbene si stia diffondendo il parassitoide Trissolcus japonicus, la cosiddetta vespa samurai, introdotta nell’ambito di programmi di lotta biologica.

Altre cimici autoctone

Le nostre cimici native (per esempio Palomena prasina, la cimice verde, o Nezara viridula) depongono uova simili come forma ma spesso con colorazioni diverse (verdoline, rosate, con la parte apicale nera). Se non sei certo della specie, meglio non distruggere: molte cimici autoctone sono predatrici o parassitoidi utili in agricoltura.

Uova di insetti sul muro di casa: la guida per riconoscerle e capire se distruggerle o proteggerle

Come procedere quando trovi uova sconosciute

La regola d’oro è: prima osserva, poi decidi. Ecco i passaggi consigliati.

  • Fai una fotografia ravvicinata con il cellulare, meglio se con un piccolo oggetto di riferimento accanto (una moneta, un fiammifero) per dare l’idea della scala.
  • Nota il contesto: la pianta o la superficie su cui sono, la distanza dalla vegetazione, l’esposizione al sole, la presenza di formiche o altri insetti nelle vicinanze.
  • Prova un’identificazione preliminare con piattaforme di scienza partecipata come iNaturalist, che grazie a una comunità di naturalisti dà spesso risposte in poche ore.
  • Se sono in una posizione problematica ma sembrano appartenere a specie utili (mantidi, coccinelle, crisope), spostale con delicatezza su vegetazione. Non toccarle con le dita nude sudate: usa un pezzetto di carta o una lama sottile facendo leva sul supporto, non sulle uova.
  • Se hai il sospetto che siano di cimice asiatica o processionaria, documenta e segnala al servizio fitosanitario regionale. Nel dubbio, meglio non intervenire da soli.

Calendario stagionale delle deposizioni in Italia

La fenologia varia parecchio tra nord e sud della penisola e con l’altitudine, ma a grandi linee questo è quello che puoi aspettarti nelle zone climatiche italiane (grosso modo zone USDA 8-10).

  • Marzo-aprile: schiuse delle ooteche di mantide deposte l’autunno precedente; prime deposizioni di cavolaia; risveglio delle cimici svernanti che iniziano ad accoppiarsi.
  • Maggio-giugno: piena stagione di ovideposizione per la maggior parte dei lepidotteri diurni; comparsa delle prime covate di cimice asiatica sulle piante ospiti.
  • Luglio-agosto: seconda o terza generazione di molte specie; forte attività notturna delle falene attorno alle luci esterne, con deposizioni frequenti sui muri.
  • Settembre-ottobre: ovideposizione delle mantidi (ooteche sui muri); voli di sfarfallamento della processionaria del pino; ultime covate della cimice asiatica prima dello svernamento.
  • Novembre-febbraio: fase quiescente. Le ooteche di mantide restano ben visibili sui muri, protette dal loro rivestimento spugnoso. È il periodo migliore per censirle e proteggerle.

Come favorire gli impollinatori evitando errori

Ogni volta che passi la spugna su una covata sconosciuta rischi di eliminare una piccola quantità di biodiversità che il tuo giardino ha faticato ad attirare. Farfalle, falene, mantidi, cimici predatrici, crisope e coccinelle depongono spesso in luoghi apparentemente scomodi proprio perché più sicuri. Qualche accorgimento utile:

  • Prima di pulire pareti esterne, davanzali e ringhiere in primavera, controlla se ci sono ooteche o ovature e delimitale con un adesivo colorato per non danneggiarle.
  • Riduci l’illuminazione esterna notturna, soprattutto le luci a spettro bianco freddo: attirano falene, coleotteri e altri insetti che poi depongono in posti sbagliati, disperdendo risorse riproduttive preziose.
  • Coltiva piante nettarifere e piante nutrici (finocchio selvatico, prezzemolo, ortica, salice, carota, malva) per offrire ai lepidotteri i giusti supporti di ovideposizione e ridurre le covate erratiche sui muri.
  • Lascia un angolo di giardino un po’ selvatico: un mucchio di sassi, un tronco morto, qualche erba spontanea. È lì che le mantidi cacciano e le crisope trovano riparo.
  • Prima di trattare l’orto con qualsiasi insetticida, anche naturale come il piretro o il sapone molle, controlla la presenza di uova e larve di ausiliari. Una lente d’ingrandimento da pochi euro è il migliore alleato del giardiniere consapevole.

Quando è davvero il caso di preoccuparsi

La stragrande maggioranza delle covate che troverai sui muri di casa appartiene a specie innocue o addirittura utili. I casi in cui è opportuno intervenire con decisione sono pochi ma precisi: la cimice asiatica in giardini o frutteti, dove può causare danni economici rilevanti; la processionaria del pino, per motivi sanitari legati alla presenza di peli urticanti; i lepidotteri parassiti su orti intensivi come la cavolaia in coltivazioni di brassicacee. Fuori da questi scenari, l’atteggiamento consigliato è quello dell’osservazione paziente. Un piccolo trucco che uso spesso: quando trovo un’ovatura sospetta, la fotografo e ci torno dopo tre-quattro giorni. Se nel frattempo è cambiata colore o si intravedono forme scure dentro le uova, la schiusa è imminente e vale la pena aspettare qualche altro giorno per vedere che tipo di larva emerge. È il modo migliore per imparare a riconoscere gli abitanti nascosti del giardino, e a volte si scoprono presenze insospettabili.

Fonti

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