Termiti o formiche alate? Come riconoscerle in 10 secondi e cosa fare se sono in casa

Esperto di Botanica

Alessio Mori, classe 1979, è un esperto ed appassionato bootanico, apicolture ed agricoltore. Conosciuto per la sua ricerca sulle abitudini invernali delle api mellifere, vanta una ventennale storia di ricerca e sperimentazione nel campo dell'agricoltura.

Hai trovato uno sciame di insetti volanti attorno a una lampada, sul davanzale o peggio ancora vicino a una trave di legno? Il primo istinto è schiacciarli, il secondo è chiedersi: sono formiche o termiti? La differenza non è un dettaglio da entomologi: da una parte hai insetti fastidiosi ma quasi sempre innocui per la casa, dall’altra hai animali che possono divorare silenziosamente travi, parquet e infissi per anni prima di essere scoperti. La buona notizia è che distinguerli richiede pochi secondi e tre osservazioni ben precise. La cattiva è che in Italia le termiti ci sono eccome, e le stiamo trovando sempre più spesso anche al Nord.

I tre indizi che smascherano una termite in dieci secondi

Quando ti trovi davanti un insetto alato sospetto, non serve un microscopio. Bastano tre confronti visivi rapidi, e il verdetto arriva subito.

Primo indizio: le antenne. Le formiche alate hanno antenne a gomito, con un evidente piegamento. Le ali anteriori sono più lunghe di quelle posteriori e tendono al marrone. Il corpo mostra un vitino da vespa nettamente strozzato. Le termiti alate, invece, hanno antenne dritte, quasi filiformi, che sembrano un piccolo rosario di perline allineate.

Secondo indizio: le ali. Nelle termiti le quattro ali sono tutte uguali, stessa forma e stessa lunghezza, e sporgono ben oltre il corpo. Nelle formiche l’ala anteriore è chiaramente più grande della posteriore. È il singolo carattere più affidabile: se vedi quattro ali identiche, quasi certamente non è una formica.

Terzo indizio: la vita. La formica ha il classico girovita da modella, un restringimento marcato tra torace e addome. La termite è tozza, con un corpo a forma di sigaretta, senza strozzature. Se metti accanto una foto delle due, sembrano due animali completamente diversi, perché in effetti lo sono: le termiti sono parenti stretti degli scarafaggi, non delle formiche.

Un ultimo dettaglio utile: le termiti alate perdono le ali molto in fretta dopo la sciamatura. Se sotto una finestra trovi una pila di alucce trasparenti staccate e tutte uguali tra loro, è un campanello d’allarme serissimo.

Perché nello stesso pezzo di legno ci sono individui con e senza ali

Chi trova per la prima volta una colonia resta spiazzato: alcuni insetti hanno ali lunghe e trasparenti, altri sono più piccoli, pallidi e privi di ali. È tutto normale, ed è la firma inconfondibile di una società termitica.

Le termiti vivono in colonie con caste ben distinte. Ci sono le operaie, biancastre e cieche, che scavano le gallerie e digeriscono il legno; i soldati, con la testa più grande e mandibole robuste, incaricati della difesa; e infine gli alati riproduttori, chiamati sciamatori, che spuntano solo in certi periodi dell’anno per lasciare il nido e fondare nuove colonie.

Quando gli sciamatori escono, volano per una breve distanza, poi perdono le ali, cercano un partner e iniziano a scavare la camera nuziale in cui deporre le prime uova. È per questo che spesso vengono trovati ammassati vicino a fonti di luce, finestre o su una trave calda al sole: hanno appena fatto il volo nuziale e si stanno accoppiando. Trovare individui alati e senza ali sullo stesso pezzo di legno significa quasi sempre che il nido è lì dentro o a pochi metri di distanza.

Le termiti che trovi davvero in Italia: due specie, comportamenti diversi

Dimentica per un momento le termiti giganti dei documentari sull’Africa. In Italia il quadro è molto più contenuto ma tutt’altro che innocuo. Le due specie che causano il 99% dei problemi domestici sono la termite sotterranea e la termite del legno secco a collo giallo.

Reticulitermes lucifugus, la termite sotterranea

È la più diffusa e la più temuta. Reticulitermes lucifugus è una termite sotterranea appartenente alla famiglia Rhinotermitidae, ampiamente distribuita nel bacino del Mediterraneo. Vive con il nido nel terreno, in ambienti umidi, e raggiunge il legno degli edifici attraverso gallerie di fango che costruisce lungo muri, fondazioni e tubature. Nelle nostre città è stata segnalata da tempo in tutto il Centro-Sud, ma le ricerche entomologiche degli ultimi anni ne documentano la presenza anche in regioni settentrionali come il Piemonte, a testimonianza di un’espansione favorita dal clima più mite.

Attacca soprattutto travi in contatto con muratura umida, pavimenti in legno posati su massetti non impermeabilizzati, cantine, solai infiltrati e cornici di infissi. Il problema è che lascia intatto lo strato superficiale del legno: dall’esterno un travetto può sembrare perfetto, ma dentro è ridotto a una sfoglia di lamelle sottili. Per questo si scoprono spesso a disastro compiuto.

Kalotermes flavicollis, la termite del legno secco a collo giallo

È la seconda specie italiana per importanza. Non ha bisogno del contatto con il terreno né di umidità elevata: colonizza direttamente il legno secco di infissi, mobili, tronchi di alberi vivi in giardino e travature. La specie è tipica dell’area mediterranea e infesta il legno secco causando danni significativi a strutture e coltivazioni arboree.

Riconoscerla è più facile: gli sciamatori hanno un caratteristico collare giallo dietro il capo, da cui il nome della specie. Uno degli indizi più tipici della sua presenza sono piccoli granelli ovali, simili a pepe grosso o sabbia grossolana, che escono da minuscoli fori nel legno: sono gli escrementi (o pellet fecali) che le operaie espellono dalla galleria. Se sotto un mobile antico, una trave a vista o un infisso trovi mucchietti di questi granelli, è quasi una diagnosi.

I segnali di infestazione da cercare in casa

Le termiti sono lavoratrici discrete. Quasi mai le vedi camminare per casa come le formiche: se ne stanno chiuse dentro il legno o nelle gallerie di fango. Per accorgersene bisogna quindi cercare le loro tracce indirette. Ecco quelle davvero utili.

  • Ali abbandonate su davanzali, pavimenti, ragnatele o vicino a fonti di luce, soprattutto tra primavera ed estate. Sono il residuo della sciamatura.
  • Gallerie di fango (i famosi mud tubes) risalenti lungo pareti, fondazioni, muri di cantina o pilastri, larghe da pochi millimetri a un centimetro. Sono l’autostrada delle termiti sotterranee, che le usa per spostarsi dal suolo al legno senza esporsi all’aria.
  • Legno che suona vuoto quando lo picchietti con le nocche o con il manico di un cacciavite. Un rumore secco e cavernoso su una trave che dovrebbe essere piena è un pessimo segno.
  • Superficie del legno leggermente ondulata o bombata, con vernice che si solleva a bolle, spesso senza fori visibili.
  • Piccoli fori con granelli di frass (nel caso di Kalotermes) o crepe che rilasciano polvere di legno.
  • Porte e finestre che iniziano a incastrarsi senza motivo apparente, o battiscopa che cedono sotto una leggera pressione.

Un test casalingo utile: prendi un cacciavite piatto e prova a premerlo, senza forzare troppo, contro una trave o un battiscopa sospetto. Se affonda come nel burro dove dovrebbe trovare legno duro, è il momento di chiamare qualcuno.

Termiti o formiche alate? Come riconoscerle in 10 secondi e cosa fare se sono in casa

Cosa fare (e cosa NON fare) se le trovi

Il primo errore da evitare è il fai-da-te aggressivo. Bombolette insetticide spruzzate a caso sul nido di sciamatori possono spaventare la colonia, che semplicemente sposta le gallerie in un’altra zona della casa, rendendo poi la bonifica molto più difficile. Anche buttare via il singolo mobile infestato quasi mai risolve, perché la colonia principale è altrove.

Il percorso corretto è più metodico:

  1. Raccogli campioni. Metti qualche insetto alato in un barattolino con un po’ di alcol o congelalo. Fotografa da vicino antenne, ali e vita. Serviranno per una identificazione certa della specie.
  2. Non toccare le gallerie di fango. Se le rompi per curiosità, perdi un ottimo elemento diagnostico e allarmi la colonia. Fotografale e lasciale in posizione.
  3. Fai una ispezione mirata di umidità e legno. Cantine, sottotetti, sottoscala, punti in cui il legno tocca il suolo o la muratura, tubature che gocciolano. L’umidità è la miglior alleata delle termiti sotterranee.
  4. Contatta un tecnico specializzato in disinfestazione strutturale, non un semplice servizio antizanzare. Le strategie moderne più efficaci contro le termiti sotterranee sono i sistemi a esche con regolatori di crescita, che vengono trasportati dalle operaie dentro la colonia e ne provocano il collasso, e i trattamenti perimetrali con termiticidi non repellenti.
  5. Per Kalotermes flavicollis, che vive nel legno secco senza uscire nel terreno, l’approccio può includere trattamenti localizzati con iniezioni, microonde, temperature elevate o, nei casi più gravi, la sostituzione degli elementi lignei irrimediabilmente compromessi. Un approccio di gestione integrata (IPM) per le termiti del legno secco combina ispezione, monitoraggio, misure preventive e interventi mirati al posto di trattamenti chimici generalizzati.

Prevenzione: il legno asciutto è legno vivo

La regola d’oro contro le termiti sotterranee è semplice quanto trascurata: tieni il legno lontano dall’umidità e dal contatto diretto con il terreno. Nelle nostre case questo significa risolvere infiltrazioni, ripristinare guaine e barriere al vapore, ventilare cantine e vespai, non appoggiare cataste di legna da ardere direttamente contro il muro perimetrale della casa, evitare pacciamature spesse in legno o corteccia proprio contro la facciata. Anche i ceppi lasciati marcire in giardino a pochi metri dalla casa sono un invito a nozze per una colonia in cerca di espansione.

Per Kalotermes flavicollis, che ama il legno secco, la prevenzione passa dall’ispezione periodica di infissi, travi a vista, mobili antichi e alberi vivi in giardino, soprattutto olivi, agrumi, viti e latifoglie deperite. Studi recenti condotti in ambiente mediterraneo mostrano inoltre come questa termite del legno secco venga frequentemente trovata in associazione con funghi del genere Aspergillus, che partecipano alla degradazione del legno colonizzato. Un legno già indebolito da funghi è un boccone più facile per l’insetto.

Quando davvero preoccuparsi (e quando no)

Non tutti gli sciami di insetti alati in casa sono termiti. Anche molte formiche fanno sciamature vistose in primavera ed estate, e in genere non minacciano la struttura dell’edificio (esclusa la formica carpentiera, presente in Italia in modo marginale). Se dopo il controllo delle antenne, delle ali e del vitino risulta che sono formiche, il problema è quasi sempre estetico: si passano con l’aspirapolvere, si chiude il punto di ingresso, si tratta eventualmente il formicaio se è vicino alla casa.

Se invece i tre indizi puntano verso una termite, o se trovi gallerie di fango, ali abbandonate ricorrenti, pellet nel legno o superfici che suonano vuote, il consiglio è di non aspettare la prossima primavera per capirci di più. Le termiti lavorano tutto l’anno, silenziose, e ogni mese di ritardo può significare centinaia di euro di danni strutturali in più. Con un’identificazione corretta della specie e un piano di intervento fatto da mani esperte, però, anche una colonia consolidata si può fermare e, nella maggior parte dei casi, eliminare del tutto.

Fonti

Tag:Termiti e formiche